Profitto ed etica

Il profitto è un buon servo ma un cattivo padrone.

(Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 2013)
Camacho Laraña. Aggiornamenti Sociali. Agosto – Settembre 2015

Burn-out dei medici

Cresce il numero dei medici che lamentano burn-out, ossia quell’esaurimento mentale che dipende da eccessivo lavoro e perdita di autonomia professionale. E’ questo un indicatore di (scarsa) qualità del Servizio Sanitario Nazionale e le cause sono ben note: in particolare, è la marginalizzazione dei medici che il sistema ha generato che detiene la maggior responsabilità. Infatti la cattiva organizzazione del servizio è una causa importante di burn-out del personale sanitario (Shanafelt TD et al. Impact of organizational leadership on physician burnout and satisfaction. Mayo Clinic Proc 2015; 90: 432-40. http://dx-doi.org/10.1016/j.mayocp.2015.01.012)

(Lee Y et al. Burn-out in physicians. JR Coll Physicians Edinb 45, 104-7, 2015)

L’auto regolamentazione nella professione medica

L’auto regolamentazione è un requisito indispensabile alla professione medica, come lo è da secoli: significa che stabilire standard di educazione, condotta ed etica deve essere fatto dai medici e loro organizzazioni (come la Physician charter. http://www.abimfoundation.org) e non imposto dall’esterno, che spesso non conosce le necessità dei pazienti e dei medici.

Se ad esempio si assegnasse ai Medici di base un budget per paziente medio e per anno e li si lasciasse liberi di decidere avremmo risultati quotidianamente migliori a costi prefissati.

Oggi l’auto regolamentazione è a serio rischio per l’invadenza della politica e della burocrazia ma anche per lo scadimento dei medici, specie sul piano della motivazione.

(Chassin MR, Baker DW. Aiming higher to enhance professionalism. JAMA 313, 1795-96, 2015)

Screening per HCV

Lo screening per HCV è indicato nelle persone ad alto rischio di infezione e in tutti i nati tra il 1945 e il 1965. Serve ad evidenziare i soggetti asintomatici infettati dal virus dell’epatite C che oggi hanno ottime possibilità di cure.

(Linee Guida del US Preventive Sciences Task Force 2013, Wray CM, Davis AM. Screening for Hepatitis C. JAMA 313, 1855, 2015)

Tagli alla sanità

Si è consumato per l’ennesima volta il solito copione: dopo aver stabilito di incrementare gli stanziamenti per la sanità con razionalizzazione della spesa, Governo e Regioni hanno deciso di effettuare i soliti tagli più o meno lineari della spesa senza toccare i veri nodi del Servizio Sanitario Nazionale, ossia le cause di spesa inappropriata che raggiunge almeno il 20% del Fondo Sanitario e che sono semplicemente tre: l’invadenza della politica nella sanità con le nomine di partito per premiare gli amici, gli abusi di utenti e dipendenti e la scarsa produttività del sistema. Queste due ultime cause legate alla assenza di responsabilizzazione e motivazione proprie del sistema pubblico italiano, dove nessuno risponde del suo operato ed il disimpegno è molto comune.

In un precedente articolo (pubblicato sul mio blog www.girolamosirchia.org, categoria sanità) ho avanzato alcune idee per incidere su questi nodi cruciali, ma credo vi siano diversi modi per intervenire. Perché ciò non avviene? Certo l’incapacità di disegnare riforme incisive è un fatto, ma sono convinto che la causa principale sia rappresentata da una serie di interessi che attraversano tutti i partiti e molte categorie: innanzi tutto la politica, che ha nella sanità una sua importante area di nutrimento. Le nomine del personale, gli appalti, il potere sono fattori che incidono grandemente sulla spesa, giacchè sappiamo che essi influiscono grandemente e in modo negativo sulla qualità ed efficienza dei servizi. Ma anche a molti utenti il sistema va bene così: tutti i servizi sono gratis, le assenze per malattia giustificate, le scappatoie per i sussidi numerose. E’ vero che le cose non funzionano bene, ma ci si può sempre lamentare e ottenere qualche vantaggio in più. Il personale lavora male e senza soddisfazione, con paghe modeste: ma si può lavorare poco e senza responsabilità, assentarsi dal lavoro, e via dicendo senza perdere il posto. Ovviamente non tutti i dipendenti ragionano così e le generalizzazioni sono sempre sbagliate, ma una bella fetta di persone dimostra con i propri comportamenti di ragionare così. Un comportamento peraltro presente in tutti i sevizi pubblici a causa delle eccessive tutele che questi riservano ai propri dipendenti (per inciso perché questi privilegi per i dipendenti pubblici? Perché il contratto di lavoro è diverso da quello dei privati? Non si diceva che i diritti e doveri di tutti i cittadini italiani devono essere uguali?).

Infine vi sono le imprese che operano all’ombra dei partiti e che vincono gli appalti con una costanza degna di nota. Sono tante queste imprese, e altrettanto i professionisti consulenti di cui il potere si avvale. Una rosa di favoriti molto ampia, che opera nei più svariati campi delle attività produttive. Come mai nessuno ha indagato sul fatto che sempre gli stessi hanno accesso agli incarichi o appalti della Pubblica Amministrazione e questi variano in rapporto al colore politico di questa?

Allora il dubbio è che l’Italia non vuole cambiare. Sembra che a molti Italiani vada bene così. C’è sempre la possibilità di lamentarsi, di gridare allo scandalo, di invocare interventi radicali, ma poi tutto resta com’è. Questa è l’Italia e ognuno di noi è corresponsabile di questa realtà.