Camminare è la migliore medicina

I benefici dell’attività fisica vanno ben al di là dell’effetto sul metabolismo e sulla funzione cardiovascolare per interessare il tono dell’umore, le capacità cognitive, il sonno, il comportamento, la resistenza delle ossa, la capacità di sopportare traumi e interventi chirurgici. Non per caso quindi l’attività fisica è un predittore di mortalità. Tutto ciò è noto fin dai tempi antichi e già Ippocrate segnalava che “camminare è la migliore medicina”.

(Golomb BA. Statins and activity. Proceed with caution. JAMA Intern Med 174, 1270-72, 2014)

Lasciate a casa la macchina

Se si usa meno la macchina in favore dei mezzi pubblici è più facile raggiungere l’attività fisica giornaliera raccomandata per la salute e nel contempo migliorare il clima.

E’ questo uno degli obiettivi del Piano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2013-2020.

(Laverty AA e Millet C. Healthier commuting – leave your car at home. BMJ 2014;349:g5020)

E’ urgente migliorare la salute mentale dei popoli

Vi è una pressante richiesta alle Nazioni Unite di includere le malattie mentali tra gli obiettivi del nuovo Piano 2013-2020 che sostituirà quello ormai terminato degli “obiettivi per il nuovo millennio”. Circa 450 milioni di persone nel mondo hanno oggi problemi di salute mentale e ben sappiamo che le persone con malattie mentali esercitano un effetto negativo sull’economia, in quanto ad esse si deve un aumento dell’assenteismo dal lavoro e dell’abbandono scolastico, della spesa sanitaria e della disoccupazione. Si può calcolare che il costo della perdita economica si aggiri in totale nel mondo intorno ai 12.000 miliardi di Euro all’anno.

Le malattie mentali sono particolarmente preoccupanti per i giovani, ma per tutti i pazienti esse determinano discriminazioni, ridotta sopravvivenza, ignoranza, povertà e sottosviluppo. I trattamenti sanitari per queste persone sono gravemente carenti anche nei Paesi evoluti: nel Regno Unito 2/3 dei soggetti affetti da depressione non vengono curati. E’ quindi urgente considerare maggiori investimenti per la salute mentale così da ottenere nel 2020 un aumento dei servizi del 20% e una riduzione dei suicidi del 10%.

(Thornicroft G e Patel V. Including mental health among the new sustainable development goals. BMJ 2014;349:g5189)

Meno è meglio

Less is more è una campagna che vuole sottolineare come in medicina può essere meglio curare meno, giacché spesso il trattamento eccessivo può causare danni: ad esempio nel diabete in trattamento con insulina che viene monitorato mediante la determinazione di emoglobina glicata (HbA1c), è frequente il convincimento che l’obiettivo sia un HbA1c inferiore a 7%. Questa dizione incoraggia a pensare che più basso è questo valore meglio è: ma non è così. L’obiettivo deve essere l’intervallo 6,5 – 7% giacché valori troppi bassi comportano il rischio di ipoglicemia, specie negli anziani.

Analogamente l’obiettivo dell’iperteso non deve essere “valori inferiori a 140/90 mmHg” ma compresi tra 120 e 140 mmHg per la pressione massima e 80-90 per la minima, giacché anche in questo caso valori eccessivamente bassi sono pericolosi.

(Lee S.J. So much insulin, so much hypoglycemia. JAMA Intern Med 174, 686 – 688, 2014)

La depressione grave

La prevalenza della depressione grave è 6,7% negli USA. Ma il valore si raddoppia nei soggetti diabetici.

(Ducat L. et al. The mental health comorbidities of diabetes. JAMA 312, 691-92, 2014)