Donne e fumo, vantaggi se si smette prima dei 40

“Fra le donne del Regno Unito nate tra gli anni ’50 e ’70 e fumatrici, la morte è dovuta, in due casi su tre, al fumo” dicono gli esperti. “Le fumatrici perdono in media dieci anni di vita e anche se smettere all’età di 40 anni, dopo aver fumato per molti anni, non annulla del tutto il rischio, continuare comporta un rischio dieci volte maggiore”.

(Kirstin Pirie, Richard Peto – Lancet 2013; 381:133-141)

Cosa dice la letteratura scientifica sull’attività fisica (Spigolature)

1.Si afferma sempre più la nozione che la promozione dell’attività fisica sistematica è la ricetta più efficace che un medico può prescrivere per prevenire i danni sia fisici che cognitivi da invecchiamento …

(Williamson J, Pahor M. Evidence regarding the benefits of physical exercise. Arch Intern Med 170, 124 – 125, 2010)

2.… ma anche per curare molte affezioni croniche degli anziani (osteoartrite, cadute, osteoporosi, malattie cardiorespiratorie, diabete, ipertensione arteriosa, obesità).

(van der Bij AK et al. Effectiveness of physical activity intervention for older adults: a review. AM J Prev Med 22, 120 – 133, 2002)

3.Più che mezz’ora di esercizio ogni giorno (noioso!) serve non stare seduti o sdraiati troppo a lungo, fare le scale, camminare velocemente per attendere alle normali occupazioni. Camminare appena si può, più volte al dì.

4.Camminare spesso e velocemente sembra essere l’attività più utile alla salute. Si è anche visto che la velocità di cammino > 1 m/sec è un buon indicatore di sopravvivenza e buona salute nelle persone anziane.

(Studenski S. et al. Gait speed and survival in older adults. JAMA 305, 50 – 58, 2011)

Prevenire le cadute (Spigolature)

Almeno 1/3 delle persone sane con più di 65 anni di età, che vivono a casa loro, cadono almeno 1 volta l’anno, e il 20% di questi necessita di cure mediche.
Questo rischio aumenta con l’età e con la comorbidità. I costi di questi inconvenienti sono alti e comportano spesso ricoveri ospedalieri per fratture al polso e al femore.
Interventi multifattoriali che mirino a migliorare forza muscolare, equilibrio, rischi dell’abitazione, scarpe, farmaci, capacità cognitive e livelli di vitamina D migliorano, ma non riescono a prevenire del tutto queste patologie.
E’ importante innanzi tutto che il medico generalista inserisca sistematicamente il monitoraggio e l’educazione circa la prevenzione delle cadute quando incontra gli anziani, identifichi quelli a rischio fratture e prescriva gli esercizi muscolari, cercando di inserirli negli atti della vita quotidiana ogni giorno e più volte al giorno. Egli deve inoltre monitorare nel tempo i pazienti a rischio, promuovendo sempre l’adesione del paziente allo schema di prevenzione e agli esercizi fisici. Le cadute e le loro conseguenze devono costituire un obiettivo primario della prevenzione.

(Morris ME. Preventing falls in older people. BMJ 345, 10, 2012).

Il nostro conformismo

Per sua natura l’uomo tende al conformismo, ossia tende a fare ciò che tutti fanno e in particolare ciò che fanno i loro pari. Per questo le pubblicità ci dicono spesso che il loro prodotto è il preferito dalla maggioranza.
La pressione del gruppo di pari (a pungolo sociale) ha un grande peso per indurre i giovani a fumare, ma anche per stimolare a mangiare troppo.
Un’ottima maniera per crescere di peso è cenare con altre persone, specie se sono buone forchette.

(Thaler RH and Sunstein CR. Nudge: improving decisions about health, wealth and happiness. Yale University Press, 2008. Edizione italiana di Feltrinelli Editore, 2009)

Scelte incuranti e conformismo

Mangiare è una delle attività che si possono svolgere con massima noncuranza. Molte persone mangiano qualsiasi cosa venga messa loro nel piatto e nella quantità che viene loro offerta.
I piatti e le confezioni di grandi dimensioni invitano così a mangiare di più. Perciò se volete perdere peso, mettete piccole porzioni in piatti piccoli, e mettete nel frigorifero solo il minimo indispensabile di cibi per non essere indotti in tentazione.

(Thaler RH and Sunstein CR. Nudge: improving decisions about health, wealth and happiness. Yale University Press, 2008. Edizione italiana di Feltrinelli Editore, 2009)