Diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori

La US Preventive Services Task Force ha pubblicato una linea-guida su questo tema. Il fumo e l’età superiore a 55 sono i fattori di rischio più elevati per il tumore, la cui mortalità cresce con il tempo della diagnosi: la sopravvivenza a 5 anni è massima quando il tumore è scoperto allo stadio IA (71-90%), è 42-75% nei casi in stadio IB, è 10% allo stadio IV. La Tac a bassa dose consente di effettuare uno screening efficace così da fare la diagnosi in stadio I nel 55-85% dei casi positivi (con i metodi tradizionali questa percentuale è solo del 15%). Lo screening annuale è indicato solo nei forti fumatori (quelli che fumano 30 o più pacchetti di sigarette l’anno) di età superiore a 55 anni di età, e in quelli che hanno cessato il fumo da meno di 15 anni. Gli inconvenienti di questo screening sono i falsi positivi e relativi test invasivi di accertamento, l’esposizione alle radiazioni (circa 1 mSv), il costo.

Proprio questi inconvenienti fanno sì che non tutti gli esperti condividano l’implementazione di questa linea-guida.

(Davis AM, Cifu AS. Lung cancer screening. JAMA 312, 1248 – 49 , 2014)

Note per i fumatori – 2

  1. I rischi per la salute nell’età media sono più elevati in coloro che hanno cominciato a fumare precocemente
  2. Smettere di fumare giova alla vita. I fumatori precoci che smettono di fumare a 30, 40 e 50 anni di età recuperano rispettivamente, 10, 9 e 6 anni di vita.
  3. ŽSmettere di fumare è sempre utile, ma è molto utile se si smette prima dei 40 anni di età.
  4. Il rapporto numero di ex fumatori/fumatori nell’età media è un utile indicatore della qualità delle politiche anti-fumo di una nazione.
  5. Tra queste politiche arrivare progressivamente alla triplicazione delle accise del tabacco è molto efficace, come lo dimostrano i risultati ottenuti in Francia in meno di 15 anni (tra il 1990 e il 2005). Molto efficaci sono anche il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro e il divieto di pubblicità diretta ed indiretta al fumo (specie quella televisiva).
  6. ‘Nel 2012 i produttori di sigarette hanno guadagnato 50 miliardi di US dollari, circa 10.000 US dollari per ogni morte causata dal tabacco.

(Jha P, Peto T. Global effects of smoking, of quitting and of toxing tobacco. New Engl J Med 370, 60-68, 2014)

Note per i fumatori

  • L’assuefazione al fumo è una malattia cronica e come tale va trattata.
  • Dopo i 35 anni l’assuefazione al fumo comporta una perdita di 3 mesi di vita ogni anno.
  • La cessazione dal fumo comporta benefici sostanziali e rapidi: il rischio di morte da fumo comincia a diminuire subito e continua a calare per 10-15 anni.
  • Per coloro che smettono prima dei 35 anni la sopravvivenza è analoga a quella dei non fumatori.
  • Il consiglio del medico curante aumenta la percentuale di fumatori che smettono, ma senza altri aiuti molti di essi riprendono a fumare entro 1 anno.
  • La gravità della assuefazione si può valutare (in base ad esempio al tempo che intercorre tra la fine di una camminata e l’accensione della sigaretta, al numero di sigarette fumate al dì, al tempo che intercorre tra risveglio e prima sigaretta).
  • Per aiutare a smettere di fumare adottate alcune precauzioni, quali aumentare l’attività fisica, non bere alcolici, non frequentare fumatori, ma la cosa più importante è rivolgersi al Servizio per la Cessazione del Fumo. Oggi vi sono diverse terapie cognitive (terapie di gruppo) e farmacologiche, usate spesso in combinazione (sostituti della sigaretta che apportano nicotina, vareniclina, e altri). Non è ancora ben chiaro se la sigaretta elettronica sia utile a questo fine.
  • Agopuntura e ipnosi non hanno dimostrato alcuna utilità per smettere di fumare.
  • I sostituti della nicotina (inclusa sembra la sigaretta elettronica) pare siano abbastanza utili per prevenire le ricadute (ripresa del fumo), e possono essere utilizzati anche per molti mesi come strumento di riduzione del danno. Essi tuttavia non devono essere usati in gravidanza perché la nicotina è tossica per i polmoni ed il cervello del feto.

(Zwar AN et al. Supporting smoking cessation. BMJ 348, 29-33, 2014)

Una “finestra per la salute”

Potente motore della devoluzione scozzese

Nel Regno Unito è in corso una devoluzione, che vede la Scozia sulla via dell’indipendenza. L’argomento che sostiene più di altre la rivendicazione scozzese è la salute pubblica. La Scozia infatti è stato il primo luogo del Regno Unito che ha implementato la legislazione di divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici e che ha regolato la vendita al dettaglio di tabacchi e alcolici (registro dei luoghi di vendita, tassa di scopo sui grandi venditori, proibizione di vendita ai giovani sotto i 18 anni). Oggi la Scozia si sta avviando verso i pacchetti di sigarette anonimi e il prezzo minimo dell’unità alcolica, con l’obiettivo di una Scozia senza fumo per il 2034. Tutto ciò contrasta visibilmente con la relativa inerzia della rimanente parte del Regno Unito sulle misure di tutela della salute pubblica e prevede un deciso intervento dello Stato in questo ambito in una sorta di “finestra per la salute” della normativa e dei pubblici poteri sostenuti da tre fattori: problemi (specie la crisi economica, i determinanti sociali della salute e le diseguaglianze di salute dei cittadini), proposte di miglioramento, politica (ossia opinione pubblica, istituzioni e interessi organizzati, incluse le organizzazioni mediche), con l’appoggio del Partito Nazionale Scozzese. La salute pubblica è stata quindi una potente leva per l’indipendenza scozzese.

(Smith KE. Scotland and the public health politics of independence. BMJ 2013;347:f7595)

Conseguenze del fumo

In Inghilterra il fumo provoca ogni anno 460.000 ricoveri ospedalieri (NICE, 2013. BMJ 2013;347:f7105).

Riflessione. Con quello che oggi sappiamo (e sanno tutti) come può una persona consapevole continuare a fumare? E perchè il Governo non interviene seriamente a prevenire l’iniziazione al fumo dei giovani, ben sapendo che questa inerzia sarà causa di gravi danni alla salute dei cittadini e causa di spese elevate per il Servizio Sanitario Nazionale?
Il non fare non è da considerarsi in tal caso una colpa?