La pillola contraccettiva

Tutti i contraccettivi in commercio sono atti a prevenire la gravidanza e mostrano uguale capacità di curare l’acne e l’irsutismo. Essi sono anche simili in alcuni effetti collaterali (aumento del peso corporeo), ma differiscono nella capacità di determinare trombosi venosa. Bisogna quindi scegliere i contraccettivi più sicuri da questo punto di vista, che sono quelli che contengono la più bassa dose di etinilestradiolo (idealmente 30 µg) associato ad un progestativo di seconda generazione (levonorgestrel), come ad esempio Egogyn o i generici dello stesso tipo.

(BMJ 2013; 346:f1464)

La cura

Caring without science is well-intentioned kindness, but not medicine.

(Lown B. The last art of healing: practicing compassion in medicine. Houghton Mifflin, Boston, 1996)

Screening per HIV

La US Preventive Services Task Force ha recentemente raccomandato che tutta la popolazione americana di età compresa tra 15 e 65 anni venga sottoposta a screening per HIV. La raccomandazione è di grado A (molto forte) in ragione della possibilità di iniziare precocemente il trattamento (che è così più efficace), e di prevenire la trasmissione dell’infezione.

(Chou R. et al: Screening for HIV: systematic review to update the 2005 us Preventive Services Task Force recommendation. Ann. Intern. Med 157, 706-18, 2012)

Gli articoli scientifici

Le riviste scientifiche che sottopongono a valutazione gli articoli inviati per la pubblicazione sono circa 28.000, e gli articoli scientifici pubblicati ogni anno sono circa 1,8 milioni.

(Frank M. Open but not free. Publishing in the 21st century. New Engl J Med 368, 787-89, 2013)

Il medico e il malato

La pratica medica (detta arte medica) è la sintesi tra scienza e tecnologia da un lato e la personalità e l’esperienza del medico dall’altro (Gadamer HG. Dove si nasconde la salute. Cortina Ed., Milano 1994). Quest’arte si traduce così nell’atto medico di diagnosi e cura, che è tanto più gradito ed efficace quanto più entrambe le componenti sono qualitativamente elevate.

Esiste un’attitudine ad essere medico (cioè a “saper essere”), ossia ad instaurare un rapporto con il malato, costituito da capacità tecniche e relazionali nonché di caratteristiche personali, che deve essere oggetto di intervento didattico e pedagogico, ma è migliorabile solo in parte. Questo implica che chi desidera iscriversi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia debba essere sottoposto ad una valutazione attitudinale. Inoltre l’attitudine dell’internista è diversa da quella del chirurgo e quindi è anche necessario un esame attitudinale di ammissione alle specialità mediche e chirurgiche. Solo in tale modo si può passare dall’”insegnamento della medicina” alla “formazione del medico”, cioè a far sì che medico e paziente non rappresentino solo due ruoli, ma soprattutto due persone, che non possono limitare il loro rapporto alla sola considerazione dei sintomi, ma devono instaurare e sostenere un complesso rapporto relazionale. Dice Gadamer: “Dobbiamo renderci conto delle differenze che esistono tra la medicina scientifica e la vera e propria arte medica”. Appartiene all’arte medica anche la consapevolezza del medico della sua fragilità e della sua natura umana mortale: ciò mitiga la situazione del medico sano e forte e del paziente malato e debole. In realtà essi sono entrambe creature deboli che debbono aiutarsi a combattere il male. Per questo Donald Winnicott dedicò il suo libro “Gioco e realtà” (1974) “ai miei pazienti che hanno pagato per insegnarmi”.

Se quindi i medici hanno molto da imparare sia dai libri, sia dalla professione quotidiana, tuttavia anche i pazienti devono capire una cosa fondamentale: ognuno di noi deve custodire la propria salute per evitare di ammalarsi e ognuno di noi deve sforzarsi di capire i limiti e le possibilità dell’arte medica e della scienza, così da sfuggire alla speculazione della magia e agli interessi industriali, aumentando il proprio livello di conoscenza sul tema della salute e della malattia, inclusa l’azione delle Istituzioni deputate ad erogare i servizi sanitari. In una parola sapere e capire di più per vivere più anni in salute. Ecco perché dobbiamo insistere perché l’educazione sanitaria venga posta in primo piano tra le azioni sanitarie: si tratta di un investimento ad altissimo ritorno anche economico, ed è desolante osservare come esso non rientri nei compiti dei grandi mezzi di comunicazione di massa e venga considerato marginale dalle Istituzioni.