Chirurgia bariatrica per i diabetici di tipo 2 obesi

Le più recenti linee guida del NICE (National Institute for Health and Care Excellence inglese) suggeriscono di offrire l’intervento chirurgico (chirurgia bariatrica) ai pazienti che mostrano un Indice di Massa Corporea >35 e che abbiano sviluppato un diabete di tipo 2 negli ultimi 10 anni. L’intervento peraltro può essere considerato anche per masse corporee >30 a giudizio del medico. Importante è che i soggetti operati vengano monitorati per almeno 2 anni dal servizio di medicina bariatrica per valutare se compaiono carenze nutrizionali o minerali e per agire in modo proattivo sull’aderenza alle indicazioni dietetiche, a quelle farmaceutiche e al movimento fisico. Il maggior costo (£ 27 milioni/anno) dovrebbe essere azzerato entro 2 anni e tradursi successivamente in risparmio per il Servizio Sanitario, dovuto quasi interamente alla riduzione delle cure per il diabete e le sue complicanze, che oggi in UK assorbono il 10% circa della spesa sanitaria. La raccomandazione è che la chirurgia venga effettuata al più presto dopo la comparsa del diabete di tipo 2, onde ridurne la gravità.

(BMJ 2014; 349:g7246) – (BMJ 2014; 349:g6608)

Un telefono amico per gli anziani

In UK esiste una linea telefonica (Silver Line) per l’aiuto a persone anziane, che nel primo anno di attività ha ricevuto quasi 300.000 chiamate di anziani affetti da solitudine, abusi o abbandono al loro domicilio o in residenze per anziani.

(BMJ 2014; 349:g7236)

De-prescrivere i farmaci

Negli anziani e in tutti i pazienti con multi-morbilità la prima cosa che il medico deve chiedersi è se sia possibile ridurre il numero di farmaci che il paziente prende e che spesso sono causa loro stessi di patologie: non prescrivere quindi, ma de-prescrivere è in questi pazienti l’obiettivo da valutare. Mentre prescrivere è facile (basta utilizzare le linee guida disponibili per ogni situazione patologica) de-prescrivere è più difficile e richiede molta capacità clinica per individuare le patologie più importanti clinicamente per quel malato e abbandonare quelle minori, in accordo con il paziente che deve capire bene quello che il medico gli propone. Anche qui quindi visione olistica del medico e sua buona capacità comunicazionale con il malato sono requisiti indispensabili.

Oggi sono molti nel mondo gli studi clinici sulla de-prescrizione, che è particolarmente vantaggiosa nel caso di alcune classi di farmaci come i sedativi e gli antipsicotici, di cui fanno largo uso soprattutto le strutture residenziali per anziani. Data l’importanza del tema è auspicabile che i principali organismi a ciò deputati emanino supporti adeguati perché la de-prescrizione diventi sempre più efficace e usata.

(BMJ 2014; 349:g7013)

La nicotina e la salute

La nicotina è una droga simpatico-mimetica che provoca assuefazione e provoca rilascio di catecolamine, aumenta la frequenza cardiaca, provoca costrizione delle coronarie, aumenta transitoriamente la pressione arteriosa, riduce la sensibilità all’insulina (e quindi aggrava o precipita il diabete), provoca disfunzioni endoteliali (e quindi aggrava o precipita accidenti vascolari).

In gravidanza la nicotina nuoce gravemente al feto e può essere causa di gravi alterazioni organiche soprattutto a livello del sistema nervoso.

Oltre a questi, molti altri sono gli effetti della nicotina sull’organismo, ma ben peggiori sono gli effetti della sigaretta (o del tabacco in genere), che contiene e produce con la combustione 4.000 sostanze tossiche e carcinogene (ad esempio nitrosamine specifiche del tabacco). La nicotina è un veleno che ad alte dosi porta a morte.

Nessuno degli effetti positivi vantati dai fumatori è mai stato dimostrato.

(BMJ 2014; 349:g7068)

Movimento fisico e depressione

Il movimento muscolare influisce sul tono dell’umore e cura la depressione. Questo effetto sembra mediato da alcuni enzimi prodotti dal muscolo durante l’esercizio aerobico che inibiscono la produzione di chinurenina, una sostanza che agisce sul cervello negativamente e che viene prodotta maggiormente a seguito di stress.

(Harkin A. Muscling In on Depression. N Engl J Med 371, 2333-34, 2014)