L’aumento di peso in gravidanza

L’incremento medio del peso corporeo in gravidanza, alla 40a settimana di gestazione, è Kg 13,7 (∓4,5) più del peso registrato nel 1° trimestre di gravidanza. Lo ha rilevato uno studio su 3097 donne con normale indice basale di massa corporea (cioè compreso tra 18,50 e 24,99), appartenenti a stati e razze diversi.

(Cheikh I e coll. Gestational weight gain standards based on women enrolled in the Fetal Growth Longitudinal Study of the Intergrowth – 21st Project. BMJ, 27 Febr 2016, p. 316)

La salute degli anziani ricoverati

Nel Regno Unito vi sono circa 20.000 strutture residenziali per anziani (in parte RSA e in parte Residenze), che ospitano 430.000 persone circa. L’attesa di vita di queste ultime all’ingresso in RSA è di 15 mesi e il 25% muore entro un anno. Quando queste persone stanno male vengono portate al Pronto Soccorso Ospedaliero e qui 1/3 di esse muore.

Questo tipo di assistenza sanitaria non è ideale. Meglio sarebbe che il personale di assistenza nelle RSA (oggi poco preparato, poco motivato e poco considerato e pagato) venisse potenziato in qualità e numero e che vi fosse una regolare frequentazione del medico di famiglia nella struttura, con un piano terapeutico e un collegamento ben funzionante con una Casa della Salute. In questo ambito la medicina territoriale deve fare ancora molti passi avanti.

David Oliver. BMJ 2016;352:i458.

L’inerzia dei Governi è Colpevole

Commentando l’inerzia del governo inglese nel prendere provvedimenti atti a promuovere la tutela della salute dei giovani, l’articolo di Lobstein T. e McPherson K. (Nothing new in UK’s strategy on childhood obesity. Lancet 388, 853-54, 2016) chiude con una frase che condivido e che interpreta anche il mio sentimento di rabbia e di sgomento verso una politica che protegge gli interessi organizzati anziché la salute:

‘… evidence  of a government walking away from its moral duty to protect the health of children, and its fiscal duty to protect the National Health Service from the consequent costs’.

Le diete dimagranti

Gli studi eseguiti finora indicano che nessuna dieta per perdere peso è superiore alle altre sul lungo termine (dopo 1 – 2 anni), giacché l’aderenza alla dieta diminuisce col tempo e ciò costituisce uno dei principali fattori di ripresa del peso corporeo.

Proprio la maggiore o minore aderenza alla dieta dimagrante qual che sia fa la differenza di successo tra gli individui, ed è quindi su questo fattore che dovremo in futuro concentrarci per capire come aumentarla, lasciando perdere la inutile ricerca della dieta ideale, come è stato fatto finora.

Freedhoff Y., Hall KD. Weight loss diet studies: we need help not hype. Lancet 388, 849-51, 2016.

Il Piano Inglese di Contrasto (?) all’Obesità Infantile

Il governo inglese ha emanato un deludente piano per la lotta all’obesità e sovrappeso infantile, che nel Regno unito colpisce 1/3 dei bimbi di 3 – 15 anni di età. Nulla viene proposto per eliminare la promozione di cibi non salutari nei supermercati, nei ristoranti, nei social media e in TV, che continua pertanto come prima e che è una causa primaria del cattivo modo di alimentarsi dei bambini. È quindi molto verosimile che l’obesità infantile non trovi alcun freno, che il governo continui a spendere per il trattamento di obesità e diabete più di quanto spende per la polizia, vigili del fuoco e la giustizia messi insieme, che la nuova generazione continui a subire importanti danni alla salute.

Però non vengono disturbati gli interessi economici che ruotano intorno al problema. Lo stesso accade da noi.

The Lancet. UK Government won’t step up to the plate on childhood obesity. Lancet 388, 841, 2016.