Effetto della dieta mediterranea sulla mente

Con l’aumento della vita media nei Paese occidentali aumenta la frequenza di molte malattie legate all’età, inclusa la demenza. Diversi studi indicano un rapporto tra abitudini alimentari e performance cognitive. In particolare, sembra che il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative abbiano un nesso causale con lo stress ossidativo e possano in parte essere prevenute da diete ricche in anti-ossidanti. La dieta mediterranea ricca di anti-ossidanti e anti-infiammatori è quindi un importante elemento preventivo delle demenze, oltre che delle malattie cardiovascolari. Lo studio di Cinta Valls-Pedret et al. avvalora la sua efficacia  nel prevenire la demenza e mantenere le funzioni cognitive.

(Cinta Valls-Pedret et al. Mediterranean diet and age-related cognitive decline. A randomized clinical trial. JAMA Intern Med 175, 1094-1103, 2015)

I 7 fattori della vita

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le prime due cause di morte nel mondo nel 2012 sono state l’infarto cardiaco e l’ictus. Oggi però sappiamo che le malattie cardiovascolari possono essere prevenute controllando l’ipertensione, l’iperlipidemia, l’iperglicemia, il fumo, il sovrappeso, le abitudini alimentari scorrette, l’inattività fisica fin dal’infanzia, i cosiddetti 7 fattori modificabili della vita dell’American Heart Association. Perché si possa progredire è necessario che la popolazione capisca fino in fondo come modificare questi fattori per guadagnare salute, obiettivo non facile che significa affinare i metodi di educazione e comunicazione di massa, una scienza che richiede cultura, innovazione e investimenti, ma soprattutto forte motivazione e determinazione da parte dei leaders della società e dei Governi, cominciando dai medici e dalla loro capacità di dialogare con i pazienti. Un simile sforzo, oltre a migliorare la salute pubblica, comporterebbe enormi risparmi economici per la sanità.

(Greenland P. et al. Progress against cardiovascular disease. JAMA 312, 1979-80, 2014)

Eccessiva la pressione del marketing sui bambini

Il pesante marketing esercitato sui bambini li induce a consumare cibi e bevande non salutari; esso deve quindi essere ridotto se non eliminato perché contribuisce significativamente a determinare obesità e diabete nei bambini. Nel 2009 le società hanno speso 1,8 miliardi di dollari nei soli Sati Uniti.

Lo scrive alla Federal Trade Commission il deputato del Congresso USA Edith Ramirez a nome anche di un gruppo di senatori.

(JAMA 312, 1389, 2014)

Il diabete è in aumento (Spigolature)

La prevalenza del diabete di tipo 2 nel mondo è in continuo aumento e oggi colpisce più di un quarto delle persone che hanno più di 65 anni. Tra le cause principali l’alimentazione eccessiva, sia in termini assoluti di calorie ingerite, sia in termini qualitativi (eccesso di grassi e specie di acidi grassi trans e di zuccheri nella dieta). L’eccessivo apporto calorico unito all’insufficiente movimento fisico sono fattori che possono essere corretti. Questi interventi sono ormai urgenti anche nel nostro Paese, ove le persone in sovrappeso sono il 35,6% e quelle obese il 10,3%, valori che aumentano con l’età, nel genere maschile e nelle regioni meridionali (Basilicata 41% di sovrappeso, 12,7% di obesità).

(Polonsky KS. The past 200 years in diabetes. NEJM 367, 1332-40, 2012 1° Country Report Italia 2013 – Italian health policy brief, Anno III, Feb 2013)

Per una politica alimentare (Spigolature)

Un’azione efficace per migliorare l’alimentazione dei cittadini e prevenire l’obesità non può limitarsi a singoli interventi, ma deve costruire un sistema di azioni e di attori, che include i singoli cittadini resi più consapevoli dal social marketing, la comunità e i governi locali, le industrie alimentari e il governo centrale che coordini il tutto attraverso un Comitato Interministeriale.

(Jebb AS – A system-wide challenge for UK food policy. BMJ 344, e3414, 2012)