Idee per l’anno nuovo

Considerando lo scenario italiano di inizio anno, non vedo motivi di grande ottimismo: la pochezza di chi governa, l’aumento del costo della vita e delle tasse, la stagnazione economica che continua non lasciano intravvedere una vera ripresa. Come andrà a finire? Voglio sperare che tra qualche tempo ci si possa accordare su un Governo di emergenza (o di scopo) che lasci da parte le risse per iniziare un programma serio di rilancio del nostro Paese. La matassa è intricata; il Presidente della Repubblica ha tentato in vari modi di spingere la politica nella suddetta direzione, ma non ci è riuscito. Nel suo discorso di fine anno ho colto tanta amarezza e ho provato persino pena. Prima tutti lo esaltavano, ora molti lo criticano: grande amarezza. Se si riuscisse  a creare un Governo di emergenza, che si potrebbe fare? Vorrei sottoporvi tre proposte per cominciare.

1. Fare una legge elettorale onesta. La proposta di IES è già stata pubblicata (vedi www.italiaies.it) e consiste in sostanza nel lasciare al popolo elettore la facoltà di votare o di rifiutare i candidati proposti da partiti, penalizzandoli se non candidano persone credibili e quindi non ottengono il consenso. Inoltre bisogna abolire il mestiere del politico, limitando a due i mandati e le nomine politiche di ogni persona, che è così costretta ad avere una sua attività professionale prima e dopo l’impegno politico, evitando lo strazio di tutte quelle poltrone e relative ricche retribuzioni create ad arte per assicurare ai politici di professione una posizione ben retribuita comunque. Poltrone peraltro non solo costose, ma anche dannose per i cittadini italiani quando sono collocate in Società pubbliche di servizi che, grazie alla loro incapacità ed avidità, funzionano male oltre a costare troppo. Per non parlare della migliaia di Enti inutili, Agenzie, Authority, ecc., ecc., nonché dei livelli istituzionali troppo numerosi che gonfiano la spesa pubblica, creando solo confusione e impedimenti burocratici.

2. Riformare alcune parti della Costituzione che oggi si dimostrano superate. Bisogna ridurre i livelli di governo e gerarchizzarli: non si può pensare che Stato, Regioni, Province, Comuni e città metropolitane operino in pressoché totale parità di poteri. Se il centralismo è sbagliato, la polverizzazione dei poteri e delle responsabilità è anche più dannosa e costosa. Anche il bicameralismo perfetto va modificato. Io credo che un Senato costituito da maggiorenti della società civile, nominati dai partiti in numero proporzionale al consenso ricevuto, ma di riconosciuta capacità, privo di potere legislativo e deputato ad esempio ad effettuare le nomine pubbliche e a verificare l’equità e l’utilità per il bene comune delle leggi redatte dalla Camera, sarebbe un passo avanti enorme nella qualità dello Stato italiano, in analogia a quanto seppe fare la Repubblica Romana, specie nel suo periodo intermedio di maggior successo: senatori di prestigio che per prestigio e non per utilità vegliano sull’Italia. La sottrazione alla politica delle nomine in Istituzioni pubbliche significherebbe ridurre l’eccessiva invadenza dei partiti in gran parte dei servizi essenziali della Nazione, come la Sanità, le Magistrature, Enti pubblici di vario tipo, ecc., invadenza che si associa troppo spesso a corruzione e a sottogoverno.

3. Infine propongo di chiamare chi ricopre cariche pubbliche a rispondere in solido degli eventuali danni che provoca. Facciamo qualche esempio: ad Ischia sono sorte in pochi anni 800 case abusive, tanto che il Governo ha dovuto ricorrere ad una sanatoria straordinaria per chiudere la questione. Mi chiedo: dov’era il Sindaco di Ischia mentre sorgevano le 800 case abusive? Chi risponde del danno ambientale subito dall’Italia a causa della sua “culpa in vigilando”? Non è giusto che egli risponda almeno in parte con i suoi beni? Se così fosse, credo che riusciremmo in breve tempo a porre fine alla devastazione dei nostri paesaggi più belli causata dalla speculazione edilizia e dall’abusivismo. E lo stesso vale per tutti i danni ambientali che l’Italia sta subendo per mano dell’inefficienza e della correità di chi dovrebbe vigilare; ma vale anche per i buchi di bilancio praticati nelle Regioni, nei Comuni, negli Enti pubblici o partecipati, che si traducono poi in disservizi per tutti noi (spazzatura per strada, trasporti carenti, assistenza socio-sanitaria insufficiente, scuole disastrate, ecc., ecc.). E vale anche per certe decisioni delle Magistrature quando sentenziano addirittura in conflitto con le leggi vigenti, come è capitato quando alcuni sostituti procuratori sono intervenuti imponendo interventi in tema di procreazione medicalmente assistita o di terapie con presunte cellule staminali contro il parere della scienza internazionale oltre che delle norme italiane. In altro campo ricordiamo l’intervento della Procura e poi del GIP di Taranto nella vicenda dell’ILVA che ancora non riesce a risanare il proprio ambiente malgrado i finanziamenti reperiti (vedi il testo dell’intervento video di Corrado Clini al Convegno “Giustizia? Esperienze a confronto per una riforma”, Milano, 14 dicembre 2013, pubblicato su http://www.tempi.it).

Mi piacerebbe se riuscissimo a condividere proposte come quelle che ho sopra abbozzato. Forse si potrebbe cominciare a parlarne, magari limitandoci per ora alla proposta N. 3 che è la più facile da condividere, anche se, al pari delle altre, certamente indigesta per gli attuali nostri politici. Con questo pensiero auguro a tutti un 2014 positivo.

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One thought on “Idee per l’anno nuovo

  1. Sarebbe un sogno , e comunque tanto per cominciare oltre ad eventuali danni causati da Sindaci o presidente di provincia o di Regione, aggiungerei anche quelle cariche Pubbliche ( Tipo Alitalia , Ferrovie dello Stato o altri Enti ) che il presidente crea buchi di Bilancio , la richiesta di risarcimento del Debito creato , sicuramente non avrà liquidità a sufficienza , evitare perlomeno di dargli la liquidazione

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