Il nuovo paradigma in sanità

Malgrado le migliori intenzioni e le indiscusse capacità della maggioranza degli operatori sanitari, l’accesso e la qualità della cure variano troppo e una confusa quantità di procedure di diagnosi e cura comportano alla società troppi costi inutili. Gli interessi dei pazienti sono compressi dalla insufficiente informazione sui pregi e difetti dei servizi sanitari, sugli errori e le frodi, sugli interessi commerciali che li infiltrano, sugli eccessi burocratici che li affliggono.

Il servizio sanitario necessita urgentemente di una correzione capace di riportare la missione etica e gli interessi dei pazienti al centro della sua azione. Perché ciò accada è necessario che i pazienti assumano un ruolo leader nel sistema e nella sua correzione.

Chi meglio di loro può dire cosa è loro necessario? Il servizio sanitario deve appunto essere  un servizio, capace di soddisfare i bisogni dei pazienti. Questi devono rivedere con i medici le inefficienze della sanità, devono disegnare insieme nuovi servizi e sistemi di informazioni. Su questa strada si sono già incamminate diverse organizzazioni, riportate in questo articolo, ed è chiaro che solo potenziando queste iniziative i servizi sanitari  possono divenire sostenibili. Vale sempre la regola che lavorare insieme è il segreto del successo, perché l’unione fa la forza.

(Richards T. et al. Let the patient revolution begin. BMJ 346, 7, 2013)

Il PSA

Il valore di PSA all’età di 40-55 anni è associato al rischio di cancro prostatico metastatizzato nel futuro. Probabilmente tre determinazioni del PSA (a 45, 55 e 65 anni di età) sono sufficienti per identificare i soggetti a più alto rischio di tumore metastatizzato nelle decadi di vita successive.

(Vickers AJ et al.  BMJ 346, 11, 2013)

Laviamoci le mani

La prima misura necessaria ad assicurare la sicurezza dei pazienti è l’igiene delle mani del personale sanitario. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 2005 ha lanciato il programma “Salva vite umane: lavati le mani”. Su questo importante punto bisogna insistere senza sosta e tutti, pazienti compresi, devono farsi parte attiva.

(Stone S et al. Keeping hand hygiene high on the patient safety agenda. BMJ 346, 6, 2013)

Holistic Review in USA

L’ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia deve essere assoggettata ad un esame attitudinale, giacché coloro che intendono fare il medico devono possedere alcune attitudini riportate nella Tabella(1) e che si possono riassumere in rigore intellettuale, collaboratività, coscienza sociale, creatività(2).

tabella holistic

Questa valutazione attitudinale viene denominata Holistic review, che l’Association of American Medical Colleges definisce come “un mezzo flessibile e personalizzato per valutare le capacità del candidato in termini di esperienze effettuate, attributi e risultati accademici, ma anche per capire se e come il candidato possa apportare valore durante gli studi e come futuro medico”. Al Mount Sinai Ichan School of Medicine viene effettuato un corso estivo di 6 settimane per la preparazione dei candidati alla valutazione attitudinale pre-medicina ed i risultati sono molto positivi (3).
Solo con strumenti di questo tipo si può sperare di avere una nuova classe di medici non solo più preparati, ma anche più adatti a soddisfare le aspettative dei pazienti che dal medico si aspettano non solo capacità professionale ma anche empatia, vicinanza, disponibilità, umanità(1).

(1) Witzburg RA, Sandheimer HM. Holistic review. Shaping the medical profession one applicant at a time. NEJM 368, 1565-67, 2013.

(2) Kauter SL. Toward a sound philosophy of premedical education. Acad Med 83, 423-4, 2008.

(3) Muller D. Reforming pre-medical education. Out with the Old, in with the New. NEJM 368, 1567-69, 2013

Le cattive leggi

A sorpresa, con un emendamento alla legge Carrozza sulla scuola, è passata una norma che contrasta palesemente con il bene comune degli Italiani, ossia con la salute pubblica.
Il Senatore Galan, infatti, ha proposto ed ottenuto che la norma approvata con il precedente decreto sull’IVA e sul lavoro, che prevedeva il divieto assoluto di pubblicità e di uso nei locali pubblici chiusi e nei luoghi di lavoro della sigaretta elettronica, venisse in parte abolito. Così si potrà reclamizzare il fumo delle e-sigarette e soprattutto sarà possibile fumarle ovunque. Pessimo provvedimento, per almeno due motivi:
1)    si ripristina il concetto che è lecito fumare nei luoghi pubblici (cosa che era finalmente sparita)
2)    si concede un’eccezione alla legge di tutela dei non fumatori dal fumo passivo. La sigaretta elettronica infatti, se usata con la nicotina, la diffonde nell’ambiente insieme ad altre sostanze e quindi chi è presente è costretto a respirarle.
Premetto che non sono contrario all’e-sigaretta, se usata ai fini di surrogato per smettere di fumare, e se assoggettata alle stesse regole delle sigarette usuali. Ma qui si tratta di ben altro. Qui si intravvede sullo sfondo un accordo sotterraneo tra chi ha votato la norma e i produttori di sigarette elettroniche, tra i quali vanno annoverate anche alcune multinazionali del tabacco. Che sia un modo per vanificare la lotta contro il fumo e in particolare la  Legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Protezione della salute dei non fumatori dal fumo passivo nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici chiusi)? E quali possono essere i motivi per cui si favoriscono così tanto i produttori di e-sigarette e di tabacco? Si tratta, come ha detto Galan, di rispettare i principi del liberalismo che lo ispirano? Oppure vi sono altri motivi? Non so rispondere. So però che un Parlamento che approva un simile provvedimento (e che poco prima aveva approvato una enorme tassazione sulle e-sigarette) è come minimo poco coerente (sembra la gara a chi fa peggio) e acuisce la sfiducia che gli Italiani già provano verso le Istituzioni.