La Via Crucis

Vi è oggi in Italia un’atmosfera di confusa inquietudine. Giovani delusi, vecchi spaventati, su tutti grava una preoccupazione per il domani che non vedevo dal tempo della Repubblica di Salò. I politici continuano a sbranarsi in una irresponsabile guerra per il potere e con i dirigenti di molte Aziende incassano compensi molto lauti, mentre una crescente fascia di popolo non riesce a pagare l’affitto e le bollette. Si profilano altre tasse, per molti insostenibili. Molte imprese chiudono i battenti, cresce il numero di disoccupati, la burocrazia pubblica imperversa. L’ultimo fiorellino viene dall’INPS, ormai al collasso per debiti. Ai pensionati non verrà spedito il CUD; questo sarà disponibile in rete se ti ricorderai il tuo PIN. Altrimenti devi chiedere il PIN per via informatica: se non sbagli a digitare, ti arriverà metà del PIN via rete e metà per posta. Curiosa bizzarria! Se devono spendere per la posta, perché non continuano a spedire il CUD? Molti anziani si disperano. Soluzione: andate ai CAF e per una decina di Euro faranno per voi la pratica, iscrivendovi anche al Sindacato o alle ACLI (che stanno facendo la pubblicità in televisione!). Intanto il Governo non si fa perché la rissosità, la stupidità e il cinismo dei politici, in varia combinazione, non lo consentono. Sembra oggi che Monti abbia sbagliato i conti e dicono che mancano all’appello 21 miliardi. Il Professore supponente è franato con il suo Governo dimostrando tutta la sua incapacità. La sua degna fine è quella di restare in carica per eseguire ciò che deciderà un Governo parallelo (cosiddetto Gruppo dei Saggi), limitandosi a fare solo qualche altra piccola furbata (come nominare qua e là qualche amico) e qualche figura grama (come quella di Terzi e di Balduzzi).
Chi pagherà per sanare questo buco? Certo non la politica e i burosauri di Stato, giacchè i loro privilegi continuano di fatto indisturbati. Pagheremo noi. La Via Crucis del popolo italiano pertanto non finisce a Pasqua; dovremo soffrire ancora, ma penso che sia iniziato un periodo storico nuovo e moralmente migliore del passato. Sembra finito il tempo delle ruberie nascoste, dei privilegi oltraggiosi, del vento in poppa per la parte marcia della nostra classe dirigente. Questo mi conforta in questa Pasqua piovosa.

Girolamo Sirchia

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