Attenzione alla sigaretta elettronica

Il marketing della sigaretta elettronica ripercorre quello della sigaretta tradizionale. Il prodotto viene presentato come “cool” (come non solo socialmente accettabile, ma socialmente superiore), con testimoni del mondo dello spettacolo e dello sport, come sicuro e innovativo, e viene propagandato anche sui social networks, come gioco elettronico, e sostenuto con cospicui finanziamenti. Anche le Multinazionali del tabacco sono entrate nel mercato delle e-sigarette con ingenti mezzi. Il gioco è sempre lo stesso: mirare ai giovani per far loro credere che la e-sigaretta è di moda tra le persone evolute e di successo, che fumare è comunque e sempre un atto che distingue ed eleva nella considerazione degli altri; la e-sigaretta viene presentata come moderna e sicura, un modo per evitare i danni del tabacco.

I produttori di e-sigarette hanno bisogno di legittimarsi, di coinvolgere Associazioni contro il tabacco e Istituzioni come l’Università al fine di evitare che i Governi limitino l’uso del prodotto. Essi si propongono addirittura come partner nella lotta contro il tabacco e come sostenitori della salute pubblica.

Tutto ciò va contrastato con fermezza, per i seguenti motivi:

1) la pressione sui non-fumatori (specie giovani) li può indurre ad iniziare il fumo. La somiglianza delle e-sigarette con le sigarette tradizionali evoca modelli che sono stati fortemente combattuti e archiviati e risveglia il desiderio del tabacco, cosicché si instaura il doppio uso;

2) l’industria del tabacco è entrata nel mondo della sigaretta elettronica e cerca di legittimarsi nuovamente agli occhi della società e dei legislatori come collaboratore per la salute pubblica, ma ovviamente non rinuncia a sostenere in tutti i modi i suoi vecchi e nuovi prodotti, che sono lesivi della salute pubblica.

Tutto ciò impone ai Governi di regolamentare l’uso della sigaretta elettronica, assimilandola non ad un prodotto farmaceutico, ma ai prodotti del tabacco, di vigilare attentamente e contrastare in modo efficace la loro diffusione, specie nei giovani, respingendo ogni offerta di collaborazione da parte dei produttori.

(de Andrade M et al. Promotion of electronic cigarettes: tobacco marketing reinvented? BMJ 2013;347:f7473)

Una “finestra per la salute”

Potente motore della devoluzione scozzese

Nel Regno Unito è in corso una devoluzione, che vede la Scozia sulla via dell’indipendenza. L’argomento che sostiene più di altre la rivendicazione scozzese è la salute pubblica. La Scozia infatti è stato il primo luogo del Regno Unito che ha implementato la legislazione di divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici e che ha regolato la vendita al dettaglio di tabacchi e alcolici (registro dei luoghi di vendita, tassa di scopo sui grandi venditori, proibizione di vendita ai giovani sotto i 18 anni). Oggi la Scozia si sta avviando verso i pacchetti di sigarette anonimi e il prezzo minimo dell’unità alcolica, con l’obiettivo di una Scozia senza fumo per il 2034. Tutto ciò contrasta visibilmente con la relativa inerzia della rimanente parte del Regno Unito sulle misure di tutela della salute pubblica e prevede un deciso intervento dello Stato in questo ambito in una sorta di “finestra per la salute” della normativa e dei pubblici poteri sostenuti da tre fattori: problemi (specie la crisi economica, i determinanti sociali della salute e le diseguaglianze di salute dei cittadini), proposte di miglioramento, politica (ossia opinione pubblica, istituzioni e interessi organizzati, incluse le organizzazioni mediche), con l’appoggio del Partito Nazionale Scozzese. La salute pubblica è stata quindi una potente leva per l’indipendenza scozzese.

(Smith KE. Scotland and the public health politics of independence. BMJ 2013;347:f7595)

Ottimi i semi di lino

I semi di lino sono efficaci per abbassare la pressione arteriosa (PA) negli ipertesi: 30 grammi al giorno di semi di lino macinati per 6 mesi o più riducono la PA sistolica di 15 mmHg e di 7 mmHg la diastolica secondo uno studio pubblicato in Hypertension (2013, doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.113.02094).

Il trattamento con statine per ridurre il colesterolo

Le nuove linee guida 2013 dell’ACC/AHA sul trattamento con statine dell’ipercolesterolemia si concentrano non solo e non tanto sui tassi di LDL-C ematici, quanto sul rischio cardiovascolare delle persone.

La raccomandazione è di non curare gli indicatori (che, in quanto surrogati degli esiti clinici, non sempre correlano con questi ultimi) ma i pazienti, o meglio gli aspetti clinici di questi ultimi. Ecco pertanto le nuove indicazioni all’uso preventivo delle statine:

  1. Persone con rischio clinico di patologia cardiovascolare accertato
  2. Persone con livelli di LDL-C  > 190 mg/dL
  3. Persone diabetiche di età compresa tra 40 e 75 anni e con livelli di LDL-C tra 70 e 189 mg/dL senza segni clinici di patologia cardiovascolare
  4. Persone di 40-75 anni senza segni clinici di patologia cardiovascolare e diabete, che abbiano un rischio cardiovascolare a 10 anni di 7.5% o più e LDL-C di 70-189 mg/dL.

(Stone NJ et al. Circulation on line 12 novembre 2013)

I grassi trans sono da evitare

I grassi trans sono grassi parzialmente idrogenati e si presentano spesso come margarina. Essi sono da ritenersi pericolosi per la salute, come e più dei grassi saturi di origine animale o vegetale. Dal 1990 è noto che essi aumentano il rischio cardiovascolare, incrementando il colesterolo LDL (lipoporoteine a bassa densità) e riducendo quello delle lipoproteine ad alta densità (detto colesterolo buono). In realtà un’alimentazione sana deve evitare per quanto possibile sia i grassi trans che i grassi saturi (specie animali, come quelli presenti nella carne e nei formaggi). La dieta prevalentemente (o totalmente) vegetariana deve proprio all’assenza di questi grassi i suoi effetti benefici.

(Kuehn BM. FDA moves to further reduce trans fat in food. BMJ 310, 2386, 2013)