La Guardia Infermieristica

(e altre riflessioni)

Girolamo Sirchia

Il contesto sanitario

I Servizi Sanitari differiscono dagli altri comuni beni di consumo perché riguardano la salute e la vita dei cittadini, ossia beni primari e irrinunciabili che lo Stato ha il dovere di tutelare prioritariamente. Di conseguenza le Aziende Sanitarie differiscono radicalmente dalle altre Aziende perché non sono finalizzate alla cura del bilancio, ma alla protezione di un bene irrinunciabile: il risvolto etico viene così prima di quello economico. Purtroppo, nella realtà ciò spesso non avviene e il valore economico soppianta quello etico e snatura la missione primaria dell’Azienda. A ciò hanno contribuito largamente la disattenzione dello Stato e dei corpi sanitari che hanno consentito l’assimilazione dello schema di governance in sanità a quello delle Aziende finalizzate al profitto e non a Fondazioni o altre Aziende etiche. Anche alcune Università di impronta economica e commerciale, che hanno assunto un ruolo leader nel preparare il personale per gli organismi di governance aziendale, hanno peraltro contribuito a modificare il senso delle Aziende sanitarie, che di conseguenza sono oggi organizzate e gestite con i principi delle Aziende di profitto e affidate a Direttori Generali totipotenti, di estrazione più spesso non medica, in ambito pubblico nominati dalla Regione e quindi spesso in base a criteri politici prima che di merito.

Io credo che sia ora di ripensare questa impostazione che non ha giovato alla salute dei cittadini e in Italia ha contribuito a dissestare il Servizio Sanitario Nazionale e a consentire formule anche speculative, incompatibili con un servizio pubblico a forte connotazione etica con alcune derive pericolose come la marginalizzazione dei medici dalla governance con grave pregiudizio della loro autonomia e del potere decisionale, con le conseguenze di demotivare il personale sanitario e disamorarlo del suo lavoro e dell’attenzione al paziente. Notoriamente se il medico non è soddisfatto e motivato, il paziente non viene curato al meglio e si assiste come oggi alla scarsa attrattività delle professioni sanitarie.

Anche recentemente è stato dimostrato che la mortalità dei pazienti è inversamente proporzionale al numero e qualità del personale sanitario che lo cura. Il finanziamento insufficiente legato a principi di spending review che abbiamo registrato in Italia da almeno un decennio, unito ad una organizzazione imperfetta del Sistema Sanitario, alla mancata preparazione, aggiornamento e motivazione del personale sanitario rendono facilmente ragione delle odierne difficoltà del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

In altra sede la materia è già stata trattata ed alcuni rimedi strutturali sono stati proposti a cominciare dalla sanità del territorio (Allegato)(1). Tra questi figura la Guardia Infermieristica di Quartiere he sembra un presidio utile ad offrire quel servizio di primo aiuto che il paziente richiede e che può anche organizzargli un percorso di cura dopo un triage esperto con percorsi già codificati e semplificati.

Postazione infermieristica di Quartiere o Guardia Infermieristica

Si propone di rispondere all’angoscioso bisogno di aiuto che ognuno di noi prova quando sta male. In queste occasioni vorremmo che qualche sanitario si prendesse cura di noi attivando quei percorsi e quei servizi sanitari che possono risolvere il nostro problema di salute. Ciò può avvenire attivando in ogni quartiere o caseggiato una postazione di Guardia Infermieristica ove un infermiere esperto sia in grado di effettuare un triage e, in base alla obiettività rilevata, di attivare secondo una organizzazione già predisposta e possibilmente con il consenso del medico curante di riferimento un percorso che includa medici specialisti, presidi diagnostici a domicilio o a distanza per eventuale consultazione o ricovero in un Ospedale di appoggio (Figura).

GUARDIA INFERMIERISTICA

(Infermeria proattiva di quartiere)

Qui entrano in gioco le varie forme di telemedicina per diagnosi e cura di cui già disponiamo e che possono servire il paziente nel modo più rapido ed esperto possibile. Se il quartiere dispone anche di una postazione di Custode Sociale, che proattivamente vigili di continuo sui soggetti più fragili (anziani, disabili) prevenendo così che incorrano in pericoli e disagi, l’organizzazione di assistenza non si limita solo al soccorso, diagnosi e cura, ma include anche prevenzione. Questa formula organizzativa si è già rivelata vantaggiosa sia in Italia(2) che in altri Paesi (l’Health Visitor in Gran Bretagna)(3) e persino in Cina(4).

Conclusioni

Finanziamento e organizzazione

Con la Fondazione Il Sangue di Milano, l’Avv. Paolo Franco e l’Ing. Marco Campari stiamo da tempo studiando come migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e come finanziare i cambiamenti proposti.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in affanno ed è chiaro che la finanza pubblica da sola non è in grado di sostenerlo. A nostro avviso per uscire da questa stretta economica è necessario che per la maggior parte dei servizi sanitari usufruiti il cittadino contribuisca con un modico ticket e che a livello di erogazione dei servizi si configuri una collaborazione pubblico-privato. I nostri sforzi pertanto dovrebbero indirizzarsi ad individuare i modi migliori per assicurare che tale collaborazione possa realizzarsi nel modo più vantaggioso per entrambe le parti, ma soprattutto per il bene dei pazienti e in modo equo.

Conosciamo bene i vantaggi e i rischi di queste collaborazioni e in particolare la vocazione del privato al profitto e del pubblico alla scarsa produttività, ma abbiamo anche sufficiente esperienza per potenziarne i vantaggi e ridurne i rischi. Il settore pubblico potrebbe aprirsi a sperimentare forme organizzative atte a superare parte dei vincoli che oggi ne rendono difficile la gestione e dare ai dipendenti  compartecipazioni monetarie o non monetarie alle gestioni migliori circa il rapporto qualità/costi.

Ricordo per inciso che fin dal 1985 il famoso “Manifesto Bianco(5) di 5 clinici milanesi (Renato Boeri, Ferdinando Cornelio, Girolamo Sirchia, Umberto Veronesi e Carlo Zanussi) chiedeva che almeno ai grandi Ospedali venisse concesso di muoversi più agilmente senza i paralizzanti vincoli della pubblica Amministrazione, che sono incompatibili con una buona gestione.

Le attuali Aziende pubbliche devono cambiare il tipo di governance, che auspichiamo divenga più simile ad una Fondazione diretta da medici, con la collaborazione di un Amministratore di nomina regionale, che non un’Azienda di vecchio tipo quale è oggi. La Regione dovrà perciò privilegiare la programmazione ed il controllo, utilizzando meglio lo strumento dell’”accreditamento a tempo”, atto ad evitare posizioni dominanti del privato sul pubblico e a scoprire le eventuali irregolarità amministrative, sospendendo l’accreditamento in via temporanea o permanente.

Noi non dobbiamo demonizzare il privato, ma solo regolarne bene i comportamenti e farlo prosperare in modo equo con la finalità primaria di servire ii cittadini e il Servizio Sanitario Nazionale, di motivare, preparare e aggiornare continuamente il personale sanitario dal quale dipende alla fine la qualità tecnica e umana delle cure del malato.

Tutte queste considerazioni le abbiamo già più volte proposte(1) e su queste proposte vorremmo si aprisse un dibattito costruttivo con tutte le forze culturali e politiche del Paese. Anche noi, come altri Paesi(6), abbiamo quindi davanti l’impegno di pensare, studiare e sperimentare un Servizio Sanitario Nazionale più adatto al tempo odierno, che dopo 45 anni dalla sua fondazione mantenga e migliori i suoi indiscussi vantaggi.

Riferimenti bibliografici

1. Sirchia G.  Ipotesi di riforma strutturale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

     www.girolamosirchia.org

2.  Sirchia G., Parravicini A. L’iniziativa del Custode Sociale per favorire la permanenza degli anziani al loro domicilio. In: Sirchia G. Spunti per una sanità migliore, pp. 177-193, Piccin Editore, 2011.

3.  Cowley S, Whittaker K, Malone M, Donetto S, Grigulis A, Maben J. Why health visiting? Examining the potential public health benefits from health visiting practice within a universal service: a narrative review of the literature. Int J Nurs Stud. 2015 Jan;52(1):465-80. doi: 10.1016/j.ijnurstu.2014.07.013. Epub 2014 Jul 27.

4.  Li Z, Xuan M, Gao Y, He R, Qian D, Hung P. Trends in the availability of community-based home visiting services for oldest-old in China, 2005-2018. BMJ Open. 2023 Apr 5;13(4):e070121. doi: 10.1136/bmjopen-2022-070121.

5.  Manifesto Bianco dei Clinici Milanesi, Notizie Brevi n. 3, Milano, pp. 2-3, 1985

e www.girolamosirchia.org

6. Crowley R, Mathew S, Hilden D; Health and Public Policy Committee of the American College of Physicians. Modernizing the United States’ Public Health Infrastructure: A Position Paper From the American College of Physicians. Ann Intern Med. 2023 Aug;176(8):1089-1091. doi: 10.7326/M23-0670. Epub 2023 Jul 18.

Allegato

Milano, 8 novembre 2023

XIX Congresso Nazionale SITAB

Tabagismo: nuovi prodotti, nuove sfide

Firenze, 12-13 ottobre 2023

No Tobacco Day 2023

Riprende il contrasto ai prodotti da fumo (?)

Girolamo Sirchia

Saluto con piacere tutti i partecipanti a questo importante Congresso e ringrazio la Presidente, Prof.ssa Maria Sofia Cataruzza e gli altri organizzatori per l’invito ad aprire il Convegno e condividere con voi una breve riflessione.
Mi riesce difficile capire come a fronte di crescenti evidenze sulla nocività del tabacco e della nicotina, sia per la salute pubblica sia per quella dell’ambiente, continui a crescere il numero di coloro che usano queste droghe e a prosperare coloro che da questo traggono profitto.

Sul versante della salute ancora recentemente il fumo di tabacco è stato individuato come fattore di rischio maggiore comune alla patologia cardiovascolare, a quella neurologica e a quella metabolica insieme all’ipertensione arteriosa e alle dislipidemie.

Sul versante ambientale la coltivazione del tabacco si rivela una delle più importanti cause del cambiamento climatico che sta minacciando l’esistenza stessa del pianeta: deforestazione, largo uso di composti chimici, grande consumo di acqua, inquinamento del suolo e delle falde acquifere sono un crescente pericolo.

Sul versante sociale, infine, l’uso di manodopera minorile per la coltivazione con intossicazione da nicotina dei lavoratori, lo sfruttamento dei coltivatori da parte di pochi monopolisti delle foglie di tabacco che fungono da intermediari, le diseguaglianze sociali che ne derivano sono un altro preoccupante aspetto.

A fronte di queste evidenze le iniziative dei governi sono molto deboli: l’inerzia di coloro che dovrebbero proteggere la salute dei loro concittadini nei territori dove essi vivono è diventata scandalosa. A poco sono valse finora le voci e le iniziative dei ricercatori e dei medici per cambiare le cose. Voi siete fra questi e ammiro il vostro impegno continuo. Confido che prima o poi l’opinione pubblica comprenda appieno il terribile danno che pochi soggetti senza scrupoli infliggono all’umanità e la pesante responsabilità dei governi che per opportunismo scelgono l’inerzia. Tutti noi sappiamo che sradicare il fumo di tabacco e la relativa dipendenza è possibile e che continuando con tenacia a divulgare le numerose evidenze scientifiche da un lato e la colpevole inerzia di chi dovrebbe agire si possa smuovere l’opinione pubblica che sola può cambiare le cose.

Impegno dei cittadini

Far crescere il biasimo sociale per chi usa prodotti da fumo

perché crea danni (a sé, alla società, all’ambiente)

e diseguaglianze (pagano tutti e non solo chi fuma)

Milano, 28 settembre 2023

 

No Tobacco Day 2023

Riprende il contrasto ai prodotti da fumo (?)

 Girolamo Sirchia

In questa tarda primavera 2023, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver dichiarato ufficialmente terminata l’epidemia di Covid-19, ha ripreso la sua azione di contrasto al tabacco e agli altri prodotti contenenti nicotina. Vent’anni or sono (maggio 2003) l’Organizzazione Mondiale della Sanità fu promotrice della Convenzione Quadro per il Controllo sul Tabacco che vede l’adesione vincolante di 182 Nazioni ad impedire che l’industria del tabacco continui a danneggiare la salute pubblica e ad ostacolare le politiche che la proteggono. Essa attua da anni iniziative di disinformazione dell’opinione pubblica circa la pericolosità dei suoi prodotti, occultando e mistificando con mezzi di ogni genere i risultati della ricerca scientifica indipendente, ma anche iniziative lobbistiche pervasive che riescono anche a bloccare provvedimenti governativi che possono nuocere ai suoi interessi. Anche in Italia serve un Piano Pluriennale di Governo che preveda un ventaglio di iniziative di contrasto.

Piano pluriennale di Governo

  1. Riduzione progressiva del contenuto di nicotina di tutti i prodotti del tabacco e dei prodotti per lo svapo. L’Istituto Superiore di Sanità regola e controlla tutti i prodotti in commercio contenenti nicotina per verificare che il tasso non superi quello fissato per legge e rilascia il nulla osta del Ministero per l’entrata in commercio (o il ritiro).

    2.  Divieto di uso di tabacco e svapo nei locali chiusi (in tutto o in parte), nei luoghi assembrati, parchi e spiagge pubbliche e private, pertinenze di scuola e sanità.

3.         Prevenzione dell’iniziazione dell’uso del tabacco e di altri prodotti contenenti nicotina nei giovani. Divieto di uso e vendita di prodotti contenenti nicotina a persone con  < 18 anni.

4.         Contrasto alle cosiddette tecniche di riduzione del danno per tutti i prodotti contenenti nicotina.

5.         Conversione delle colture di tabacco (con incentivi per gli agricoltori). La coltivazione e la produzione di tabacco per uso voluttuario sono uno dei processi più inquinanti per il pianeta e rovinosi per la salute. Gli intermediari (che acquistano foglie dai produttori e le rendono alle aziende che producono le sigarette) sfruttano i coltivatori e affamano i contadini. Dovrebbe intervenire lo Stato comprando le foglie dai coltivatori a prezzi equi (monopolio foglie!). Il Department of Public Health della California è seriamente impegnato a contrastare i danni provocati dall’industria del tabacco (UNDO – end tobacco damage now).

6.         Divieto di pubblicità manifesta e/o occulta di prodotti contenenti nicotina.

7.         Contrasto severo alla dispersione dei mozziconi nell’ambiente.

8.         Biasimo sociale per coloro che consumano prodotti contenenti nicotina (assuefazione e diseguaglianze nel pagamento). Tassa per danni provocati dal fumo a persone e cose. Iniziative di comunicazione di massa 45e potenziamento dei Centri Antifumo e iniziative della comunità.

9.         Sanzioni e responsabilità di applicazione dei controlli.

10.       Finanziamento del presente Piano di Governo (non di singoli Ministeri) proporzionato agli obiettivi e al tempo fissato per raggiungerli.

Impegno della comunità

Ognuno di noi ha la possibilità e il dovere morale di far capire a coloro che ci circondano che:

*  Fumare è una scelta individuale carica di responsabilità:

–          verso se stessi

–          verso la società

–          verso l’ambiente.

      Infatti provoca:

a)      danni alla salute propria e degli altri (fumo passivo)

b)      danno alla sanità (spese sanitarie a carico dello Stato)

coltivazioni

c)      danno all’ambiente

mozziconi    –   coltivazioni    –        microplastiche

d)      danno alle imprese (pausa fumo, assenza dal lavoro, assicurazioni incendi) e ai Comuni (mozziconi).

*   Arroganza e mancanza di rispetto dei diritti di tutti i cittadini:

–           costi (sanitari e sociali) pagati da tutti e non solo dai fumatori

–     danni al pianeta (non risarcibili)

–     diseguaglianze e ingiustizie [violazione del principio di eguaglianza di diritti e doveri per tutti i cittadini (Carta di Nizza[1])]

ì  Chi provoca danno agli altri per propria scelta è riprovevole. Va biasimato dalla società e la società deve capire le ragioni di questo giudizio negativo.

 

Impegno dei cittadini

Far crescere il biasimo sociale per chi usa prodotti da fumo

perché crea danni (a sé, alla società, all’ambiente)

e diseguaglianze (pagano tutti e non solo chi fuma)

 Riferimenti bibliografici

Lee K. Et al. The 20th anniversary of the WHO Framework Convention on Tobacco Control: hard won progress amid evolving challenges.

Lancet 2023 May 29;S0140-6736(23)01080-2. doi: 10.1016/S0140-6736(23)01080-2.

Wade S. et al. Fifty-year forecasts of daily smokling prevalence: can Australia reach 5% by 2030?

Tob Control. 2023 May 22:tc-2022-057624. doi: 10.1136/tc-2022-057624.

UNDO. Hold the industry accountable..

http://www.undo.org/environmental-impact/tobacco-farming-impact/utm

 

 

Milano, 22 settembre 2023

 


[1]   Art. 20 della Carta di Nizza (Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea) proclamata

     il 7.2.2000 – Tutte le persone sono uguali di fronte alla legge (uguaglianza di diritti e doveri)

     (simile all’Art. 3 della Costituzione Italiana)

No Tobacco Day 2023

 Riprende il contrasto ai prodotti da fumo (?)

 Girolamo Sirchia

In questa tarda primavera 2023, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver dichiarato ufficialmente terminata l’epidemia di Covid-19, ha ripreso la sua azione di contrasto al tabacco e agli altri prodotti contenenti nicotina. Vent’anni or sono (maggio 2003) l’Organizzazione Mondiale della Sanità fu promotrice della Convenzione Quadro per il Controllo sul Tabacco che vede l’adesione vincolante di 182 Nazioni ad impedire che l’industria del tabacco continui a danneggiare la salute pubblica e ad ostacolare le politiche che la proteggono. Essa attua da anni iniziative di disinformazione dell’opinione pubblica circa la pericolosità dei suoi prodotti, occultando e mistificando con mezzi di ogni genere i risultati della ricerca scientifica indipendente, ma anche iniziative lobbistiche pervasive che riescono anche a bloccare provvedimenti governativi che possono nuocere ai suoi interessi. Anche in Italia serve un Piano Pluriennale di Governo che preveda un ventaglio di iniziative di contrasto.

Piano pluriennale di Governo

 

1.         Riduzione progressiva del contenuto di nicotina di tutti i prodotti del tabacco e dei prodotti per lo svapo. L’Istituto Superiore di Sanità regola e controlla tutti i prodotti in commercio contenenti nicotina per verificare che il tasso non superi quello fissato per legge e rilascia il nulla osta del Ministero per l’entrata in commercio (o il ritiro).

2.         Divieto di uso di tabacco e svapo nei locali chiusi (in tutto o in parte), nei luoghi assembrati, parchi e spiagge pubbliche e private, pertinenze di scuola e sanità.

3.         Prevenzione dell’iniziazione dell’uso del tabacco e di altri prodotti contenenti nicotina nei giovani. Divieto di uso e vendita di prodotti contenenti nicotina a persone con  < 18 anni.

4.         Contrasto alle cosiddette tecniche di riduzione del danno per tutti i prodotti contenenti nicotina.

5.         Conversione delle colture di tabacco (con incentivi per gli agricoltori). La coltivazione e la produzione di tabacco per uso voluttuario sono uno dei processi più inquinanti per il pianeta e rovinosi per la salute. Gli intermediari (che acquistano foglie dai produttori e le rendono alle aziende che producono le sigarette) sfruttano i coltivatori e affamano i contadini. Dovrebbe intervenire lo Stato comprando le foglie dai coltivatori a prezzi equi (monopolio foglie!) (UNDO).

6.         Divieto di pubblicità manifesta e/o occulta di prodotti contenenti nicotina.

7.         Contrasto severo alla dispersione dei mozziconi nell’ambiente.

8.         Biasimo sociale per coloro che consumano prodotti contenenti nicotina (assuefazione e diseguaglianze nel pagamento). Tassa per danni provocati dal fumo a persone e cose. Iniziative di comunicazione di massa 45e potenziamento dei Centri Antifumo e iniziative della comunità.

9.         Sanzioni e responsabilità di applicazione dei controlli.

10.       Finanziamento del presente Piano di Governo (non di singoli Ministeri) proporzionato agli obiettivi e al tempo fissato per raggiungerli.

Impegno della comunità

Ognuno di noi ha la possibilità e il dovere morale di far capire a coloro che ci circondano che:

* Fumare è una scelta individuale carica di responsabilità:

–          verso se stessi

–          verso la società

–          verso l’ambiente.

      Infatti provoca:

a)      danni alla salute propria e degli altri (fumo passivo)

b)      danno alla sanità (spese sanitarie a carico dello Stato)

coltivazioni

c)      danno all’ambiente

mozziconi                   microplastiche

d)      danno alle imprese (pausa fumo, assenza dal lavoro, assicurazioni incendi) e ai Comuni (mozziconi).

* Arroganza e mancanza di rispetto dei diritti di tutti i cittadini:

–           costi (sanitari e sociali) pagati da tutti e non solo dai fumatori

–     danni al pianeta (non risarcibili)

–     diseguaglianze e ingiustizie [violazione del principio di eguaglianza di diritti e doveri per tutti i cittadini (Carta di Nizza[1])]

* Chi provoca danno agli altri per propria scelta è riprovevole. Va biasimato dalla società e la società deve capire le ragioni di questo giudizio negativo.

 Impegno dei cittadini

Far crescere il biasimo sociale per chi usa prodotti da fumo

perché crea danni (a sé, alla società, all’ambiente)

e diseguaglianze (pagano tutti e non solo chi fuma)

 
 

Riferimenti bibliografici
Lee K. Et al. The 20th anniversary of the WHO Framework Convention on Tobacco Control: hard won progress amid evolving challenges.
Lancet 2023 May 29;S0140-6736(23)01080-2. doi: 10.1016/S0140-6736(23)01080-2.
 
Wade S. et al. Fifty-year forecasts of daily smokling prevalence: can Australia reach 5% by 2030?
Tob Control. 2023 May 22:tc-2022-057624. doi: 10.1136/tc-2022-057624.
 
UNDO. Hold the industry accountable..
http://www.undo.org/environmental-impact/tobacco-farming-impact/utm
 
 
 
Milano, 13 settembre 2023
 

 


[1]   Art. 20 della Carta di Nizza (Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea) proclamata

     il 7.2.2000 – Tutte le persone sono uguali di fronte alla legge (uguaglianza di diritti e doveri)

     (simile all’Art. 3 della Costituzione Italiana)

***

[1]

Guida delle Nazioni Unite

per invecchiare bene

Girolamo Sirchia

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha emanato una Risoluzione che dichiara la decade 2021-2030 “Decade dell’invecchiamento in salute”, con una Guida perché le città e le comunità, seguendo un Piano Nazionale, si impegnino a migliorare la salute e il benessere degli anziani. La Guida identifica 4 aree di intervento prioritario:

  1. Cambiare la nostra visione delle persone anziane e del loro ruolo nella sanità di oggi
  2. Promuovere le capacità lavorative e di studio degli anziani
  3. Promuovere servizi di cure primarie e di servizi sociali che rispondano ai loro bisogni
  4. Fornire servizi sanitari di lungo termine per coloro che non sono in grado di essere autonomi e di provvedere a sé stessi.

E’ innegabile che oggi vi è un grande bisogno di migliorare l’attenzione ad una popolazione che già rappresenta il 22% della popolazione italiana e che viene più spesso vissuta come una spesa improduttiva ed un ingombrante peso per la società. Questa discriminazione non è tollerabile dal punto di vista etico ed è oltre tutto miope, dato che tutti noi arriveremo a far parte di quella popolazione anziana a rischio di discriminazione e inaccettabile esclusione da molte opportunità.

Ogni anziano deve essere aiutato a vivere nella sua casa e nella sua comunità, autonomo e attivo nelle sue capacità, contornato da amici e famigliari oltre che da un contesto pronto a sostenerlo e a soddisfarne i bisogni sanitari e sociali, a promuoverne la salute, a prevenire i rischi, ad evitare le difficoltà legate all’età che avanza.

La raccomandazione è anche quella di vedere e capire quello che accade in altre comunità giacchè alcune di queste hanno adottato già soluzioni che soddisfano le necessità degli anziani e che possono quindi essere considerate e adattate. Servono evidentemente grandi leader per questo cambiamento, ma questi non mancano se vengono cercati e sostenuti, così come è accaduto nel recente passato anche in Italia.

Milano, 26 aprile 2023