I 7 fattori della vita

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le prime due cause di morte nel mondo nel 2012 sono state l’infarto cardiaco e l’ictus. Oggi però sappiamo che le malattie cardiovascolari possono essere prevenute controllando l’ipertensione, l’iperlipidemia, l’iperglicemia, il fumo, il sovrappeso, le abitudini alimentari scorrette, l’inattività fisica fin dal’infanzia, i cosiddetti 7 fattori modificabili della vita dell’American Heart Association. Perché si possa progredire è necessario che la popolazione capisca fino in fondo come modificare questi fattori per guadagnare salute, obiettivo non facile che significa affinare i metodi di educazione e comunicazione di massa, una scienza che richiede cultura, innovazione e investimenti, ma soprattutto forte motivazione e determinazione da parte dei leaders della società e dei Governi, cominciando dai medici e dalla loro capacità di dialogare con i pazienti. Un simile sforzo, oltre a migliorare la salute pubblica, comporterebbe enormi risparmi economici per la sanità.

(Greenland P. et al. Progress against cardiovascular disease. JAMA 312, 1979-80, 2014)

Trattare il paziente e non l’esame di laboratorio

L’uso delle statine per la prevenzione primaria è un argomento ancora molto controverso, anche perché i risultati sono discutibili, l’aderenza dei pazienti scarsa (50% dei casi) e i costi molto elevati. Il 31 ottobre 2014 i CMS (Centers for Medicare and Medicaid Services) hanno raccomandato l’uso di statine per prevenzione primaria solo nei seguenti pazienti:

❶ soggetti con rischio cardiovascolare 7,5% (Carta del rischio)

❷ soggetti con malattia aterosclerotica in atto ancorchè silente (ad esempio presenza nelle carotidi di placche arteriose rilevanti)

❸ soggetti diabetici con tassi di LDL-C 70 mg/dL

❹ soggetti non diabetici con tassi di LDL-C 190 mg/dL.

Sempre più si sottolinea che non dobbiamo ragionare solo sui livelli di colesterolemia e sforzarci di abbassarli con i farmaci, ma dobbiamo considerare il paziente nella sua interezza e sforzarci di abbassare il suo rischio cardiovascolare.

Dobbiamo infine ricordare che ogni trattamento “tutti i giorni per sempre” come le statine, o i farmaci ipotensivi, necessita di un colloquio con il paziente cui il medico spieghi bene perché ciò è vitale, onde evitare che egli abbandoni la terapia dopo un certo tempo. A tal fine egli va anche monitorato nel tempo e il messaggio periodicamente rinforzato (prevenzione proattiva). Come si vede, una pratica medica che esige diversi cambiamenti e innovazioni rispetto a quella oggi abituale, con un obiettivo più largo, ossia migliorare non il singolo valore di laboratorio, ma la lunghezza e la qualità della vita del paziente, riducendo tutti i fattori di rischio noti (e innanzi tutto il fumo e l’ipertensione, il sovrappeso e l’inattività) che possono incidere negativamente su questo obiettivo. Ovviamente l’obiettivo è chiaro, ma la strada per raggiungerlo è appena tracciata.

(Stine NW, Chokshi DA. Elimination of lipid levels from quality measures. JAMA 312, 1971-2, 2014)

La sigaretta elettronica

L’OMS e la British Medical Association hanno dichiarato che la innocuità della sigaretta elettronica (e-sigaretta) e la sua capacità di aiutare i fumatori a smettere non sono dimostrate. Alcuni studi inoltre indicano che la e-sigaretta rilascia alcune sostanze tossiche (polveri ultrasottili, glicolpropilenico, nitrosamina, nicotina inclusi alcuni carcinogeni come benzene, piombo e nickel). Inoltre la quantità di nicotina può variare da lotto a lotto e può non corrispondere al valore dichiarato. Per questo l’OMS nel luglio 2014 ha chiesto ai produttori di rendere migliore la produzione di e-sigarette, proibendo di vantare proprietà non dimostrate e vietandone la vendita ai minori di 18 anni e l’uso nei locali chiusi. Peraltro vi sono voci discordanti su questi suggerimenti che sottolineano come la e-cigaretta sia uno strumento di riduzione del danno. La Parlamentare europea laburista Linda McAvan, che ha collaborato alla realizzazione della Direttiva Europea sui Prodotti del Tabacco approvata nel febbraio 2014, ha sottolineato con forza la urgente necessità che i produttori di tabacco e di suoi sostituti cessino con le buone o con le cattive di centrare i loro obiettivi sui giovani e di usare ogni trucco utile a questo fine.

(BMJ 2014;349:g6444)

L’importanza delle vaccinazioni

Le vaccinazioni restano oggi uno dei più efficaci e convenienti strumenti di prevenzione della malattie infettive. Stupisce quindi che esistano gruppi di opinione che contrastano questa pratica, spesso basandosi su opinioni e credenze non dimostrate che ingenerano timori nella popolazione. La figura riporta i progressi compiuti dalle vaccinazioni USA nei 50 anni passati.

(Schwartz JL e Mahmoud A. A half-century of presentation. The Advisory Committee on Immunization Practices. NEJM 371, 1953-56, 2014)

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Le porzioni dei nostri pasti

La dimensione delle porzioni è uno dei fattori ambientali che agiscono sulle nostre abitudini alimentari. Più sono grandi più noi mangiamo o beviamo [1]. Se vogliamo ridurre il peso corporeo ricordiamoci che dobbiamo prima di tutto adottare porzioni piccole (o mezze porzioni). Anche in questo caso “la disponibilità è madre dell’uso”.

[1] Cohen DA, Story M. Mitigating the health risks of dining out: the need for standardized portion sizes in restaurants. AM J Public Health 104, 586 – 90, 2014)