Per una vita in salute: mangiare meno e muoversi di più

Il rischio di cancro può essere ridotto attraverso l’eliminazione del fumo, le vaccinazioni/trattamenti per le infezioni da virus oncogeni (HCV, HPV), la protezione dal sole e l’attività fisica. Quest’ultima, da sola o associata a riduzione del peso corporeo se elevato, riduce del 30% il rischio di tumori secondo il World Cancer Research Fund.

Non sono ancora chiare le ragioni di questa associazione tra tumori e inattività fisica/eccesso ponderale, né quanto debba essere l’attività fisica necessaria a prevenirli: per il tumore del colon sembra sia necessaria un’attività fisica moderata o intensa per tutta la vita.

L’attenzione del mondo medico è oggi centrata su un’attività fisica regolare e di lunga durata, possibilmente in programmi strutturati e guidati, giacché i vantaggi per la salute sono sempre più evidenti.

McCullough LE et al. The promise of leisure–time physical activity to reduce the risk of cancer development. JAMA Int Med 176: 826 – 27, 2016.

 

Un investimento vantaggioso

Sta lentamente crescendo in Italia la consapevolezza che sovrappeso e obesità sono una condizione patologica che predispone ad altre gravi malattie croniche (ipertensione, diabete di tipo 2, lesioni epatiche, cancro, malattie cardiovascolari) e all’aumento dei costi della sanità tali da rendere insostenibile il Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna che ogni cittadino capisca che la prevenzione costituita da movimento fisico sistematico nella misura raccomandata e alimentazione salutare (mangiare poco e meglio) sono il miglior investimento per la propria salute e la propria vita. E’ però altrettanto importante che le Istituzioni si impegnino maggiormente per la difesa della salute pubblica, attraverso il contrasto alle forze che la compromettono e gli investimenti che la potenziano.

Come funziona il tumore

Si comincia a capire come il cancro si espanda nell’organismo e metastatizzi. Lo fa producendo esosomi , che sono piccole vescicole contenenti DNA che trasferiscono informazioni e influiscono sulla comunicazione tra le cellule. Importanti i microRNA contenuti negli esosomi perché essi regolano l’espressione e la distruzione di RNA messaggeri e la loro produzione di proteine.

(O’Driscoll L. Expanding on exosomes and ectoromes in cancer. NEJM 372, 2359-62, 2015)

Lo screening del tumore al seno

Gli esperti della IARC (International Agency for Research on Cancer) ha rivisto i vari metodi per lo screening del cancro del seno ed è giunta alle seguenti principali conclusioni nel novembre 2014:

  1. la mammografia periodica delle donne di età compresa tra 50 e 69 anni, se eseguita da Centri esperti, con attrezzature adeguate, è efficace per la diagnosi precoce (che consente di intervenire precocemente e ridurre di almeno il 20% il rischio di morte da tumore del seno);
  2. nelle donne con elevata densità del seno e mammografia negativa la mammografia con tomosintesi aumenta la possibilità di evidenziare il tumore senza aumentare i falsi risultati positivi;
  3. nelle donne ad alto rischio (per famigliarità o mutazione BRCA1 e BRCA2) l’aggiunta alla mammografia della risonanza magnetica e uno screening più frequente con inizio ad un’età più precoce è vantaggiosa.

(Lauby-Secretan B et al. Breast cancer screening. Viewpoint of the IARC Working Group. NEJM 372, 2353-58, 2015)

Gli stili di vita per prevenire il cancro

L’International Agency for Research on Cancer raccomanda i seguenti stili di vita per prevenire il cancro:

❶   Non usare tabacco

❷   Non assumere alcolici

❸   Evitare eccessive esposizioni al sole

❹   Mantenere un peso corporeo normale

❺   Effettuare regolare attività fisica

❻   Fare con regolarità lo screening per i tumori dell’intestino, della cervice uterina e dell’utero

❼   Vaccinarsi contro il papilloma virus

❽   Allattare i bambini al seno

❾   Limitare l’uso di contraccettivi ormonali

 

[Forse bisogna aggiungere lo screening per infezioni da HCV e HBV]

 

 

 

 

(Brit. Med. J. 2014;349:g6244)