La buona scuola

Il progetto “La buona scuola” del Governo Renzi (https://labuonascuola.gov.it) mi sembra buono e, malgrado le mie competenze sulla scuola siano molto limitate, ho apprezzato i seguenti punti:

  1. gli insegnanti ricevono aumenti di stipendio non in base all’anzianità, ma in base al merito. Già oggi, e in mancanza di qualsivoglia riconoscimento, molti insegnanti si impegnano a migliorare la capacità educativa della scuola (ad esempio corsi di lingua inglese, iniziative sportive come fitwalking, tornei, doposcuola, percorsi culturali e artistici aperti ad alunni e famiglie, iniziative di miglioramento delle aule scolastiche anche con la collaborazione delle famiglie, teatro, musica, etc.). Tutto ciò può costituire un criterio di valutazione positiva che deve trovare un corrispettivo economico. Anche il gradimento delle famiglie e degli alunni deve poter entrare in questa valutazione. L’obiezione è che gli scatti di anzianità non ci saranno più. Io penso che questo sia un dato positivo perché bisogna premiare non l’invecchiamento, ma la capacità e la volontà di educare.
  2. Autonomia scolastica. Ripercorre il concetto dell’Amministrazione Pubblica imprenditoriale di Reinventing Government. Trovo assolutamente motivante che la scuola rediga un proprio piano educativo, scelga gli insegnanti, organizzi servizi a pagamento per la comunità e che la dirigenza scolastica risponda del piano educativo e delle condizioni dello stabile e dell’arredo, della disciplina nonché dei test Invalsi (diamo ai presidi veri poteri di gestione!).
  3. L’aggiornamento degli insegnanti è fondamentale non solo come offerta educativa, ma anche come modalità di insegnamento. A questo proposito è indispensabile che la scuola moderna punti anche su temi essenziali per costruire il moderno cittadino: l’economia comprensibile e non distorta da interessi, l’ambiente, la salute, il comportamento civico, etc.
  4. Vanno potenziate le scuole professionali, artigianali ed artistiche (chiamiamoli Licei) ed è fondamentale che le scuole si integrino con le imprese nel territorio: saper fare oltre che sapere.
  5. Sono disponibili nell’Unione Europea dei fondi per l’edilizia e l’arredo scolastico; è quindi importantissimo accedervi.
  6. Università. Non si parla di Università nel documento di Governo, ma io reputo che sarebbe un’occasione propizia per ridare finalmente all’Italia un’Università moderna: totale autonomia degli Atenei che dovrebbero essere trasformati in Fondazioni di diritto privato per assimilarli al modello delle Università private americane che resta, a mio avviso, il migliore al mondo. Eliminare il valore legale della laurea, consentire rette differenziate in base ai risultati qualitativi dell’Università ed al gradimento del mercato.

Non mi meraviglia che le resistenze all’accoglienza di un simile piano siano enormi, in una scuola addormentata nelle braccia dello statalismo burocratico e con una visione di breve termine e di basso profilo. Credo che lo sforzo di superare il piccolume della scuola statale e dei vecchi canoni sia pregevole e mi auguro di poter vedere almeno una parte di questo cambiamento.

No ai mozziconi

(una nuova norma di civiltà)

Molti fumatori italiani usano gettare a terra i mozziconi di sigaretta. Ogni giorno in Italia vengono prodotti circa 140 milioni di mozziconi, pari ad almeno 50 miliardi l’anno, e gran parte di questi finiscono nelle fogne, nelle falde acquifere, nei fiumi e nei mari ove costituiscono oggi il maggior inquinante.

I mozziconi rilasciano i veleni contenuti nel residuo fumato ossia buona parte delle 4000 sostanze prodotte, di cui almeno 40 mutagene e/o cancerogene, inoltre rilasciano le fibre di acetato di cellulosa dei filtri, che col tempo si frantumano in particelle di pochi micron. Queste vengono ingerite dai piccoli animali marini che le scambiano per plancton e finiscono nella catena alimentare con danni alla salute di animali e uomini. Alcuni pesci e uccelli inoltre ingeriscono i mozziconi interi traendone gravi danni fisici.

Noi vorremmo che dalla Calabria partisse l’esempio di un’alleanza dei Comuni contro i mozziconi. In Italia alcuni Comuni hanno già aperto la strada, ma molti altri ancora non hanno preso iniziative. I mozziconi possono essere raccolti in appositi contenitori tascabili e conferiti in rifiuti indifferenziati o meglio utilizzati per produrre energia o prodotti per edilizia. Su questo tema vorremmo si mobilitassero tutti gli Italiani. Il 10 gennaio 2015 la legge per la tutela dei non fumatori compie 10 anni dalla sua prima applicazione. Vorremmo che quella data fatidica che ha reso l’Italia apprezzata nel mondo venisse festeggiata con questa nuova iniziativa e poi con molte altre ancora nel futuro, così da dare continuità ad un’azione di civiltà: il contrasto al tabacco, che tanti danni continua a provocare agli umani e all’ambiente che ci circonda. I danni alla salute sono più noti, ma altrettanto devastanti sono i danni all’ambiente (sfruttamento intenso dei terreni, disboscamenti, uso di pesticidi assai tossici, danno agli animali) e alle finanze pubbliche.

Questa iniziativa è scaturita da un Progetto elaborato dalla Consulta Nazionale sul Tabagismo, portato all’attenzione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e che sperabilmente verrà condiviso da altri Enti e Istituzioni nel prossimo futuro.

Dossier informativo

La politica

Quando si definisce “la politica” nei Paesi a democrazia avanzata, si intendono primariamente le azioni istituzionali a favore della qualità di vita dei cittadini e del bene comune. In Italia purtroppo noi intendiamo per politica la lotta per il potere, cioè solo l’obiettivo dei politici di raggiungere il potere per servirsene.

Le riforme precipitose

Le leggi in discussione si accavallano in Parlamento. I provvedimenti precipitosi, specie se complessi, hanno poche probabilità di essere risolutivi. In un sistema complesso, le cosiddette riforme sono spesse poco studiate, non sperimentate e si inseriscono in una normativa già complicata, con la quale è difficile assimilarsi. Ogni cambiamento, inoltre, per essere adottato dal sistema reale deve essere capito e condiviso; altrimenti genera confusione e resistenza, disparità tra operatori e in definitiva disservizi, ai quali magari si cerca di porre rimedio con altre riforme. Purtroppo è vero che con questo sistema si è giunti in Italia ad elevati livelli di criticità ed urgenza, ma il fatto è che di riforme si parla da decenni, ma ben poco migliora nella vita reale.

Coordinamento e continuità di cura

La continuità di cura presso un unico medico di base è utile, ma è necessario che il medico di base sia il coordinatore del paziente ed utilizzi al bisogno anche specialisti, non essendo sempre l’unico medico in campo.

  • Hussey PS et al. Continuity and the costs of care for chronic disease. JAMA Intern Med doi:10.1001/jamainternmed. 2014.245
  • Chen LM and Ayanian JZ. Care continuity and care coordination. What counts? JAMA Intern Med 174, 749-50, 2014)