Il prediabete di tipo 2

Il nostro Servizio Sanitario non finanzia alcune attività che hanno dimostrato di prevenire la insorgenza di costose patologie croniche. Ad esempio, è stato dimostrato che l’organizzazione di persone con prediabete in gruppi che, sotto la guida di un istruttore, seguono corsi di ginnastica e movimento muscolare, consente di ritardare o evitare la comparsa di diabete conclamato in un’alta percentuale di persone. In USA ciò ha indotto una parte della assicurazioni malattia a sostenere le spese di questo intervento. Sarebbe auspicabile che ciò accadesse anche in Italia, ove pure la prevalenza del diabete e del prediabete è in aumento. Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica dell’età medio-avanzata, determina serie complicanze e costa molto al Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto quando la glicemia non è ben controllata. La prevenzione e la cura del diabete in fase precoce è quindi un investimento che non deve più essere ritardato.

Girolamo Sirchia

(Fradkin J.E. et al. What’s preventing US from preventing Type 2 diabetes? NEJM 367, 1177-79, 2012)

La crisi dei servizi sanitari

La medicina oggi è divenuta molto complessa e le raccomandazioni o linee-guida di diagnosi e cura vengono applicate dai medici a solo metà dei pazienti. La qualità e la sicurezza delle cure sono ancora lontane: un terzo dei pazienti ricoverati in ospedale è soggetto ancora ad errori prevenibili.
Di converso la spesa per la sanità continua a crescere e prosciuga i bilanci di stati e famiglie. Ancor più preoccupante il 30% della spesa sanitaria viene dedicato a cure che contribuiscono poco o nulla a migliorare la salute e la qualità di vita dei cittadini, a costi amministrativi e a frodi.
Il rimedio è di perseguire il continuo miglioramento della qualità, imparando dalle esperienze positive degli altri, imparando a lavorare in squadra, ascoltando i bisogni dei pazienti.
L’Institute of Medicine raccomanda:

  1. adottare le nuove tecnologie informatiche, incluso il portale per raccogliere le osservazioni e i suggerimenti dei pazienti;
  2. aumentare la trasparenza sugli esiti e sui costi;
  3. misurare le performance e confrontarle con quelle di altri per migliorare le proprie. Per questo è necessario potenziare il lavoro di squadra, l’autonomia del personale, un’aperta e franca comunicazione;
  4. raccogliere i dati generati dalla routine in modo digitale e sistematicamente, imparare a gestirli e ad analizzarli per migliorare continuamente e generare conoscenza;
  5. far partecipare i pazienti e le loro associazioni alla gestione della sanità dando valore ai PROMS e offrendo loro educazione sanitaria e conoscenza delle linee-guida e dei sistemi decisionali;
  6. aggiornarsi continuamente sia nelle pratiche mediche che in quelle di management.

(Smith M.A. et al. What’s needed is a health care system that learns. Recommendations from an IOM report. Jama 308, 1637-38, 2012)

Aree di spreco in sanità (ossia servizi sanitari più pericolosi che utili erogati in eccesso)

  1. Antibiotici per le infezioni delle vie aeree superiori
  2. Coronarografia
  3. Endoarteriectomia carotidea
  4. Bypass aorto-coronarico
  5. Trattamenti per il mal di schiena(1)
  6. Statine negli anziani(2)
  7. Costosi test diagnostici (es. risonanza magnetica)(3, 4)

Un contributo alla non-qualità in sanità è dato dalle re-ammissioni in ospedale. Ad esempio il 10% dei pazienti operati in dilatazione coronarica viene riammesso in ospedale entro 30 gg post-intervento(5).
Purtroppo la ricerca sull’eccessivo uso di alcuni servizi sanitari è molto carente(6).
Inoltre, vi sono prestazioni sanitarie usate troppo poco; tra queste in particolare spiccano le pratiche di prevenzione secondaria tese a prevenire le recidive della malattia (ad es. uso dell’aspirina nei soggetti che hanno avuto infarto del miocardio, controllo della pressione arteriosa nei soggetti che hanno avuto ictus, ecc.).

1) Deyo RA et al – Overtreating chronic back pain: time to back off?
J Am Board Fam Med 22, 62-68, 2009

2) Gordon-Smith A – Diagnosis of neuropathy
Arch int Med 172, 132-133, 2012

3) Culver AL et al. – Statin use and risk of diabetes mellitus in postmenopausal women in the Women’s Health Initiative
Arch int Med 172, 144-152, 2012

4) Korenstein D et al – Overuse of health care services in the United States
Arch int Med 172, 171-178, 2012

5) Khawaja FJ et al – Factors associated with 30 day readmission rates after percutaneous coronary intervention.
Arch int Med 172, 112-117, 2012

6) Katz MH – Overuse of health care
Arch int. Med 172, 178, 2012

Un istituto di ricerca pubblico indipendente in Norvegia (Spigolature)

In Norvegia esiste il “Norwegian Centre of knowledge in health care”, un Istituto di ricerca pubblico indipendente, che ha il compito di studiare come migliorare i servizi sanitari, inclusa la comparative-effectiveness research.

(Bretthauer M, Hoff G. Comparative-effectiveness research in cancer screening programmes. Brit Med J, 344, 18-20, 2012)

L’auto-organizzazione in sanità (Spigolature)

Il Servizio Sanitario per migliorare deve abbandonare l’impianto regolatorio tradizionale e muovere verso un sistema che favorisca l’auto-organizzazione creativa, che è l’elemento vincente nelle organizzazioni complesse. Ciò significa rimuovere le separazioni strutturali tra i vari professionisti della sanità, allineare i loro obiettivi, lasciarli liberi di sperimentare e limitarsi a semplici regole per aiutare a limitare la spesa.

(Lipsitz LA. Understanding health care as a complex system
JAMA 308, 243-44, 2012)