Nella sezione “Pensiero politico – Il presente” ho appena pubblicato alcuni documenti:

  • Amate il creato
  • Il magistero della Chiesa
  • La Via Crucis
  • Cosa vogliono gli italiani?

Aspetto il vostro parere.

L’attività fisica protegge il cervello

Uno studio longitudinale su 700 adulti sulla settantina ha dimostrato che l’attività fisica sostenuta si associa a maggiore quantità di sostanza grigia nel cervello, minore atrofia e minor numero di lesioni nella sostanza bianca. L’attività fisica sostenuta quindi protegge il cervello dai danni dell’invecchiamento.

(Neurology 79, 1802-8, 2012)

Un nemico mortale: il tabacco

La Joint Commission ha imposto fin dal 1992 che fosse vietato fumare in tutta l’area dell’Ospedale, anche nei luoghi aperti. Alcuni Ospedali (ad esempio la Cleveland Clinic) si rifiutano di assumere fumatori come personale, in quanto non vi è esempio peggiore del personale sanitario che fuma. Come arrivare all’Ospedale senza fumo? Innanzi tutto i pazienti fumatori devono essere identificati al momento del ricovero e deve subito essere iniziato un trattamento di tipo psicologico e farmacologico con sostituti della nicotina.
La Joint Commission ha dato in tal modo un contributo importante per eliminare il fumo sia attivo che passivo. Anche il fumo passivo è infatti un pericoloso inquinante, che ha immediati effetti negativi sul sistema cardiovascolare (US Surgeon General Report, 2006). Eliminare il fumo dai luoghi pubblici e dai luoghi di lavoro determina una riduzione media di incidenti cardiaci del 17%. Eliminare il fumo significa migliorare lo stato di salute della popolazione, e ridurre la mortalità del 20% nell’età media.
La lotta al fumo di tabacco deve quindi continuare senza sosta con tutti i mezzi possibili: aumento delle accise, divieto di pubblicità diretta e indiretta, eliminazione dei distributori automatici, divieto di fumo in auto, nei luoghi aperti assembrati (stadi, caffè all’aperto, spiagge, ecc.), nei parchi pubblici, scuole, Ospedali, divieto di gettare a terra i mozziconi, campagne di marketing sociale, sostegno gratuito ai fumatori che decidono di smettere, imputazione di responsabilità sociale e sanitaria ai produttori di sigarette, conversione delle colture di tabacco, divieto di collaborazione tra coltivatori di tabacco e produttori di sigarette, divieto di incentivazioni pubbliche o private alla coltivazione di tabacco, controllo sugli additivi che i produttori aggiungono al tabacco. E’ sperabile che da ultimo si renda disponibile un farmaco innocuo ed efficace che consenta a chi fuma di smettere: in tal caso il fumo di tabacco potrebbe essere bandito senza alcuna esclusione.

Girolamo Sirchia

Ormonoterapia dopo la menopausa

La revisione di una grande quantità di studi scientifici ha indotto la Task Force dei Servizi di Prevenzione americani a rigettare l’uso della terapia estro-progestinica nelle donne post-menopausa al fine di prevenire l’insorgenza di malattie croniche. Infatti a fronte di una riduzione del rischio di fratture ossee, le donne trattate con soli estrogeni o composti estro-progestinici mostrano un maggior rischio di ictus, trombo-embolie, colecistopatie e incontinenza urinaria, tumori del seno e demenza.

(http://tinyurl.com/cgjumes)

La crescita

La continua crescita della popolazione e la crescita dei consumi (in parte fisiologica, in parte indotta dalla pubblicità e dalla pressione sociale e quindi inutile) comportano una crescente quantità di rifiuti che danneggiano la biosfera e divengono insostenibili e incompatibili con il benessere del pianeta: CO2 ed effetto serra conseguente sono in particolare un preoccupante rifiuto che rischia di generare disastri planetari. Quindi secondo Pallante non bisogna più premere sulla crescita dei consumi, ma sul loro ritorno ai consumi necessari, facendo cessare tutta quella serie di danni ambientali e sociali che il consumismo genera a vantaggio del profitto di alcuni, ma a danno della salute e della fisiologia di tutti.
La politica avveduta non dovrebbe quindi più parlare di crescita e di investire sulla devastazione del territorio, ma incentivare al ritorno della società ai ritmi naturali, all’agricoltura, al rispetto dell’ambiente e del suo verde, ai consumi essenziali, alla riparazione delle macchine anziché alla loro sostituzione, al risparmio energetico e di acqua; in una parola ad amare il creato.