Sta lentamente crescendo in Italia la consapevolezza che sovrappeso e obesità sono una condizione patologica che predispone ad altre gravi malattie croniche (ipertensione, diabete di tipo 2, lesioni epatiche, cancro, malattie cardiovascolari) e all’aumento dei costi della sanità tali da rendere insostenibile il Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna che ogni cittadino capisca che la prevenzione costituita da movimento fisico sistematico nella misura raccomandata e alimentazione salutare (mangiare poco e meglio) sono il miglior investimento per la propria salute e la propria vita. E’ però altrettanto importante che le Istituzioni si impegnino maggiormente per la difesa della salute pubblica, attraverso il contrasto alle forze che la compromettono e gli investimenti che la potenziano.
Archivi autore: Girolamo Sirchia
Effetto dell’esercizio muscolare
L’esercizio fisico è fortemente collegato a cambiamenti nella metilazione del DNA e quindi dell’epigenoma della persona, che è determinante nel rischio di malattie cardiovascolari.
(Barrés R et al. Acute exercise remodels promoter methylation in human skeletal muscle. Cell Metabolism 15, 405-411, 2012)
Attenti al tabacco combusto
La combustione del tabacco comporta rischi di salute 10 volte maggiori dell’uso di tabacco non combusto, inclusa la sigaretta elettronica.
Le sigarette (o sigari o sigaretti) uccidono metà dei consumatori di lungo periodo e sono responsabili del 20% di tutte le morti.
La tassazione differenziata per i prodotti di tabacco è quindi utile per ridurre i rischi, giacchè indirizza i consumatori verso prodotti meno rischiosi, cioè senza combustione ((Chaloupka FJ et al. Differential taxes for differential risks. Toward reduced harm from nicotine yielding products. New Engl J Med 373, 594-97, 2015).
Ambiguità in sanità
Si discute da anni su come risparmiare in sanità. Giusto eliminare gli sprechi. Ma giusto anche fare chiarezza su alcune ambiguità del nostro Servizio Sanitario Nazionale e delle politiche di governo. In particolare:
- Tutti sanno che alcuni stili di vita non salutari comportano danni alla salute e patologie assai costose. Fumo di tabacco e alcolici sono ai primi posti fra queste. Ma il contrasto che viene attuato a queste assuefazioni è efficace? Non sembrerebbe, dato che il fenomeno è in aumento. Ancora: la dieta mediterranea sta perdendo terreno in Italia in favore di un’alimentazione occidentale a base di carne, zuccheri raffinati, grassi saturi e trans, prodotti confezionati di scarso valore nutrizionale ma ricchi di calorie. È il vistoso effetto di una macchina industriale che ci ha imposto un diverso modo di vivere, a scapito della salute pubblica, ma assai vantaggioso per alcuni interessi organizzati. Sappiamo che tutto ciò provoca aumento dell’obesità e del diabete con costi enormi. Come contrastiamo questi fenomeni? Non so rispondere. Non vedo nessuna efficace azione di governo in tal senso. Anzi Europa e USA si accingono a firmare un trattato transatlantico di libero scambio per lo sviluppo e gli investimenti (TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership) che darà ai grandi gruppi industriali mano libera per favorire i loro interessi economici a spese della salute pubblica e dell’ambiente. In Germania molti protestano, in Italia tutto tace. Da noi non esiste nemmeno la più pallida idea di una Health in all policy, che impone che tutti i provvedimenti di legge tengano conto dell’impatto sulla salute. Da noi ci si compiace di dire che Philip Morris apre uno stabilimento di produzione in Emilia e compera tutto il tabacco prodotto in Italia!
Più in generale l’Italia ha poca attenzione per la prevenzione, che notoriamente ha un elevato ritorno sugli investimenti. Se ci pensate, siamo un Paese di vecchi, ma inadatto ai vecchi: la prevenzione dell’invecchiamento invalidante, dell’ipertensione, del diabete e la costruzione di programmi personalizzati e proattivi per queste persone, affinché possano evitare le gravi complicanze di queste affezioni, sono presenti solo in qualche area del Paese. Non abbiamo un modello ufficiale di Casa della Salute, ossia di quel presidio territoriale che deve realizzare tutto ciò; in realtà tutte le cure territoriali sono inadeguate da anni. Il medico generalista deve essere stimolato e messo in condizioni di lavorare meglio. Suggerisco ad esempio di attivare nel territorio urbano Walk-in Centers che altro non sono se non ambulatori polispecialistici, aperti 16 ore al giorno, 7 giorni a settimana, per aiutare i medici di famiglia con consulenze o approfondimenti diagnostici strumentali in qualunque momento della giornata, e comunque offrire a chiunque lo desideri diagnosi e cure.
Si continua poi a registrare una enorme variabilità fra le varie aree del Paese, con inaccettabili differenze nella quantità, qualità e costo delle singole prestazioni erogate. Vogliamo una volta per tutte fissare gli standard minimi dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e monitorarli per evitare le disparità di trattamento, le migrazioni sanitarie e tutte le iniquità che ne conseguono, compreso il ricorso al privato o alla libera professione intramoenia per ottenere una cura in tempi ragionevoli e di qualità adeguata? Ancora: vogliamo incominciare a investire nel personale sanitario, aggiornandolo, motivandolo e soprattutto rispettandolo, ossia evitando di continuare in questa perniciosa aziendalizzazione di Asl e Ospedali, che ha marginalizzato i sanitari, privandoli di ogni potere organizzativo e gestionale. Sembra che ancora non si sia capito che non si può fare buona sanità senza buon personale sanitario.
- È tempo di assicurare un fine vita senza sofferenze per chi lo desidera: evitare il tormento dell’agonia, accompagnare alla morte in certe situazioni; lenire sempre il dolore è un obbligo per la società civile.
- Interventi sanitari che si rendono necessari a seguito di attività ludiche o sportive non devono gravare sul Sistema Sanitario Nazionale, ma su una assicurazione obbligatoria contratta dagli interessati: chi può spendere per divertirsi può e deve spendere per assicurarsi contro eventuali conseguenze dannose per la salute. Si tratta di risparmi non di poco conto che potrebbero essere utilizzati per rafforzare servizi sociosanitari ancora deboli.
Provvedimenti di questo tipo potrebbero consentire di far meglio con minor spesa o almeno di spendere meglio. Ma perché allora non vengono né proposti né tanto meno realizzati? Io penso che una delle principali cause sia che ognuno di essi contrasterebbe interessi organizzati molto potenti di tipo economico, ideologico o altro. Ancora una volta l’interesse di tutti viene sacrificato a favore dell’interesse di qualcuno.
I grassi trans
Entro 3 anni i produttori di prodotti alimentari negli USA debbono abbandonare l’uso di oli parzialmente idrogenati, che sono la principale sorgente di grassi trans. Questi sono responsabili dell’aumento di colesterolo LDL che a sua volta aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
