L’influenza del padre sulla prole

Vi è oggi evidenza che alcuni stili di vita ed esposizioni ambientali dell’uomo possono influenzare lo sviluppo e la salute dei suoi futuri figli. Gli spermatozoi sembrano possedere memoria di queste sue esperienze sotto forma di modificazioni del suo epigenoma, ossia di quell’assetto molecolare che regola aumentandola o diminuendola la espressione dei geni. Alcune di queste epimutazioni poi sono ereditabili e sono costituite da cambiamenti nella metilazione del DNA, modificazioni di proteine degli istoni (che regolano la condensazione del DNA) e degli RNA non codificanti come i microRNA (che hanno il compito di silenziare alcuni geni). Sembra che queste epimutazioni siano coinvolte nei meccanismi con cui agiscono sulla salute della prole fattori come l’età, peso, dieta, dipendenze da fumo e alcol e quindi sulle malattie da questi indotte. Se queste informazioni verranno confermate si potrà concludere che anche i comportamenti del padre e non solo quelli materni possono influenzare la salute della prole.

Abbasi J.The paternal epigenome makes its mark. JAMA 317, 3049-51, 2017

Le malattie cardiovascolari

Negli USA la mortalità per malattie cardiovascolari varia molto da Stato a Stato, e una analoga variabilità mostrano l’ipertensione e i determinanti sociali di quelle popolazioni (educazione, occupazione, stili di vita come fumo, peso corporeo, attività fisica, alcolismo, inquinamento ambientale, ecc.). Sembra quindi che questi ultimi influiscano sulle malattie cardiovascolari e relativa mortalità, e diviene importante intervenire per migliorarli sia con le cure che con la prevenzione primaria e secondaria. Mantenere la salute cardiovascolare deve essere un obiettivo strategico per tutte le età della vita fin dalla prima infanzia. Oggi esistono i mezzi tecnici per prevenire e curare e non è tollerabile che essi non vengano usati per togliere alle malattie cardiovascolari il loro triste primato di prima causa di morte.

Mensah GA et al. Cardiovascular mortality differences. Place matters. JAMA 317, 1955-57, 2017

II diabete nei giovani

L’incidenza del diabete (sia di tipo 1 che di tipo 2) è in aumento nei giovani. La causa principale è l’invecchiamento della popolazione, ma anche l’obesità gioca un ruolo non secondario: tra il 2002 e il 2012 negli USA l’incremento è stato rispettivamente dell’1,8% e 4,8% per anno. L’impatto sulla salute pubblica e sulla spesa è quindi molto elevato in quanto aumentano gli anni vissuti con disabilità (aumentati del 32,5%). E’ necessario trovare al più presto come porre un freno a questo fenomeno prevenendone la comparsa clinica e cercando di capirne meglio le cause.

 

Ingelfinger JR, Jarcho JA. Increase in the incidence of diabetes and its implications. New Engl J Med 376, 1473-74, 2017

Più riflessione e studio per la sanità

Molti oggi in Italia si interrogano sul nostro Servizio Sanitario (SSN), sulla sua sostenibilità economica, sulla sua efficacia, efficienza ed equità. Il nostro SSN ha alcuni indubbi pregi, quali il costo relativamente basso (7% del PIL), l’universalità, la gratuità (o quasi) al punto di erogazione e la disponibilità diffusa di cure primarie, ma su efficacia, efficienza ed equità mi sembra vi siano spazi di miglioramento. Questo sembra essere anche il punto di vista della popolazione, che per la maggior parte vuole mantenere l’attuale SSN ma lo vorrebbe migliore e più attento alle necessità degli utenti. Se questa è l’impostazione generale del problema, io credo che riconsiderare alcuni aspetti sarebbe necessario e conveniente. Continua a leggere

Riduzione del contenuto di nicotina nel tabacco

Negli USA l’FDA ha annunciato l’intenzione di limitare la quantità di nicotina presente nei prodotti del tabacco. Si stima che questo tipo di provvedimento possa determinare un significativo calo di fumatori. Tuttavia deve essere tenuto ben presente che due sono i provvedimenti indispensabili per contrastare il fumo:

① Emanare e far rispettare leggi e norme efficaci

② Prevenire l’iniziazione nei giovani (GBD 2015. Lancet online 5 aprile 2017).

Lancet 390, 715, 2017