Evitiamo la stretta di mano in ambito sanitario

È noto fin dal 1947 che la stretta di mano in ambito sanitario costituisce un pericoloso mezzo per trasmettere agenti infettanti. È quindi tempo di sostituire la stretta di mano con altri segni di cordialità, come la giustapposizione del palmo della mano sul cuore.

Il corretto lavaggio delle mani associato all’abolizione delle strette di mano costituiscono oggi un imperativo per ridurre il rischio di infezioni in ambito sanitario.

(Sklansky M et al. Banning handshake from the health care setting. JAMA 311, 2477-78, 2014)

Tubercolosi

In New York City l’obiettivo del programma di controllo della tubercolosi si è spostato dalla prevenzione alla identificazione e cura precoci. I gruppi più a rischio sono oggi i soggetti con HIV, diabete, immunosoppressione da farmaci e i fumatori. Per l’80% sono persone nate al di fuori degli USA e non è facile raggiungerle e convincerle a sottoporsi ai procedimenti di diagnosi e cura. Così, malgrado la nuova tecnologia che consente diagnosi rapide, gli immigrati sfuggono al programma di contrasto. Molti casi si dimostrano inoltre resistenti al trattamento classico (isoniazide e rifapentina) e questo inoltre è molto costoso. La TBC è un pericolo per le nostre comunità ed è necessario approntare, finanziare e aggiornare piani efficaci per evitare pericolose epidemie.

(Macaraig M et al. Tuberculosis control in NYC: a changing landscape. N Engl J Med 370, 2362-65, 2014)

I costi dell’inquinamento atmosferico

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha calcolato che il costo dell’inquinamento dell’aria in termini di salute e mortalità precoce per i suoi 34 Stati membri ammonta a circa US$1.700 miliardi l’anno. Circa la metà dell’inquinamento è causato dalle emissioni dei motori diesel e, più in generale, dal traffico veicolare.

 ( BMJ 2014;348:g3527)

L’uso di marijuana

Molti oggi ritengono che l’uso di marijuana o di hashish (che si ottiene dalla resina dei fiori di marijuana) a scopo ricreativo debba essere legalizzato in quanto “piacere innocuo”. Non è così (vedi Tabella), particolarmente negli adolescenti, che sono i principali consumatori di queste sostanze; in loro infatti si producono danni in alcune aree del cervello che mostrano meno fibre e giustificano gli effetti clinici, specie l’alterazione delle funzioni cognitive e di quelle motorie. Oggi inoltre la potenza della marijuana (cioè il suo contenuto di tetraidrocannabinolo o THC) è molto aumentata rispetto al passato (dal 3% degli anni ’80 al 12% attuale) e di conseguenza sono cresciuti i danni biologici e sono inutilizzabili i dati raccolti nei decenni passati. Diverso il discorso circa l’uso della marijuana come agente terapeutico: qui il dibattito è ancora aperto e le conclusioni sono difficili.
Attenzione quindi a sposare teorie che sono contraddette dai dati clinici: la politica è una cosa, ma la biologia e la medicina sono tutt’altra cosa. La legalizzazione determinerebbe un maggior consumo e relative conseguenze cliniche.

Table 1. Adverse Effects of Short-Term Use and Long-Term or Heavy Use
of Marijuana.
Effects of short-term use
Impaired short-term memory, making it difficult to learn and to retain information
Impaired motor coordination, interfering with driving skills and increasing
the risk of injuries
Altered judgment, increasing the risk of sexual behaviors that facilitate the
transmission of sexually transmitted diseases
In high doses, paranoia and psychosis
Effects of long-term or heavy use
Addiction (in about 9% of users overall, 17% of those who begin use in adolescence,
and 25 to 50% of those who are daily users)*
Altered brain development*
Poor educational outcome, with increased likelihood of dropping out of school*
Cognitive impairment, with lower IQ among those who were frequent users
during adolescence*
Diminished life satisfaction and achievement (determined on the basis of
subjective and objective measures as compared with such ratings in the
general population)*
Symptoms of chronic bronchitis
Increased risk of chronic psychosis disorders (including schizophrenia) in
persons with a predisposition to such disorders
* The effect is strongly associated with initial marijuana use early in adolescence

(Volkow ND et al. Adverse health effects of marijuana use. N Engl J Med 370, 2219-27, 2014)

Comportamenti umani

Vi sono due caratteristiche della specie umana che i sociologi conoscono da molto tempo:
1) il conformismo
2) l’abitudine e la difficoltà di cambiare.
Sfruttando queste due caratteristiche alcuni hanno fatto la loro fortuna. Ad esempio: l’adesione dei giovanissimi al gruppo dei loro coetanei è una delle cause di iniziazione al fumo dei ragazzini e rinforzare questa adesione con la pubblicità è sempre uno degli obiettivi dei venditori. Più in generale sottolineare che la maggioranza si comporta in un certo modo è elemento che sospinge inconsciamente molti a comportarsi nello stesso modo.
Per quanto riguarda l’abitudine tutti i contratti che si rinnovano automaticamente alla scadenza sono un obiettivo ambito dai venditori proprio perché la disdetta attiva comporta un lavoro che non molti fanno.
Come possiamo sfruttare queste caratteristiche umane a fine di bene pubblico anziché di guadagno privato?
1)  Innanzi tutto insegnando alla popolazione di chiedersi sempre se c’è qualcuno che guadagna dietro certe sollecitazioni della pubblicità e dell’opinione pubblica o delle notizie giornalistiche (farmaci o cure miracolose, di solito americane!). Non avete idea di quante cose si scoprano identificando i motori interessati
2)  Imponendo a noi stessi alcune abitudini salutari [ridurre il volume delle porzioni che assumiamo ai pasti (mangiare di tutto, ma poco), eliminare l’uso dell’ascensore per salire i piani, camminare molto, non fumare e non bere alcolici, ecc.]
3) Divulgando senza tregua, tramite i contatti personali, i social network o altri mezzi di diffusione, le conoscenze che abbiamo così che le buone e le cattive pratiche e le scorrettezze oltre alle conoscenze divengano il più possibile note.

Per sapere di più e meglio cfr New EUFIC Review – motivating behaviour change (eufic@eufic.org)