Costo del fumo in USA

In USA 19% di circa 250 milioni di adulti fumano con un costo stimato di US$96 e US$97 miliardi anno per costi sanitari e perdita di produttività rispettivamente, pari a circa 3800 US dollari (~3000 Euro)/anno per fumatore, ripartiti in US$1900 e US$1900 nelle due voci di spesa.

(MMWR 44, 889-894, 2012)

Il tabacco è una malapianta

È sorprendente come, a fronte dei dati scientifici di cui da tempo disponiamo sulla pericolosità del tabacco, il contrasto al suo uso sia tanto debole e incerto. I danni che la società subisce dall’uso del tabacco sono di tipo sanitario e ambientale; il danno alla salute si esercita su tutti gli organi e apparati a seguito della immissione nel sangue di migliaia di sostanze tossiche derivanti dalla combustione del tabacco e inalate. Esso è tale da ridurre la vita media in misura molto significativa (circa 10 anni di vita in meno) e da comportare alla società una spesa annua di oltre 1000 Euro a fumatore in prestazioni sanitarie e giornate di lavoro perdute. Ma anche i danni all’ambiente non sono irrilevanti: i mozziconi di sigarette dispersi nell’ambiente sono inquinanti per decine di anni, sono causa di incendi nelle case e nei boschi, molte sostanze tossiche presenti nel fumo di tabacco non sono volatili e si depositano su cose e persone permanendo nell’ambiente per molto tempo anche se questo viene ventilato. Tutto questo viene tollerato quasi senza reazioni della società e provvedimenti di contrasto al fumo si fanno strada con fatica. Come mai? La risposta è semplice: i produttori di sigarette investono enormi quantità di denaro in pubblicità, uffici legali di protezione, azioni di lobby capaci di contrastare i dati scientifici, disinformare il pubblico, “convincere” giornalisti, parlamentari, scienziati a sostenere principi di libertà individuale, a dimostrare l’innocuità del tabacco e degli additivi usati nella fabbricazione delle sigarette, a imporre comportamenti sociali dove il fumo appare come un atto della normale vita quotidiana.
Il 31 maggio prossimo, Giornata Mondiale senza Tabacco, è dedicato alla lotta contro la pubblicità. Ufficialmente questa è proibita in Italia e in tutti i Paesi avanzati, ma la pubblicità occulta imperversa. Nei film e nelle fiction gli attori fumano sistematicamente (e ben sappiamo come ciò induca i giovani ad iniziarsi al fumo), il brand delle sigarette compare sugli oggetti più diversi, i pacchetti di sigarette fanno bella mostra di sé e dei rispettivi marchi nelle tabaccherie, nelle macchinette di distribuzione automatica e fino a pochi anni or sono comparivano sulle macchine da corsa e nel mondo dello sport. I marchi sono studiati per suscitare emozioni positive con colori e disegni combinati magistralmente allo scopo. Oggi l’Australia ha bandito i marchi dei pacchetti di sigarette, una rivoluzione che ha scatenato una battaglia legale con i produttori, che il Governo australiano ha vinto di recente. Sulla scia di questa conquista l’Unione Europea potrebbe approvare un analogo provvedimento, ma la strada è tutta in salita. Il Commissario Europeo John Dalli sembra si sia dovuto dimettere a seguito della sua azione a favore di tale Direttiva. E’ necessario che la popolazione italiana faccia sentire ancora una volta la sua voce a favore di un’Europa libera dalla calamità del fumo, così come fece 10 anni fa quando sostenne vigorosamente il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro. Un esempio, quello, di consapevolezza che dobbiamo ripetere, per convincere i deboli e i dubbiosi che il fumo di tabacco è un male per tutti ad eccezione di coloro che, danneggiando gli altri, traggono enormi profitti. Il fumo di tabacco è una schiavitù di cui dobbiamo liberarci se vogliamo interrompere la lunga serie di morti che ha caratterizzato il 20° secolo e che sembra continui addirittura a crescere anche nel secolo che stiamo vivendo. E’ a mio avviso urgente proibire il fumo nelle aree ospedaliere e scolastiche, nei parchi, negli ambiti sportivi (stadi) e in tutti i luoghi assembrati (bar, ristoranti, cinema all’aperto) e nelle auto pubbliche oltre che private. Bisogna inoltre sanzionare coloro che gettano i mozziconi a terra, danneggiando così l’ambiente e il decoro urbano. Sarebbe questo un bel segnale che il nuovo Governo potrebbe dare al nostro Paese e all’Europa.

Girolamo Sirchia

31 maggio 2013: Giornata Mondiale senza Tabacco

Amici cari,

Il 31 maggio 2013 si celebra la Giornata Mondiale senza Tabacco. Per festeggiare questa data offro alla vostra attenzione tre contributi, riportati in allegato:

1) uno scritto su “Il fumo accorcia la vita” ( dati della letteratura 2012)

2) un interessante contributo del Professor Giuseppe Gorini, ricercatore dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO) di Firenze, composto da 3 articoli che commentano la legge italiana per la tutela dei non fumatori dal fumo passivo (legge 16 gennaio 2003, n. 3) (articolo 1; articolo 2; articolo 3)

3) un video e un tema sul fumo realizzati da Lucrezia, una ragazzina di 12 anni che frequenta la scuola media pubblica di Alessandria.
Ve li propongo entrambi a dimostrazione della maturità raggiunta da parte dei nostri ragazzi e dell’importanza dell’insegnamento che genitori e scuola hanno nella formazione dei giovanissimi.

Credo che dovremmo trarre l’insegnamento che l’educazione sanitaria nelle scuole è fondamentale per la crescita del Paese. La Scuola Elementare e la Scuola Media in particolare formano il cittadino e ne modellano i comportamenti sociali. Se investissimo di più nell’educazione civica e sanitaria, vedremmo un risultato sorprendente non solo perché i singoli alunni diverrebbero cittadini evoluti e socialmente responsabili, ma anche perché i bambini e i ragazzi hanno una potente azione di traino sui comportamenti della famiglia e quindi otterremmo un duplice effetto: educare non solo gli alunni, ma anche la comunità degli adulti.

Con questo pensiero auguro a coloro che fumano di smettere di fumare e invito tutti a partecipare coraggiosamente alla celebrazione del 31 maggio per il progresso della società italiana, impegnandosi in almeno un’azione, che poi ci piacerebbe conoscere e comunicare a tutti i nostri amici.

Con viva cordialità,
Girolamo Sirchia

Il fumo accorcia la vita

In una coorte di fumatori giapponesi nati tra il 1920 e il 1945, che avevano iniziato a fumare prima dei 20 anni e avevano continuato a fumare, la mortalità è risultata più che doppia rispetto a persone che non avevano mai fumato, e la loro aspettativa di vita risultava diminuita di circa 10 anni. Nei soggetti che avevano smesso di fumare prima dei 35 anni di età quasi tutti i rischi risultavano azzerati (cfr http://www.bm,j.com/research, 2012).
Un altro studio dimostra che il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro ha comportato in USA (Olmsted County, MN) una diminuzione di circa 1/3 di infarti cardiaci, confermando in tal modo i dati rilevati in 15 altre città di 8 Paesi, inclusa l’Italia. E’ necessario insistere su questa linea vietando il fumo in altri luoghi, quali aree ospedaliere, scolastiche e sportive, parchi, automobili e altri spazi chiusi privati (BMJ 2012;345:e7287).
Dedichiamo il 31 maggio 2013 a tre grandi personaggi inglesi che hanno spiegato al mondo come l’uso del tabacco sia un pericolo mortale per gli uomini e come i progressi per liberare l’umanità dall’uso del tabacco siano lentissimi a causa dell’influenza maligna delle Multinazionali del tabacco e le azioni timide od ostative di burocrati e politici: il medico Richard Doll e gli epidemiologi Austin Bradford Hill e Richard Peto (BMJ 2012;345:e7311).

Un nemico mortale: il tabacco

La Joint Commission ha imposto fin dal 1992 che fosse vietato fumare in tutta l’area dell’Ospedale, anche nei luoghi aperti. Alcuni Ospedali (ad esempio la Cleveland Clinic) si rifiutano di assumere fumatori come personale, in quanto non vi è esempio peggiore del personale sanitario che fuma. Come arrivare all’Ospedale senza fumo? Innanzi tutto i pazienti fumatori devono essere identificati al momento del ricovero e deve subito essere iniziato un trattamento di tipo psicologico e farmacologico con sostituti della nicotina.
La Joint Commission ha dato in tal modo un contributo importante per eliminare il fumo sia attivo che passivo. Anche il fumo passivo è infatti un pericoloso inquinante, che ha immediati effetti negativi sul sistema cardiovascolare (US Surgeon General Report, 2006). Eliminare il fumo dai luoghi pubblici e dai luoghi di lavoro determina una riduzione media di incidenti cardiaci del 17%. Eliminare il fumo significa migliorare lo stato di salute della popolazione, e ridurre la mortalità del 20% nell’età media.
La lotta al fumo di tabacco deve quindi continuare senza sosta con tutti i mezzi possibili: aumento delle accise, divieto di pubblicità diretta e indiretta, eliminazione dei distributori automatici, divieto di fumo in auto, nei luoghi aperti assembrati (stadi, caffè all’aperto, spiagge, ecc.), nei parchi pubblici, scuole, Ospedali, divieto di gettare a terra i mozziconi, campagne di marketing sociale, sostegno gratuito ai fumatori che decidono di smettere, imputazione di responsabilità sociale e sanitaria ai produttori di sigarette, conversione delle colture di tabacco, divieto di collaborazione tra coltivatori di tabacco e produttori di sigarette, divieto di incentivazioni pubbliche o private alla coltivazione di tabacco, controllo sugli additivi che i produttori aggiungono al tabacco. E’ sperabile che da ultimo si renda disponibile un farmaco innocuo ed efficace che consenta a chi fuma di smettere: in tal caso il fumo di tabacco potrebbe essere bandito senza alcuna esclusione.

Girolamo Sirchia