In Gran Bretagna è stato calcolato che la sedentarietà con le sue conseguenze è responsabile di 1 morte prematura su 6 e costa ogni anno £0,9 miliardi al Servizio Sanitario.
BMJ 2017;358:j4017
In Gran Bretagna è stato calcolato che la sedentarietà con le sue conseguenze è responsabile di 1 morte prematura su 6 e costa ogni anno £0,9 miliardi al Servizio Sanitario.
BMJ 2017;358:j4017
Il sovrappeso e l’obesità sono stati responsabili di circa 4 milioni di morti premature e 120 milioni di DALY (disability-adjusted life years ossia anni di vita normale persi a causa di disabilità) nel 2015 nel mondo. Il 70% delle morti è avvenuto per malattie cardiovascolari, il 60% si sono verificate in soggetti obesi. Dal 1980 al 2015 la prevalenza dell’obesità è raddoppiata in oltre 70 nazioni e il numero di obesi al mondo è oggi di 603,7 milioni di adulti e 107,7 milioni di bambini. La crescita dell’obesità continua ad aumentare ovunque in modo veloce. Si pensa che ciò sia dovuto in massima parte all’aumentata disponibilità e accessibilità di cibi ipercalorici unitamente all’intensa pubblicità che viene fatta di tali cibi. A ciò si aggiunga che l’urbanizzazione e l’evoluzione tecnologica hanno comportato una cospicua riduzione dell’attività fisica (lavoro muscolare).
I ricercatori hanno suggerito alcuni rimedi quali la riduzione della pubblicità di cibi non salutari per i bambini, la qualificazione e la tassazione dei cibi nelle mense scolastiche, la tassazione dei cibi non salutari; questi provvedimenti sono stati applicati variamente e spesso malamente nei vari Paesi, con il risultato che il loro effetto è stato assai modesto. Anche gli interventi clinici per controllare l’ipertensione arteriosa, l’iperglicemia a digiuno e l’ipercolesterolemia sono efficaci, ma questi interventi sono costosi e divengono illogici se i soggetti non modificano i loro stili di vita. E’ stato recentemente dimostrato che non è solo l’obesità a causare guai, ma anche il semplice sovrappeso, ossia un BMI >25. Se a ciò si aggiunge un fattore di rischio come il fumo di tabacco le probabilità di incidenti cardiovascolari e di morte prematura aumentano in modo molto rilevante: l’associazione fumo + sovrappeso (da alimentazione eccessiva e scorretta e scarsa attività fisica) è un binomio micidiale.
Ricordiamo infine che, oltre alle malattie cardiovascolari, il sovrappeso concorre a causare danni osteoarticolari e tumori soprattutto dell’apparato gastro-enterico, endocrino e genito-urinario.
Tutti devono impegnarsi in stili di vita salutari perché siamo noi i primi responsabili della nostra salute. A volte basta anche poco (ridurre la quantità di cibi ipercalorici ingeriti e muoversi di più) per avere una vita migliore e minori rischi di morte prematura.
(GBD 2015 Obesity Collaborators. Health effects of overweight and obesity in 195 Countries over 25 years. NEJ Med 377, 13 – 27, 2017)
I comportamenti umani hanno due diversi tipi di determinanti: a) razionali, b) emotivi. E’ infatti ben noto che la sola conoscenza è indispensabile, ma non sufficiente, a modificare i comportamenti umani.
Per questo analizziamo separatamente:
– conformismo dell’uomo
– interessi organizzati che promuovono il fumo
– interessi che rendono deboli gli interventi dello Stato
I giovani iniziano a fumare per azione di coetanei di riferimento con l’esplicita finalità di apparire adulti, emancipati, sessualmente maturi1. Sono questi comportamenti ispirati dal conformismo, ossia la spinta a rendersi simili al gruppo e non essere classificati come un diverso, rifiutato dal gruppo di riferimento. Il conformismo è un comportamento comune negli umani ed è tanto più forte quanto minore o più acerba è la personalità dei soggetti e la sicurezza di sé. Continua a leggere
Mantenersi in salute significa adottare per tutta la vita e fin dalla più tenera età stili di vita salutari, che altro non sono se non identificare e ridurre i fattori di rischio più importanti, specie quelli cardiovascolari. A tal scopo gli approcci sono due e sono complementari:
Le microparticelle emesse dai motori a scoppio (soprattutto i diesel) danneggiano l’apparato cardiovascolare in modo grave. Sembra che i materiali volatili che coprono le particelle provochino una risposta infiammatoria delle arterie quando passano dai polmoni al sangue.
E’ colpevole continuare a promuovere i veicoli a motore e non porre un serio freno al traffico veicolare, rallentando il passaggio ai motori elettrici per interessi economici.
(Hawkes N. Journey of particulate pollution in body is mapped in study. BMJ 2017; 357:j2039)