L’inerzia dei Governi è Colpevole

Commentando l’inerzia del governo inglese nel prendere provvedimenti atti a promuovere la tutela della salute dei giovani, l’articolo di Lobstein T. e McPherson K. (Nothing new in UK’s strategy on childhood obesity. Lancet 388, 853-54, 2016) chiude con una frase che condivido e che interpreta anche il mio sentimento di rabbia e di sgomento verso una politica che protegge gli interessi organizzati anziché la salute:

‘… evidence  of a government walking away from its moral duty to protect the health of children, and its fiscal duty to protect the National Health Service from the consequent costs’.

Il Taylorismo in sanità

Il Taylorismo (ossia il management scientifico e la teoria che l’efficienza del sistema viene prima della persona) impronta oggi la sanità. Ma se la teoria (e le lean practices) è stata un successo per la Toyota, essa è un disastro per la sanità.

Il ticchettio del tempo che scorre e l’occhio implacabile del manager incombono sul medico e sul paziente nella pretesa di un’efficienza e di un modo di operare che sono negativi per entrambi. Si pensa così di risparmiare; non è così. Non si risparmia ma si distrugge e basta.

I pazienti non sono automobili, ma i medici hanno ancora la voce per affermarlo?

Non mi sembra proprio. Marginalizzare i sanitari in sanità è un errore cui dobbiamo rimediare: dobbiamo tornare alla centralità del rapporto medico-paziente, al ruolo di supporto ai sanitari del manager e degli amministrativi e non di direzione, che impone modi di agire aziendali che non si adattano alla sanità e che stanno causando demotivazione e burn-out del personale, scontento della popolazione, spese inutili e dirottamento di numerose risorse: la persona deve tornare ad essere prima del sistema.

(Hartzband P,  Groopman J. Medical Taylorism. N Engl J Med 374, 106 – 108, 2016)

La liberalizzazione è la madre dell’uso (e delle sue conseguenze negative)

La legalizzazione della marijuana per uso ricreativo in 3 Stati USA ha comportato un raddoppio dei consumi e un aumento significativo delle conseguenze nocive sulla salute pubblica, inclusa la guida di autoveicoli in preda alla droga.

JAMA 314, 2607, 2015

“Pensieri sani” secondo volume

È stato pubblicato il secondo volume di “Pensieri sani“.
Buona lettura!

Girolamo Sirchia

Un modo nuovo di essere medico

Da molte parti viene auspicata la misura degli esiti (outcomes) per valutare la qualità dei medici e dei servizi sanitari. Tuttavia le analisi degli outcomes sulla popolazione hanno dimostrato che le cure mediche influiscono sugli outcomes per un 10%, mentre un 50% può essere attribuito a fattori sociali e comportamentali. Un elemento determinante per spiegare questi risultati risiede probabilmente nella non aderenza dei pazienti alle prescrizioni mediche, che nei pazienti cronici raggiunge il 50%; ma a ciò si aggiungono altri fattori, come il livello di educazione e fattori socio-economici inclusi quelli di relazione e gli affetti. Ecco perché è tanto difficile misurare la qualità dei medici, così come lo è per gli insegnanti. Ciò tuttavia non significa che medici e insegnanti non si sforzino di coinvolgere i pazienti (e gli alunni) perché da questo coinvolgimento nasca una migliore aderenza ai suggerimenti basata sulla stima e sulla fiducia. Coinvolgimento vuol dire prendersi cura dell’intera persona con tutti i suoi problemi, non solo quelli medici, aiutando i pazienti a superare le loro difficoltà di vita quotidiana. Torna qui l’immagine della vocazione del medico al prendersi cura, per molto tempo caduta in disuso e oggi molto rara, ad allearsi con i pazienti senza comprimerne i pensieri e i desideri di benessere, senza paternalismo, costruendo insieme un percorso di salute e di benessere. E’ questo il metodo che sta alla base delle “interviste motivazionali”, che spingono i pazienti a decidere autonomamente per il loro bene.

In questo modo si può ottenere non solo una maggior aderenza dei pazienti alle cure, ma anche una loro maggior soddisfazione e benessere, così come anche una maggior soddisfazione per i medici curanti e un minor rischio di contenziosi tra pazienti e medici. Certo questo nuovo modo di rapportarsi ai pazienti significa per i medici superare non poche difficoltà, e tra esse la motivazione alla professione, il molto tempo da dedicare ai malati, lo scontro con le regole dell’attuale sistema sanitario che non ha finora considerato alternative necessarie a superare la sua grave crisi.

 

 

(Hershburger PJ, Bricker DA. Who determines physician effectiveness? JAMA 312, 2613-14, 2014)