La steatosi epatica (fegato grasso) non alcolica

L’eccesso di alimentazione e l’ingestione di alimenti ricchi di calorie ma poveri di nutrienti (junk food) ha determinato in tutto il mondo una elevata prevalenza di obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica. Quest’ultima è caratterizzata da obesità centrale (del tronco), ipertensione, resistenza all’insulina, alti tassi di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL nel sangue. Questa sindrome si associa in 2/3 dei casi a steatoepatite non alcolica (fegato grasso) con fibrosi, che procede in parte dei casi a cirrosi epatica e che si associa anche a tumori e malattie cardiovascolari. Si tratta quindi di una malattia molto seria che impone come primo trattamento la perdita di peso e il passaggio ad una alimentazione salutare.

 

(Rinella ME. Nonalcoholic fatty liver disease: a systematic review. JAMA 313, 2263-73, 2015)

Effetto della dieta mediterranea sulla mente

Con l’aumento della vita media nei Paese occidentali aumenta la frequenza di molte malattie legate all’età, inclusa la demenza. Diversi studi indicano un rapporto tra abitudini alimentari e performance cognitive. In particolare, sembra che il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative abbiano un nesso causale con lo stress ossidativo e possano in parte essere prevenute da diete ricche in anti-ossidanti. La dieta mediterranea ricca di anti-ossidanti e anti-infiammatori è quindi un importante elemento preventivo delle demenze, oltre che delle malattie cardiovascolari. Lo studio di Cinta Valls-Pedret et al. avvalora la sua efficacia  nel prevenire la demenza e mantenere le funzioni cognitive.

(Cinta Valls-Pedret et al. Mediterranean diet and age-related cognitive decline. A randomized clinical trial. JAMA Intern Med 175, 1094-1103, 2015)

Le porzioni dei nostri pasti

La dimensione delle porzioni è uno dei fattori ambientali che agiscono sulle nostre abitudini alimentari. Più sono grandi più noi mangiamo o beviamo [1]. Se vogliamo ridurre il peso corporeo ricordiamoci che dobbiamo prima di tutto adottare porzioni piccole (o mezze porzioni). Anche in questo caso “la disponibilità è madre dell’uso”.

[1] Cohen DA, Story M. Mitigating the health risks of dining out: the need for standardized portion sizes in restaurants. AM J Public Health 104, 586 – 90, 2014)

Scienza e opinione: il latte

Il latte è da sempre considerato un buon alimento, e molti ritengono che esso sia una buona sorgente di proteine e di calcio, e quindi utile a prevenire le fratture ossee. Purtroppo l’evidenza scientifica di queste affermazioni manca. Anzi Michaëlsson e coll (BMJ 2014;349:g6015) prospettano l’ipotesi che il latte aumenti lo stress ossidativo a causa del D-galattosio in esso contenuto. Tuttavia anche in questo caso mancano solide evidenze scientifiche. La conclusione è che molto di quanto oggi crediamo nel campo dell’alimentazione è più opinione che scienza.

(BMJ 2014;349:g6205)

Una giornata produttiva, sostenuta dalle istituzioni!

In occasione del decennale della legge Sirchia Antifumo, a Roma, presso la Sala della Musica dell’Istituto Visconti,  il professor Sirchia, il 10 gennaio, ha presentato il progetto rivolto ai giovani “The Answer, la risposta siamo noi” dedicato ai danni causati dal fumo all’ambiente.

Presenti alla conferenza stampa e moderati dalla dottoressa Anna Parravicini: Prof.ssa Piera Guglielmi (Dirigente Ist. Visconti), On. Maria Carmela Lanzetta (Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie), On. Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute), Prof.re Girolamo Sirchia (Ex Ministro della Salute e Presidente della Consulta sul Tabagismo), Prof.re Giacomo Mangiaracina (Presidente Agenzia Nazionale per la Prevenzione), Prof.re Ciro Lombardi (Ricercatore ENEA), Ludovico Fremont (attore , sceneggiatore, regista)

Una giornata produttiva, sostenuta dalle istituzioni!

Allegati

1) Comunicato stampa

2) Lo spirito dell’iniziativa

3) Contenuti

4) Danni del consumo di tabacco alla salute e all’ambiente: i dati

5) Foto