L’inerzia dei Governi è Colpevole

Commentando l’inerzia del governo inglese nel prendere provvedimenti atti a promuovere la tutela della salute dei giovani, l’articolo di Lobstein T. e McPherson K. (Nothing new in UK’s strategy on childhood obesity. Lancet 388, 853-54, 2016) chiude con una frase che condivido e che interpreta anche il mio sentimento di rabbia e di sgomento verso una politica che protegge gli interessi organizzati anziché la salute:

‘… evidence  of a government walking away from its moral duty to protect the health of children, and its fiscal duty to protect the National Health Service from the consequent costs’.

Le diete dimagranti

Gli studi eseguiti finora indicano che nessuna dieta per perdere peso è superiore alle altre sul lungo termine (dopo 1 – 2 anni), giacché l’aderenza alla dieta diminuisce col tempo e ciò costituisce uno dei principali fattori di ripresa del peso corporeo.

Proprio la maggiore o minore aderenza alla dieta dimagrante qual che sia fa la differenza di successo tra gli individui, ed è quindi su questo fattore che dovremo in futuro concentrarci per capire come aumentarla, lasciando perdere la inutile ricerca della dieta ideale, come è stato fatto finora.

Freedhoff Y., Hall KD. Weight loss diet studies: we need help not hype. Lancet 388, 849-51, 2016.

Il Piano Inglese di Contrasto (?) all’Obesità Infantile

Il governo inglese ha emanato un deludente piano per la lotta all’obesità e sovrappeso infantile, che nel Regno unito colpisce 1/3 dei bimbi di 3 – 15 anni di età. Nulla viene proposto per eliminare la promozione di cibi non salutari nei supermercati, nei ristoranti, nei social media e in TV, che continua pertanto come prima e che è una causa primaria del cattivo modo di alimentarsi dei bambini. È quindi molto verosimile che l’obesità infantile non trovi alcun freno, che il governo continui a spendere per il trattamento di obesità e diabete più di quanto spende per la polizia, vigili del fuoco e la giustizia messi insieme, che la nuova generazione continui a subire importanti danni alla salute.

Però non vengono disturbati gli interessi economici che ruotano intorno al problema. Lo stesso accade da noi.

The Lancet. UK Government won’t step up to the plate on childhood obesity. Lancet 388, 841, 2016.

La promozione della salute della popolazione deve diventare un obiettivo prioritario per i governi

Il carico mondiale di malattia e disabilità deriva in gran parte dal fumo di tabacco (6,2 milioni di morti), alcol (2,8 milioni), sale (3,7 milioni), zucchero (0,1 milione).

Questi dati indicano che l’autorità sanitaria ha tutto l’interesse ad investire nel miglioramento della salute pubblica perché il ritorno sull’investimento è altissimo.

Feigin VL, Krishnamurthi R. Stroke is largely preventable across the globe: where to next? Lancet  388,733-34, 2016.

Per una vita in salute: mangiare meno e muoversi di più

Il rischio di cancro può essere ridotto attraverso l’eliminazione del fumo, le vaccinazioni/trattamenti per le infezioni da virus oncogeni (HCV, HPV), la protezione dal sole e l’attività fisica. Quest’ultima, da sola o associata a riduzione del peso corporeo se elevato, riduce del 30% il rischio di tumori secondo il World Cancer Research Fund.

Non sono ancora chiare le ragioni di questa associazione tra tumori e inattività fisica/eccesso ponderale, né quanto debba essere l’attività fisica necessaria a prevenirli: per il tumore del colon sembra sia necessaria un’attività fisica moderata o intensa per tutta la vita.

L’attenzione del mondo medico è oggi centrata su un’attività fisica regolare e di lunga durata, possibilmente in programmi strutturati e guidati, giacché i vantaggi per la salute sono sempre più evidenti.

McCullough LE et al. The promise of leisure–time physical activity to reduce the risk of cancer development. JAMA Int Med 176: 826 – 27, 2016.