Tagli alla sanità

Si è consumato per l’ennesima volta il solito copione: dopo aver stabilito di incrementare gli stanziamenti per la sanità con razionalizzazione della spesa, Governo e Regioni hanno deciso di effettuare i soliti tagli più o meno lineari della spesa senza toccare i veri nodi del Servizio Sanitario Nazionale, ossia le cause di spesa inappropriata che raggiunge almeno il 20% del Fondo Sanitario e che sono semplicemente tre: l’invadenza della politica nella sanità con le nomine di partito per premiare gli amici, gli abusi di utenti e dipendenti e la scarsa produttività del sistema. Queste due ultime cause legate alla assenza di responsabilizzazione e motivazione proprie del sistema pubblico italiano, dove nessuno risponde del suo operato ed il disimpegno è molto comune.

In un precedente articolo (pubblicato sul mio blog www.girolamosirchia.org, categoria sanità) ho avanzato alcune idee per incidere su questi nodi cruciali, ma credo vi siano diversi modi per intervenire. Perché ciò non avviene? Certo l’incapacità di disegnare riforme incisive è un fatto, ma sono convinto che la causa principale sia rappresentata da una serie di interessi che attraversano tutti i partiti e molte categorie: innanzi tutto la politica, che ha nella sanità una sua importante area di nutrimento. Le nomine del personale, gli appalti, il potere sono fattori che incidono grandemente sulla spesa, giacchè sappiamo che essi influiscono grandemente e in modo negativo sulla qualità ed efficienza dei servizi. Ma anche a molti utenti il sistema va bene così: tutti i servizi sono gratis, le assenze per malattia giustificate, le scappatoie per i sussidi numerose. E’ vero che le cose non funzionano bene, ma ci si può sempre lamentare e ottenere qualche vantaggio in più. Il personale lavora male e senza soddisfazione, con paghe modeste: ma si può lavorare poco e senza responsabilità, assentarsi dal lavoro, e via dicendo senza perdere il posto. Ovviamente non tutti i dipendenti ragionano così e le generalizzazioni sono sempre sbagliate, ma una bella fetta di persone dimostra con i propri comportamenti di ragionare così. Un comportamento peraltro presente in tutti i sevizi pubblici a causa delle eccessive tutele che questi riservano ai propri dipendenti (per inciso perché questi privilegi per i dipendenti pubblici? Perché il contratto di lavoro è diverso da quello dei privati? Non si diceva che i diritti e doveri di tutti i cittadini italiani devono essere uguali?).

Infine vi sono le imprese che operano all’ombra dei partiti e che vincono gli appalti con una costanza degna di nota. Sono tante queste imprese, e altrettanto i professionisti consulenti di cui il potere si avvale. Una rosa di favoriti molto ampia, che opera nei più svariati campi delle attività produttive. Come mai nessuno ha indagato sul fatto che sempre gli stessi hanno accesso agli incarichi o appalti della Pubblica Amministrazione e questi variano in rapporto al colore politico di questa?

Allora il dubbio è che l’Italia non vuole cambiare. Sembra che a molti Italiani vada bene così. C’è sempre la possibilità di lamentarsi, di gridare allo scandalo, di invocare interventi radicali, ma poi tutto resta com’è. Questa è l’Italia e ognuno di noi è corresponsabile di questa realtà.

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