Debellare il fumo si può

Ridurre il fumo di tabacco è possibile se si pone la salute pubblica tra gli obiettivi di Governo e si ha il coraggio di contrastare gli interessi organizzati di lobby che sostengono iniziative industriali e commerciali nocive alla salute. Ecco le misure che un Governo potrebbe prendere:

  1. rinforzare la vigilanza sull’osservanza dei divieti (locali pubblici, luoghi di lavoro, stazioni; divieto di vendita dei tabacchi ai minori; divieto di fumo nei mezzi di trasporto pubblici e auto di servizio degli Enti pubblici; campus scolastici);
  2. proibire il fumo nei luoghi assembrati anche se aperti (distanza media tra le persone inferiore a 5 metri): stadi, bar, cinema all’aperto, ecc.;
  3. aumentare progressivamente ma significativamente le accise sui tabacchi;
  4. eliminare ogni forma di incentivo alle coltivazioni di tabacco;
  5. eliminare la pubblicità occulta ai tabacchi (film, marchi anche se trasferiti ad altri settori) eliminando anche i distributori automatici e la mostra dei prodotti nelle tabaccherie;
  6. proibire il fumo nei parchi, riserve, zone archeologiche e storiche;
  7. sanzionare pesantemente coloro che disperdono i mozziconi nell’ambiente;
  8. proibire il fumo nelle auto private e nelle aree ospedaliere;
  9. offrire gratuitamente a chi vuol smettere di fumare il supporto dei Centri Antifumo e dei relativi farmaci;
  10. attuare un marketing sociale ben fatto e incessante.

I mezzi di contrasto al tabacco e agli interessi di coloro che dal fumo traggono profitto non mancano dunque. Malgrado ciò 2/3 della popolazione mondiale non è protetta da alcuno dei modi previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: chiaramente gli interessi di alcuni (pochi) prevalgono in varia misura sulla salute pubblica e cioè sugli interessi di tutti. Per l’Italia dobbiamo chiedere incessantemente al Governo che la nostra lotta al tabacco non si affievolisca e continuino i nostri successi.

Servizio sanitario estivo di riferimento specialistico

Proposta organizzativa

Uno dei problemi che si registrano nella sanità lombarda (e italiana) è costituito dalla marcata riduzione estiva dei servizi. La concentrazione delle ferie in luglio e agosto fa sì che per molte specialità i cittadini in quel periodo non abbiano riferimenti certi, anche perché spesso vengono lasciate in servizio persone più giovani e meno esperte. Lo specialista esperto di riferimento va in ferie e il paziente che ha un aggravamento o una complicanza non sa più che fare. Si reca allora al pronto soccorso, ma questo non sempre riesce a risolvere i problemi molto specialistici.

Io credo che per ogni specialità si debba organizzare a livello regionale o subregionale un reparto di riferimento specialistico con organico e servizi di supporto al completo. Ad esempio, un reparto di ematologia, corredato di laboratorio, servizio trasfusionale, radiologico, ecc. rimarrà a disposizione con tutto il suo organico al completo, e i malati ematologici dell’area in questione potranno afferire a quel servizio per ogni loro necessità (controlli, riacutizzazione, complicanze, ecc), trovando un‘assistenza di alto livello quantitativo e qualitativo.

Il Centro Trasfusionale e di Immunoematologia del Policlinico di Milano adottò questa strategia fin dagli anni Ottanta, assicurando sia la disponibilità ininterrotta di sangue ed emocomponenti sia la diagnostica immunoematologica; il successo dell’iniziativa venne dimostrato dalle mille richieste che sono pervenute da tutta la Lombardia e da molte altre regioni, e che venivano evase con regolarità. Una simile organizzazione regionale avrebbe, a mio avviso, un grande successo e un grande apprezzamento da parte della popolazione, senza significativo aggravio di spese.

Accise sulle sigarette

Il Congresso americano ha stimato che un aumento delle accise federali sulle sigarette di 50 centesimi per pacchetto può essere un modo significativamente efficace di ridurre il deficit federale annuale fino al 2085 e contemporaneamente di aumentare il numero di fumatori che smettono ogni anno (attualmente il 6%). Anche la categoria dei sanitari deve però impegnarsi maggiormente per far cessare chi fuma, perché oggi il loro intervento è troppo limitato.

(Khuller D et al. Helping smokers to quit around the time of surgery. JAMA 309, 993-94, 2013)

I farmaci generici equivalenti

Vi è ampio consenso sull’uso dei farmaci generici equivalenti anziché dei farmaci branded (o proprietari). Questa pratica comporta notevoli risparmi sulla spesa farmaceutica ed è quindi vantaggiosa. Bisogna tuttavia che l’equivalenza tra i due tipi di farmaci sia ben dimostrata (specie se cambia anche marginalmente la composizione o il tipo di eccipiente), specie ma non solo per i cosiddetti biofarmaci (esempio eritropoietina), e che si ponga particolare attenzione alle contraffazioni e al luogo di produzione dei generici, onde evitare di assumere farmaci non sicuri o poco efficaci.
Quando il paziente passa dal farmaco proprietario a quello generico viene a volte confuso dal diverso aspetto fisico di quest’ultimo (dimensione, tipo e colore delle compresse). E’ quindi auspicabile che l’Autorità Sanitaria incaricata dell’approvazione dei generici intensifichi e potenzi la sua azione di verifica e approvazione per il bene dei pazienti.

(Yu LX, Geba GP. Generic pills from the patient perspective. JAMA Internal Medicine 173, 208-209, 2013)

La medicina parsimoniosa

Trasformare la medicina attuale in “Medicina Parsimoniosa” significa prestare solo le cure utili, eliminando quel 20% di pratiche mediche inutili che continuano ad essere effettuate e che fanno lievitare la spesa sanitaria senza alcun vantaggio per i pazienti. Evitare procedure e terapie inutili è un attributo della professionalità medica (Tilburt JC, Cassel CK. Why the ethics of parsimonious medicine is not the ethics of rationing. JAMA 309, 773-74, 2013) anche perchè bisogna ricordare che ciò che è superfluo per alcune categorie di pazienti può non esserlo per altre categorie, e quindi è alla fine la capacità clinica e il buonsenso del medico che entrano in gioco. Non basta fare riferimento a elenchi di prestazioni (quali ad esempio la eTable disponibile sul sito http://www.Jama.com), anche se questi elenchi sono utili per orientare il medico (Elshaug AG et al. The value of low-value lists. JAMA 309, 775-76, 2013).