Pensieri Pragmatici per la Sanità

A coloro che si accingono a governare l’Italia nella Legislatura appena iniziata offro le seguenti considerazioni:

Conoscere i Sistemi sanitari esteri è molto utile, ma fare graduatorie di efficacia di tali sistemi è pericoloso perché essi non prescindono dal Sistema Paese in cui operano e quindi non sono trasferibili tout – court. Ad esempio, un Sistema assicurativo tipo Svizzera o Olanda non sappiamo se funzionerebbe bene in Italia ove la frode e la corruzione sono molto più alte.  Continua a leggere

Il burn-out e la depressione dei medici sono epidemici

Il burn-out e la depressione dei medici sono diventati epidemici e coinvolgono più del 50% dei medici negli USA, specie quelli che lavorano in prima linea. La diminuita soddisfazione del lavoro, la depersonalizzazione (atteggiamento negativo e non empatico) e la ridotta produttività sono l’effetto di un eccessivo carico di lavoro non medico e dell’indifferenza dell’organizzazione ai problemi del medico. Essi comportano insoddisfazione del medico e del paziente e costi per l’organizzazione sotto forma di più frequenti errori, ridotta produttività e aumentato turn-over. Rimpiazzare un medico costa tra $ 500.000 e 1 milione. Continua a leggere

In sanità sia pubblico che privato hanno 2 colossali difetti: il primo è inefficiente il secondo speculativo entrambi poco rispettosi del malato e del suo diritto alla centralità. Non vedo quindi la ragione di auspicare l’uno o l’altro. Bisogna invece auspicare controlli e forti dissuasori per coloro che operano male.

La consueta diatriba tra servizi pubblici gestiti dal pubblico o dal privato si risolve sapendo che il pubblico è inefficiente e il privato speculativo e quindi dando a chi governa il potere di deciso intervento per prevenire e correggere questi due capitali e pericolosi difetti di sistema. Entrambi inoltre non hanno sufficiente attenzione e rispetto del paziente.

Sono un sostenitore del ruolo degli Irccs nella ricerca clinica e traslazionale ma purtroppo questo importante ruolo di hub non è mai stato ben capito o condiviso. Questi centri di riferimento in rete tra loro e con strutture del SSN ma anche con altri centri di riferimento internazionali potrebbe rappresentare una grande sorgente di casistiche e un canale veloce di diffusione delle buone pratiche mediche specialistiche. Se poi si unisse una biobanca centralizzata le possibilità si moltiplicherebbero. Credo anche che la rete dovrebbe estendersi alla ricerca industriale e alle associazioni di malati. Un buon esempio resta Alleanza contro il Cancro.