L’Italia è prigioniera del passato

Hanno ragione Piero Ostellino (sul Corriere della Sera di oggi) e Roberto Falcone (sul sito www.italiaies.it) di ricondurre molti dei nostri mali all’assenza nella nostra storia di una moderna Destra Democratica. Dopo la guerra, infatti, imperava il Comunismo che affiancava al Governo una Democrazia Cristiana nata in gran parte nel cattolicesimo di sinistra. Comunisti e catto-comunisti hanno impostato una cultura di tipo centralistico, una regolamentazione esagerata, un’ostilità per l’impresa privata ed il profitto, un’invadenza del pubblico in ogni attività della vita, regole e leggi caotiche ma sempre restrittive, nella presunzione che i cittadini sono tutti disonesti, una sudditanza dei cittadini verso lo Stato. L’apparato pubblico è cresciuto a dismisura e si è alleato al potere politico. Oggi siamo quindi schiacciati da un potere che si permette di tutto, anche  di addossare al cittadino l’onere della prova nei confronti del fisco (vedi Redditometro) e della giustizia penale, di danneggiare i cittadini e le imprese per la scarsa efficienza della magistratura che allunga a dismisura i tempi dei processi, di sostituirsi alla scienza medica e alle leggi dello Stato in alcuni ambiti socio-sanitari (vedi le disposizioni di alcuni Pubblici Ministeri in tema di procreazione medicalmente assistita o di terapie cellulari di non dimostrata efficacia), di trattenere in carcere cittadini in attesa di giudizio, di accordare privilegi scandalosi alla politica e così di seguito in una litania che sembra senza fine. E’ la cultura dello statalismo comunista mescolata all’arroganza del potere che sta alla base dei nostri mali nazionali. Per fronteggiare questo disastro (che disastro è stato in tutti i Paesi cosiddetti socialisti) servirebbe un partito di Destra Democratica e progressista, che purtroppo non riesce a nascere anche se molti Italiani sarebbero oggi felici di aderirvi. Troppi anni di cultura comunista e catto-comunista hanno tolto le ali al nostro Paese e lo hanno confinato in  una ideologia bolsa che è fallita in tutto il mondo. Vecchi uomini, vecchie ideologie, visioni del mondo che sono ferme nel passato, il populismo dei tempi andati, ci impediscono di spiccare il volo verso il futuro e il mondo moderno.

Perchè gli stranieri non investono

  • Troppa burocrazia
  • Leggi che cambiano continuamente
  • Costi di produzione eccessivi e mercato del lavoro troppo rigido
  • Tasse troppo alte
  • Malavita organizzata e corruzione

Amarezza

Che amarezza vedere la polizia che subisce senza reagire l’attacco di un gruppo di teppisti mascherati. Mi dicono che la polizia ha l’ordine di non reagire. Ma perché?

Ancor più grave, non si alza alcuna voce di condanna per i teppisti, a cominciare dalla TV di Stato che si limita a riferire che ci sono stati “momenti di tensione”.  E il tutto è destinato a durare per altri due giorni.

Siamo arrivati ad un livello che non indigna più, disgusta.

Ruolo del volontario socio-sanitario

L’Inghilterra sta valutando come potenziare il volontariato nelle strutture sanitarie e assistenziali. Bisogna offrire ai volontari un ruolo preciso, onde evitare che la loro presenza venga mal tollerata dal personale dipendente, che è sempre preoccupato di conseguenze sui posti di lavoro e sul proprio ruolo.

Chris Naylor del King’s Fund ha precisato che i volontari debbono essere utilizzati per migliorare la qualità dell’assistenza e non per sostituire il personale e contenere i costi. La loro presenza nelle strutture sanitarie e assistenziali è oggi fondamentale perché rende più umano il servizio, consente alla comunità di verificare come il servizio viene erogato, offre prestazioni che il personale dipendente stenta a dare (ad esempio imboccare i pazienti che non riescono a mangiare da soli).

L’Istituzione deve dare però più voce al volontariato, potenziarlo e valorizzarlo. Deve anche favorire la costituzione in ogni Ente assistenziale di un’associazione dei volontari e dei benefattori, e dare a questa spazi negli organismi direttivi degli Enti.

(cfr BMJ 2013; 346:f1595)

La resistenza agli antibiotici è un grave pericolo

La resistenza dei microbi agli antibiotici è diventata preoccupante. L’uso eccessivo sia nella pratica medica umana che animale ha reso resistenti molti pericolosi batteri agli antibiotici, cosicché rischiamo di trovarci sempre più spesso senza armi per combatterli.
Il Direttore Generale della Sanità inglese ha dato l’allarme e il Ministero della Salute inglese ha lanciato un piano quinquennale che include l’uso più appropriato degli antibiotici (quanti di noi assumono antibiotici a sproposito e senza indicazione medica né base scientifica?), la prevenzione e il controllo delle infezioni (ci ricordiamo di lavare bene le mani più volte al giorno, di arieggiare gli ambienti in cui viviamo, di eliminare lo sporco ovunque esso si annidi?, E’ adeguata la pulizia che viene fatta negli Ospedali e nelle Case di Riposo?), di far capire meglio ai medici e al pubblico i rischi che corriamo, di potenziare la ricerca di nuovi antibiotici, antisettici e vaccini, di aumentare la sorveglianza e le collaborazioni sia nazionali che internazionali.

(BMJ 2013; 346:f1601)