Il test dei 6 minuti di cammino

Il test proposto da Bittner at al. nel 1993 consiste nell’invitare il cardiopatico stabile a camminare per 6 minuti in un lungo corridoio così da percorrere la maggior distanza possibile. Questa distanza viene misurata. Nei pazienti che percorrono 87 – 419 metri il rischio di incidenti cardiovascolari è risultato 4 volte maggiore di quello dei pazienti che percorrevano 544 – 837 metri.
Il test costituisce un utile indicatore prognostico per identificare i pazienti con patologie cardiovascolari stabili che hanno un alto rischio di accidenti cardiovascolari e ha un valore predittivo simile ai test da sforzo (ogni 104 metri in meno equivale ad un maggio rischio del 55%). Esso può essere facilmente eseguito nell’ambulatorio medico. Può essere ripetuto nel tempo per confrontare l’evoluzione della patologia nel singolo paziente, è poco costoso e non pericoloso.

Girolamo Sirchia

(Beatty A.L. Six-minute walk test as a prognostic tool in stable coronary heart disease. Arch Int Med 172, 1096-1102, 2012)

Il prediabete di tipo 2

Il nostro Servizio Sanitario non finanzia alcune attività che hanno dimostrato di prevenire la insorgenza di costose patologie croniche. Ad esempio, è stato dimostrato che l’organizzazione di persone con prediabete in gruppi che, sotto la guida di un istruttore, seguono corsi di ginnastica e movimento muscolare, consente di ritardare o evitare la comparsa di diabete conclamato in un’alta percentuale di persone. In USA ciò ha indotto una parte della assicurazioni malattia a sostenere le spese di questo intervento. Sarebbe auspicabile che ciò accadesse anche in Italia, ove pure la prevalenza del diabete e del prediabete è in aumento. Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica dell’età medio-avanzata, determina serie complicanze e costa molto al Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto quando la glicemia non è ben controllata. La prevenzione e la cura del diabete in fase precoce è quindi un investimento che non deve più essere ritardato.

Girolamo Sirchia

(Fradkin J.E. et al. What’s preventing US from preventing Type 2 diabetes? NEJM 367, 1177-79, 2012)

L’alimentazione salutare

Più che concentrarsi sull’assunzione di cibi “buoni” evitando quelli “cattivi”, è necessario optare per una dieta molto varia, su porzioni di quantità moderate, e su stili di vita salutari. La moderazione deve riguardare particolarmente i grassi, gli zuccheri raffinati, il sale; particolare considerazione va riservata ai cibi molto energetici, ossia quelli che per unità di peso sono dotati di alto potere calorico e che devono essere assunti in quantità molto piccole.
Grandi porzioni di cibi o bevande ricchi di grassi solidi, zuccheri o alcool sono incompatibili con una dieta salutare. Il suggerimento quindi è di preferire il latte scremato, le bibite senza zuccheri aggiunti, i cibi poco salati e poco saporiti, vegetali, farine integrali, frutta poco dolce, rispettando i gusti di ognuno per evitare che sorgano sentimenti negativi. Particolare cautela va riservata ai cibi confezionati, che troppo spesso sono ricchi di componenti calorici e salati oltre che di additivi di vario tipo. E’ consigliabile sempre leggere sulle confezioni il contenuto calorico per 100 g di prodotto e il suo contenuto in grassi e zuccheri. In questo caso bisogna anche guardarsi dalla pubblicità ingannevole, che raggiunge troppo spesso anche i bambini e gli adolescenti, e dai modelli sociali che gli interessi commerciali sanno costruire molto bene.
Comunque è molto importante non concentrare l’attenzione su un singolo elemento, ma su una dieta appropriata come componente essenziale di uno stile di vita appropriato, che deve limitare la quantità di cibo ingerito ogni giorno, evitando le assunzioni fuori pasto, deve associarsi ad un movimento fisico sufficiente (importante ad esempio è usare il pedometro per misurare i passi fatti ogni giorno, adoperandosi perché si raggiungano almeno i 10.000 passi al giorno), eliminare il tabacco e contenere il consumo di alcolici entro i massimi raccomandati. L’indicatore più semplice ed utile di una vita regolare è il peso corporeo, che deve mantenersi il più possibile vicino al peso ideale che può essere determinato come indice di massa corporea, dato dalla formula

ooooooopeso corporeo in kg
BMI = ____________________________ (valori normali = tra 18 e 25)
oooooooaltezza in m al quadrato

Non esistono diete o prodotti che fanno miracoli: i pretesi miracoli vanno sempre guardati con sospetto. Solo uno stile di vita appropriato consente di ottenere buoni risultati: il metodo di vita più che il singolo prodotto sono capaci di fare il miracolo.

Girolamo Sirchia

(Position of the Academy of Nutrition and Dietetics: total diet approach to healthy eating. J Acad Nutr and Dietetics 113, 307-317, 2013)

Otto fattori di rischio da combattere

Malgrado l’incidenza di malattie cardiovascolari sia diminuita nei Paesi occidentali, esse continuano a rappresentare la prima causa di morte. Nei Paesi in via di sviluppo inoltre queste malattie sono in aumento. Le più importanti Società internazionali di cardiologia ritengono che questo fenomeno possa essere prevenuto ricorrendo a farmaci poco costosi e soprattutto alla riduzione di otto fattori di rischio:

  1. ridurre il consumo di alcolici di almeno il 10%;
  2. ridurre l’assunzione di cibi calorici e acidi grassi saturi di almeno il 10%;
  3. ridurre il peso corporeo, se eccedente;
  4. aumentare l’attività muscolare del 10%;
  5. ridurre la pressione arteriosa se superiore o uguale a 140/90 mmHg;
  6. ridurre del 20% il tasso di colesterolo totale nel sangue;
  7. ridurre del 30% l’assunzione di sale così da portare il consumo giornaliero a meno di 2g di sodio (pari a 4g di sale);
  8. ridurre di almeno il 30% l’uso del tabacco nella popolazione (in Italia dal 22% al 15% dei soggetti con più di 14 anni).

Questa posizione scientifica si dovrà tradurre in un piano di azione dal 2014 a cura dell’ONU, giacché è urgente arrestare la crescita delle malattie non trasmissibili che stanno mettendo a rischio la salute del mondo, generando costi inestimabili e gravi invalidità.

Girolamo Sirchia

(Mitko M. New basic care goals seek to rein in global rise in cardiovascular disease. JAMA 308, 1725-26, 2012)

Rapporti medico – paziente (Spigolature)

Ippocrate diceva che l’affabilità e l’empatia del medico spesso riescono da sole a far star meglio il paziente. Ciò è vero anche oggi: l’aderenza alla terapia ipertensiva, o la risposta al trattamento anti-dolorifico migliorano quando il paziente sente che il medico gli è vicino con calore umano .

(Roghmann K.J. et al. Satisfaction with medical care: its measurement and relation to utilization. Med Care 17, 461-79, 1979)