Diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori

La US Preventive Services Task Force ha pubblicato una linea-guida su questo tema. Il fumo e l’età superiore a 55 sono i fattori di rischio più elevati per il tumore, la cui mortalità cresce con il tempo della diagnosi: la sopravvivenza a 5 anni è massima quando il tumore è scoperto allo stadio IA (71-90%), è 42-75% nei casi in stadio IB, è 10% allo stadio IV. La Tac a bassa dose consente di effettuare uno screening efficace così da fare la diagnosi in stadio I nel 55-85% dei casi positivi (con i metodi tradizionali questa percentuale è solo del 15%). Lo screening annuale è indicato solo nei forti fumatori (quelli che fumano 30 o più pacchetti di sigarette l’anno) di età superiore a 55 anni di età, e in quelli che hanno cessato il fumo da meno di 15 anni. Gli inconvenienti di questo screening sono i falsi positivi e relativi test invasivi di accertamento, l’esposizione alle radiazioni (circa 1 mSv), il costo.

Proprio questi inconvenienti fanno sì che non tutti gli esperti condividano l’implementazione di questa linea-guida.

(Davis AM, Cifu AS. Lung cancer screening. JAMA 312, 1248 – 49 , 2014)

Eccessiva la pressione del marketing sui bambini

Il pesante marketing esercitato sui bambini li induce a consumare cibi e bevande non salutari; esso deve quindi essere ridotto se non eliminato perché contribuisce significativamente a determinare obesità e diabete nei bambini. Nel 2009 le società hanno speso 1,8 miliardi di dollari nei soli Sati Uniti.

Lo scrive alla Federal Trade Commission il deputato del Congresso USA Edith Ramirez a nome anche di un gruppo di senatori.

(JAMA 312, 1389, 2014)

I determinanti sociali della salute

E’ ormai accertato che l’ambiente sociale influisce sulla salute dell’uomo. Ecco perché è necessario che il medico di oggi nell’incontro con il paziente ne valuti i “determinanti sociali”, ossia indaghi gli elementi elencati nella segrente Tabella:

 

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Questa operazione è più facile se diluita in più incontri, e dopo aver stabilito un buon rapporto con il paziente. Se acquisire le informazioni non è facile, ancor più difficile è modificare i contesti. Il medico, tuttavia, pur non potendo cambiare alcune realtà, è di grande aiuto al paziente nel sostenerne la capacità di migliorare dove ciò è possibile, nell’indirizzarlo ai Centri specialistici di assistenza, nel modificarne alcuni stili di vita non salutari, nell’aumentare la sua collaborazione e la sua compliance alle prescrizioni.

E’ tempo che la competenza del medico si allarghi alla sfera sociale e che si cominci dall’inserire questi insegnamenti nel curriculum degli studi di medicina e tra i criteri di valutazione dei medici. La nuova generazione di medici deve essere pronta a capire le mutate realtà ed esigenze dei pazienti per poter offrire una cura più appropriata e personalizzata e quindi meno costosa e più gradita ai pazienti.

(Behforouz HL et al. Rethinking the social history. N Engl J Med 371, 1277-79, 2014)

La vera riforma dei rapporti di lavoro dipendente

L’Italia continua a sottovalutare il merito nei rapporti di lavoro, sia pubblico sia privato, in controtendenza al mondo evoluto. Il dipendente che fa di più e meglio, che si comporta in modo onesto e coscienzioso deve avere di più, in termini di retribuzione e di sicurezza del posto di lavoro.
La cosa più semplice è di sostituire tutti gli attuali bizantinismi dei nostri rapporti di lavoro dipendente con una semplice regola: tutti i dipendenti sono assunti con contratto a tempo indeterminato, ma la flessibilità in uscita deve essere consentita senza inutili ostacoli, ossia con preavviso di 6 mesi e indennità di licenziamento.

Camminare è la migliore medicina

I benefici dell’attività fisica vanno ben al di là dell’effetto sul metabolismo e sulla funzione cardiovascolare per interessare il tono dell’umore, le capacità cognitive, il sonno, il comportamento, la resistenza delle ossa, la capacità di sopportare traumi e interventi chirurgici. Non per caso quindi l’attività fisica è un predittore di mortalità. Tutto ciò è noto fin dai tempi antichi e già Ippocrate segnalava che “camminare è la migliore medicina”.

(Golomb BA. Statins and activity. Proceed with caution. JAMA Intern Med 174, 1270-72, 2014)