La eccessiva medicalizzazione

Una causa della crescita dei costi in sanità è l’eccessivo uso di mezzi di diagnosi e di cura che si è verificato negli ultimi decenni. Non solo molti di questi interventi sono inutili, ma spesso sono dannosi. Tra il 1975 e il 2012 la incidenza dei tumori tiroidei si è triplicata, ma la mortalità non è cresciuta, a indicare che non la patologia, ma l’uso della tecnologia e le sue migliorate possibilità sono alla base del fenomeno. Tutto ciò nuoce al paziente e alla finanza pubblica. Oggi troppo spesso si curano i  marcatori anormali e non le malattie: talora ciò è utile, ma spesso non lo è, e il detto “less is more” deriva proprio dagli interventi inutili e dall’eccessiva medicalizzazione. Come rimediare a tutto ciò? Potenziando un medico colto ed esperto, che ha buon senso e senso di responsabilità, ma anche riducendo il rischio che le linee guida diventino una legge e che l’intervento del magistrato sia sempre incombente. Ancora una volta è ripristinando il ruolo sociale del medico, rispettandone la figura, motivandolo e preparandolo meglio alla sua professione che possiamo sperare di avere una medicina più equilibrata ed utile, meno invasiva, meno costosa e con meno sprechi.

(Glasziou P et al. Too much medicine; too little care. BMJ 347, 7, 2013)

In ambulatorio i medici più esperti e non i più giovani

Per 24 ore al dì e per 7 giorni la settimana, al Royal Free Hospital di Londra l’ambulatorio di pediatria (e l’urgenza) sono effettuati da pediatri esperti con la collaborazione di giovani medici e altro personale sanitario. Durante il cambio dei tre turni di lavoro (alle 9, alle 16.30 e alle 21) i medici sovrappongono il lavoro per ½-1 ora. Ciò consente di discutere i casi più complessi, assicurare continuità di cura, insegnare ai giovani (che possono così arricchire il loro e-portfolio della conoscenza e che si dichiarano molto soddisfatti di questo sistema). Gli stessi medici possono peraltro continuare a seguire i pazienti in reparto o in ambulatorio, così da assicurare continuità di cura ai pazienti e opportunità di aggiornamento continuo a se stessi e ai giovani medici. Non vi è stata difficoltà a reclutare medici esperti per questo servizio, forse anche per gli incentivi non economici che possono essere offerti a questi partecipanti, inclusa la residenza nell’Ospedale.

(Gabbie S. Providing 24/7 care in a consultant delivered paediatric service. BMJ Careers, 23 giugno 2013)

Le cure primarie

(medicina territoriale o di base)

Se uno Stato investe nelle cure territoriali (o primarie) non risparmia denaro, ma riduce la crescita della spesa. Ciò avviene però solo se il potenziamento delle cure primarie riguarda tutti i suoi aspetti:

1-2)      struttura e accesso (organizzazione e personale impiegato)

3)      coordinamento (funzione di gatekeeping rispetto agli altri professionisti sanitari)

4-5)      comprensività e continuità di cura (lavoro di squadra con altri professionisti e servizi sanitari, capacità di utilizzare tecnologie moderne per diagnosi e cura, coinvolgimento del paziente nella sua cura)

6)      rapporto medico-paziente (quando è forte, rispettoso e coinvolgente si ottiene migliore adesione al trattamento, alle misure preventive, minor ricorso al ricovero ospedaliero, minori differenze di salute legate a condizioni sociali diverse, minore spesa)

7)      medici olisti competenti ed esperti (con tecnologie sufficienti e moderne determinano minori sprechi e miglior stato di salute della popolazione e contenimento della spesa).

(Haggerty J L et al. The strength of primary care systems. Stronger systems improve population health but require higher levels of spending. BMJ 2013;346:f3777))

L’austerità e la sanità

Se l’austerità fosse stata sperimentata con i criteri scientifici usati per i farmaci, la sperimentazione sarebbe stata interrotta a causa dei suoi deleteri effetti collaterali (David Stuckler, economista politico). Questi sono molteplici: in Grecia, Spagna, Italia, Portogallo e Irlanda il numero dei suicidi è raddoppiato, le malattie mentali e quelle legate all’uso di alcol e droga sono cresciute. La malaria è riapparsa in Grecia dopo che la disinfestazione è stata ridotta. La mortalità infantile è aumentata. Le limitazioni imposte al Servizio Sanitario, oltre alla crescente disoccupazione e indebitamento delle persone, dovrebbero essere valutate per le loro future implicazioni; è possibile che i provvedimenti che riducono la spesa oggi comportino domani costi assai elevati.

(Brand H et al. Austerity policies in Europe. Bad for health. BMJ 346, 7, 2013)

Semaforo per gli alimenti

Nel Regno Unito i cibi confezionati porteranno sull’etichetta non solo i dati circa l’energia, le proteine, i grassi, i carboidrati e i livelli di sale e zucchero, ma anche un “semaforo” che indica in modo immediato se il contenuto dei costituenti meno consigliabili per la salute è elevato (rosso) o no (verde). Per ora il sistema è volontario.

(BMJ 2013;346:f4010)