Il Burnout dei medici

Il benessere dei medici (fisico e psichico) è importante anche per i malati. Purtroppo metà circa dei medici soffre di burnout, caratterizzato da diminuzione di entusiasmo per il proprio lavoro, cinismo, senso di frustrazione. Le cause sono molteplici, ma spiccano lo stress lavorativo, la scarsa gratificazione del lavoro, la riduzione dello status sociale. E’ necessario e urgente che coloro che guidano le strutture sanitarie mettano in atto nuove strategie per potenziare le motivazioni e l’empowerment dei medicie l’organizzazione del lavoro, per evitare norme sempre più stringenti e soffocanti , per riconoscere che i medici sono professionisti e non solo fattori produttivi e che devono avere spazi per l’aggiornamento e la ricerca. Nella nostra società il potere dei gestori e degli amministrativi è cresciuto al punto di marginalizzare i medici e diminuire il loro ruolo e ciò, a sua volta, ha generato sfiducia e aggressività nella popolazione e nella magistratura. Le conseguenze di queste politiche sbagliate le pagano purtroppo anche i malati: è noto infatti che solo un medico soddisfatto può rendere soddisfatti i pazienti. Ricordiamoci che i malati desiderano tre cose: un medico accessibile e preparato, che sia loro vicino umanamente e abbia disponibilità e tempo per dialogare.

(Physician well-being. Addressing downstream effects, but looking upstream.JAMA Intern Med. 174, 533-34,2014)

Aggiungete poco zucchero

L’aggiunta di zucchero in misura maggiore del 15% delle calorie assunte giornalmente (50 g di zuccheri al dì) sembra essere un fattore indipendente di rischio aggiuntivo per alcune malattie croniche quali cardiovasculopatie, diabete, cirrosi epatica, demenza, obesità.

Attenzione quindi alle bevande zuccherate (succhi di frutta, bibite gassate dolci) e ai dolciumi di ogni tipo: meno ne assumete e meglio è.

Troppo zucchero ci rende non solo grassi, ma anche malati.

(Schmidt LA. New unsweetened truths about sugar. JAMA Intern Med. 174, 525-26,2014)

Attenti al sale

Troppo sale nella dieta [più di 5g (1 cucchiaino da tè) al giorno] è dannoso, giacchè aumenta la pressione arteriosa e le sue conseguenze sull’apparato cardiovascolare (ictus, ischemia cardiaca). Il sale è spesso “invisibile”, giacchè contenuto nel cibo dei ristoranti e in quello confezionato. La raccomandazione è di evitare per quanto possibile di ricorrere a questo tipo di alimentazione e di cucinare cibi freschi.

Cause dell’obesità

Il consumo di cibi fritti 4 o più volte la settimana raddoppia l’effetto sul peso corporeo nei soggetti con alto rischio genetico di obesità, a dimostrazione che obesi si rischia di diventare quando i fattori genetici si associano a fattori ambientali (alimenti molto calorici, stress, vita sedentaria, carenza di sonno). La genetica dell’obesità è assai complessa: almeno 15 geni ma anche microdelezioni cromosomiche sostengono questa complessità:   la predisposizione all’obesità si manifesta in qualche caso come interferenza sui meccanismi di controllo cerebrali sull’appetito. Differenti tipi di obesità richiedono differenti approcci terapeutici: nei grandi obesi, ad esempio, le terapie mediche e il cambiamento degli stili di vita servono poco, ed è meglio ricorrere direttamente alla chirurgia bariatrica. Ciò indica anche che responsabilizzare il paziente per la sua obesità può essere sbagliato e che ogni caso va considerato individualmente, in attesa che la ricerca faccia più luce su questa complessa sindrome oggi epidemica.

Blakemore AIF, Buxton JL. Obesity, genetic risk, and environment. (BMJ 2014; 348: g1900)

 

Gli integratori alimentari

Il mercato degli integratori alimentari è molto sviluppato: negli USA esso vale 32 miliardi di US dollari l’anno. Si accetta che gli integratori non debbano dimostrare la loro utilità clinica, ma non debbono comportare danni ai consumatori. Purtroppo non è sempre così. La Tabella seguente elenca una serie di eventi avversi potenziali legati al consumo di vari ingredienti e adulteranti che si trovano negli integratori alimentari.

tab - integratori alimentari

E’ necessario che le Autorità Sanitarie modifichino il loro atteggiamento nei confronti di questi prodotti, verificando le prove della loro innocuità, che i produttori debbono sottoporre prima di immetterli in commercio per ottenere l’autorizzazione (oggi basta la notifica) e attivando una rete di vigilanza sui prodotti una volta messi in commercio.

(Cohen PA. Hazards of Hindsight. Monitoring the Safety of Nutritional Supplements. N Engl J Med 370, 1277-80, 2014)