L’attività fisica è una primaria necessità di salute per tutti

Il lavoro di Shah RV et al in JAMA Intern Med (2016;176,87-95) offre una prospettiva pratica importante per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Il lavoro dimostra che la fitness cardio-respiratoria (ottenuta con il movimento fisico intenso) nei giovani adulti è un fattore indipendente per ridurre il rischio cardiovascolare in età più avanzata; l’effetto protettivo è indipendente infatti dai fattori di rischio tradizionali (ipertensione, diabete, dislipidemia). Tale effetto si esercita attraverso le seguenti modificazioni indotte dall’esercizio fisico intenso e regolare:

  • diminuzione delle lipoproteine a bassa densità e altre modificazioni atte a prevenire la formazione e la progressione della placca;
  • diminuzione della pressione arteriosa attraverso la riduzione del grasso viscerale, aumentata escrezione di sodio, riduzione delle catecolamine, della renina e del tono simpatico;
  • prevenzione dell’obesità e del diabete;
  • miglioramento dei fattori dell’infiammazione e della coagulazione;
  • altri fattori non identificati.

L’effetto benefico del movimento fisico intenso nei giovani adulti risulta superiore a tutti gli altri interventi preventivi messi insieme e impone quindi ai responsabili della salute pubblica di realizzare le condizioni affinchè tutti i giovani adulti possano impegnarsi in una regolare attività fisica capace di realizzare la fitness cardio-vascolare, che dovrà comunque rimanere anche la principale cura delle persone adulte di età più avanzata e dei bambini, anche se con attività fisiche meno intense.

(Chiriboga DE, Ockene IS. Fitness in young adults as an independent predictor of risk for cardiovascular disease. JAMA Intern Med 176, 95-96, 2016).

La generazione dei nati dopo il 1980

I bambini nati dopo il 1980 hanno una probabilità doppia o tripla di essere sovrappeso e quindi di essere a rischio di malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2. Se a ciò si aggiunge che il fumo di tabacco è in aumento nei giovanissimi, è facile prevedere che questa generazione ha più probabilità delle precedenti di avere seri problemi di salute.

(BMJ 2015;350:h2621)

Un investimento vantaggioso

Sta lentamente crescendo in Italia la consapevolezza che sovrappeso e obesità sono una condizione patologica che predispone ad altre gravi malattie croniche (ipertensione, diabete di tipo 2, lesioni epatiche, cancro, malattie cardiovascolari) e all’aumento dei costi della sanità tali da rendere insostenibile il Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna che ogni cittadino capisca che la prevenzione costituita da movimento fisico sistematico nella misura raccomandata e alimentazione salutare (mangiare poco e meglio) sono il miglior investimento per la propria salute e la propria vita. E’ però altrettanto importante che le Istituzioni si impegnino maggiormente per la difesa della salute pubblica, attraverso il contrasto alle forze che la compromettono e gli investimenti che la potenziano.

L’uso di statine per la prevenzione della malattia cardio-vascolare

Nel 2013 le linee guida dell’American College of Cardiology/American Heart Association hanno posto le indicazioni di trattamento con statine (sempre in associazione a stili di vita salutari), e precisamente:

  1. Soggetti con diagnosi di malattia cardiovascolare accertata (infarto miocardio, angina pectoris, rivascolarizzazione coronarica)
  2. Soggetti senza segni clinici di malattia cardiovascolare con livelli di LDL-C maggiori di 190 mg/dl
  3. Soggetti di età compresa tra 40-75 anni con diabete e LDL-C compresi tra 70 e 189 mg/dl
  4. Soggetti di 40–75 anni con LDL-C compreso tra 70 e 189 mg/dl e rischio di malattia cardiovascolare uguale o maggiore di 7,5% e calcolato con il Pooled Cohort Equation (Muntner P et al. Validation of the atherosclerotic cardiovascular disease Pooled Cohort risk equations. JAMA 311, 1406 – 15, 2014)

Recentemente questi criteri si sono dimostrati efficaci e convenienti per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.

Greenland P e Laner MS. Cholesterol lowering in 2015. Still answering questions about how and whom. JAMA 314, 127-128, 2015)

L’Obesità e il diabete di tipo 2. Si combattono con l’impegno di tutti

Il diabete di tipo 2 colpisce l’8,3% della popolazione adulta mondiale con una spesa stimata di US$ 548 miliardi. Il diabete di tipo 2 è provocato da un’interazione tra geni e ambiente, inteso come stili di vita non salutari, specie alimentazione (ricca di zuccheri raffinati e la cosiddetta dieta accidentale)e scarso movimento fisico. La prevenzione si può attuare modificando questi fattori ambientali, che riducono l’obesità (che è il fattore di rischio singolo più importante). A questo fine sono necessari sia la responsabilizzazione individuale sia fattori sociali, ambientali e di scelta pubblica (vedi tabella).

Per questo la prevenzione del diabete di tipo 2 deve coinvolgere tutti i governi locali e centrali, l’industria, i media, le comunità e i singoli individui.

 

Box. Examples of Policy Strategies for Obesity and Diabetes Prevention

Food, Nutrition, Agricultural, and Public Policies
Taxing unhealthful foods and subsidizing nutritious foods
Instituting policies for nutrition labeling, such as front of package and menu labeling
Regulating marketing of unhealthful foods to children
Requiring healthful nutrition standards in national food assistance programs
Requiring healthful nutrition standards in early child care settings and schools
Regulating competitive foods sold in early child care settings and schools
Restricting the sale of unhealthful foods in public spaces, such as hospitals
Making water available for free in early child care settings, schools, and public spaces
Requiring nutrition education in schools, as part of a comprehensive curriculum
Incentivizing the building of supermarkets in low-income food deserts

Physical Activity Policies
Instituting physical activity requirements for early child care settings
Requiring and providing support for comprehensive physical activity programs in schools
Requiring physical activity education in schools as part of a comprehensive health education curriculum
Developing and implementing land use, and urban and rural design policies that support an active lifestyle

(Hu FB. Curbing the diabetes pandemic. The need for global policy solutions. JAMA 313, 2319 – 20, 2015)