No ai mozziconi

(una nuova norma di civiltà)

Molti fumatori italiani usano gettare a terra i mozziconi di sigaretta. Ogni giorno in Italia vengono prodotti circa 140 milioni di mozziconi, pari ad almeno 50 miliardi l’anno, e gran parte di questi finiscono nelle fogne, nelle falde acquifere, nei fiumi e nei mari ove costituiscono oggi il maggior inquinante.

I mozziconi rilasciano i veleni contenuti nel residuo fumato ossia buona parte delle 4000 sostanze prodotte, di cui almeno 40 mutagene e/o cancerogene, inoltre rilasciano le fibre di acetato di cellulosa dei filtri, che col tempo si frantumano in particelle di pochi micron. Queste vengono ingerite dai piccoli animali marini che le scambiano per plancton e finiscono nella catena alimentare con danni alla salute di animali e uomini. Alcuni pesci e uccelli inoltre ingeriscono i mozziconi interi traendone gravi danni fisici.

Noi vorremmo che dalla Calabria partisse l’esempio di un’alleanza dei Comuni contro i mozziconi. In Italia alcuni Comuni hanno già aperto la strada, ma molti altri ancora non hanno preso iniziative. I mozziconi possono essere raccolti in appositi contenitori tascabili e conferiti in rifiuti indifferenziati o meglio utilizzati per produrre energia o prodotti per edilizia. Su questo tema vorremmo si mobilitassero tutti gli Italiani. Il 10 gennaio 2015 la legge per la tutela dei non fumatori compie 10 anni dalla sua prima applicazione. Vorremmo che quella data fatidica che ha reso l’Italia apprezzata nel mondo venisse festeggiata con questa nuova iniziativa e poi con molte altre ancora nel futuro, così da dare continuità ad un’azione di civiltà: il contrasto al tabacco, che tanti danni continua a provocare agli umani e all’ambiente che ci circonda. I danni alla salute sono più noti, ma altrettanto devastanti sono i danni all’ambiente (sfruttamento intenso dei terreni, disboscamenti, uso di pesticidi assai tossici, danno agli animali) e alle finanze pubbliche.

Questa iniziativa è scaturita da un Progetto elaborato dalla Consulta Nazionale sul Tabagismo, portato all’attenzione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e che sperabilmente verrà condiviso da altri Enti e Istituzioni nel prossimo futuro.

Dossier informativo

Coordinamento e continuità di cura

La continuità di cura presso un unico medico di base è utile, ma è necessario che il medico di base sia il coordinatore del paziente ed utilizzi al bisogno anche specialisti, non essendo sempre l’unico medico in campo.

  • Hussey PS et al. Continuity and the costs of care for chronic disease. JAMA Intern Med doi:10.1001/jamainternmed. 2014.245
  • Chen LM and Ayanian JZ. Care continuity and care coordination. What counts? JAMA Intern Med 174, 749-50, 2014)

Diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori

La US Preventive Services Task Force ha pubblicato una linea-guida su questo tema. Il fumo e l’età superiore a 55 sono i fattori di rischio più elevati per il tumore, la cui mortalità cresce con il tempo della diagnosi: la sopravvivenza a 5 anni è massima quando il tumore è scoperto allo stadio IA (71-90%), è 42-75% nei casi in stadio IB, è 10% allo stadio IV. La Tac a bassa dose consente di effettuare uno screening efficace così da fare la diagnosi in stadio I nel 55-85% dei casi positivi (con i metodi tradizionali questa percentuale è solo del 15%). Lo screening annuale è indicato solo nei forti fumatori (quelli che fumano 30 o più pacchetti di sigarette l’anno) di età superiore a 55 anni di età, e in quelli che hanno cessato il fumo da meno di 15 anni. Gli inconvenienti di questo screening sono i falsi positivi e relativi test invasivi di accertamento, l’esposizione alle radiazioni (circa 1 mSv), il costo.

Proprio questi inconvenienti fanno sì che non tutti gli esperti condividano l’implementazione di questa linea-guida.

(Davis AM, Cifu AS. Lung cancer screening. JAMA 312, 1248 – 49 , 2014)

Eccessiva la pressione del marketing sui bambini

Il pesante marketing esercitato sui bambini li induce a consumare cibi e bevande non salutari; esso deve quindi essere ridotto se non eliminato perché contribuisce significativamente a determinare obesità e diabete nei bambini. Nel 2009 le società hanno speso 1,8 miliardi di dollari nei soli Sati Uniti.

Lo scrive alla Federal Trade Commission il deputato del Congresso USA Edith Ramirez a nome anche di un gruppo di senatori.

(JAMA 312, 1389, 2014)

I determinanti sociali della salute

E’ ormai accertato che l’ambiente sociale influisce sulla salute dell’uomo. Ecco perché è necessario che il medico di oggi nell’incontro con il paziente ne valuti i “determinanti sociali”, ossia indaghi gli elementi elencati nella segrente Tabella:

 

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Questa operazione è più facile se diluita in più incontri, e dopo aver stabilito un buon rapporto con il paziente. Se acquisire le informazioni non è facile, ancor più difficile è modificare i contesti. Il medico, tuttavia, pur non potendo cambiare alcune realtà, è di grande aiuto al paziente nel sostenerne la capacità di migliorare dove ciò è possibile, nell’indirizzarlo ai Centri specialistici di assistenza, nel modificarne alcuni stili di vita non salutari, nell’aumentare la sua collaborazione e la sua compliance alle prescrizioni.

E’ tempo che la competenza del medico si allarghi alla sfera sociale e che si cominci dall’inserire questi insegnamenti nel curriculum degli studi di medicina e tra i criteri di valutazione dei medici. La nuova generazione di medici deve essere pronta a capire le mutate realtà ed esigenze dei pazienti per poter offrire una cura più appropriata e personalizzata e quindi meno costosa e più gradita ai pazienti.

(Behforouz HL et al. Rethinking the social history. N Engl J Med 371, 1277-79, 2014)