L’impegno della città di New York per la salute pubblica

La principale causa di obesità è costituita dall’aggressivo marketing dei produttori di alimenti: oggi la disponibilità di cibo altamente calorico, facile da consumarsi, poco costoso, appetitoso e reclamizzato, induce le persone a consumare tra 200 e 600 calorie giornaliere più del necessario, con conseguente aumento del peso corporeo e del rischio di diabete, malattie cardiovascolari e morte prematura.
Il tentativo di indurre i produttori a ridurre la loro azione ha avuto scarso successo in quanto ciò ridurrebbe i loro guadagni. Maggior successo si può ottenere coinvolgendo i produttori perché producano cibi più sani e informando ampiamente il pubblico sulla necessità di curare l’alimentazione. Queste azioni sono state effettuate nella città di New York attraverso il suo Dipartimento per la Salute e Igiene Mentale per ridurre l’uso di grassi trans, di sodio in eccesso, di eccessive porzioni di cibo e di bibite zuccherine. Oltre a migliorare l’alimentazione la Giunta del Sindaco Bloomberg ha anche agito per contrastare il fumo e dal 2002 ad oggi si è registrato una diminuzione del consumo di tabacco del 35% con un conseguente aumento di attesa di vita alla nascita di 2,4% anni.

(Farley TA. The role of government in preventing excess caloric consumption. The example of New York City. JAMA 308, 1093-94, 2012)

Ancora sul peso corporeo eccessivo (Spigolature)

L’adiponectina ha un effetto anti-infiammatorio e anti-aterogenico; inoltre aumenta la sensibilità all’insulina, che è ridotta nel diabete, e determina l’aumento dei lipidi nel tessuto sottocutaneo anziché nell’addome. L’adiposità addominale, ma non quella sottocutanea, si associa alla sindrome metabolica (costituita da resistenza all’insulina, alti livelli di colesterolemia e ipertensione arteriosa, fattori che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2).
Oggi sappiamo che le complicanze dell’obesità non sono legate solo alla quantità di grasso in eccesso, ma soprattutto al luogo dove questo grasso si colloca: la cavità addominale e il fegato sono le sedi più sfavorevoli (Neeland I et al. Dysfunctional adiposity and the risk of prediabetes and type 2 diabetes in obese adults. JAMA 308, 1150-59, 2012). Non sappiamo che cosa determina la distribuzione del grasso. Sappiamo però che oltre all’adiponectina, l’esercizio fisico agisce soprattutto mobilizzando questo grasso addominale tanto pericoloso (Friedrich NJ. Studies probe mechanisms that have a role in obesity-associated morbidities. JAMA 308, 1077-79, 2012). L’esercizio fisico inoltre, tramite la secrezione di una miokina (detta irisina) induce le cellule del grasso bianco (che conserva le calorie) a comportarsi come quelle del grasso bruno (deputate a bruciare calorie per generare calore). Dato l’effetto dell’irisina si sta sintetizzando questa molecola per usarla in clinica. (Hampton T. “Browning” of white fat may help in the ongoing fight against obesity. JAMA 308, 1080, 2012)

Per una politica alimentare (Spigolature)

Un’azione efficace per migliorare l’alimentazione dei cittadini e prevenire l’obesità non può limitarsi a singoli interventi, ma deve costruire un sistema di azioni e di attori, che include i singoli cittadini resi più consapevoli dal social marketing, la comunità e i governi locali, le industrie alimentari e il governo centrale che coordini il tutto attraverso un Comitato Interministeriale.

(Jebb AS – A system-wide challenge for UK food policy. BMJ 344, e3414, 2012)