Gli integratori alimentari

Il mercato degli integratori alimentari è molto sviluppato: negli USA esso vale 32 miliardi di US dollari l’anno. Si accetta che gli integratori non debbano dimostrare la loro utilità clinica, ma non debbono comportare danni ai consumatori. Purtroppo non è sempre così. La Tabella seguente elenca una serie di eventi avversi potenziali legati al consumo di vari ingredienti e adulteranti che si trovano negli integratori alimentari.

tab - integratori alimentari

E’ necessario che le Autorità Sanitarie modifichino il loro atteggiamento nei confronti di questi prodotti, verificando le prove della loro innocuità, che i produttori debbono sottoporre prima di immetterli in commercio per ottenere l’autorizzazione (oggi basta la notifica) e attivando una rete di vigilanza sui prodotti una volta messi in commercio.

(Cohen PA. Hazards of Hindsight. Monitoring the Safety of Nutritional Supplements. N Engl J Med 370, 1277-80, 2014)

Gli integratori

Sempre più si va scoprendo che tra gli integratori alimentari e prodotti naturali si annidano  prodotti pericolosi per la salute.

E’ necessario che sul dossier notificato al Ministero della Salute vi siano prove dell’innocuità del prodotto e che la sicurezza dei prodotti venga monitorata post-vendita.

(Cohen PA – Hazards of hindsight. Monitoring the safety of nutritional supplements – NEJM 370, 1277-80, 2014)

 

I grassi trans sono da evitare

I grassi trans sono grassi parzialmente idrogenati e si presentano spesso come margarina. Essi sono da ritenersi pericolosi per la salute, come e più dei grassi saturi di origine animale o vegetale. Dal 1990 è noto che essi aumentano il rischio cardiovascolare, incrementando il colesterolo LDL (lipoporoteine a bassa densità) e riducendo quello delle lipoproteine ad alta densità (detto colesterolo buono). In realtà un’alimentazione sana deve evitare per quanto possibile sia i grassi trans che i grassi saturi (specie animali, come quelli presenti nella carne e nei formaggi). La dieta prevalentemente (o totalmente) vegetariana deve proprio all’assenza di questi grassi i suoi effetti benefici.

(Kuehn BM. FDA moves to further reduce trans fat in food. BMJ 310, 2386, 2013)

Dieta mediterranea e AHEI 2010

La dieta mediterranea e la dieta AHEI 2010 (che è una dieta mediterranea allargata) riducono di molto (30%) la mortalità, soprattutto quella legata ad infarto del miocardio e ad altri incidenti cardiovascolari.

L’Alternative Healthy Eating Index 2010 (AHEI 2010) è una variante della Dieta Mediterranea, che include 11 componenti:

Alimento – Quantità

1.  Vegetali – molto

2.  Frutta – molto

3.  Noci e legumi – moderatamente

4.  Carne rossa e processata – poco e saltuariamente

5.  Bevande zuccherate – no

6.  Vino rosso – poco (100 mL/dì)

7.  Acidi grassi poli-insaturi e polifenoli – moderatamente
(olio d’oliva extravergine, non altri olii anche d’oliva)

8.  Grassi trans – poco

9.  Omega-3 (pesce) – moderatamente

10. Farine integrali – molto

11. Sodio – poco

(Estruch R, Ros E. Eat healthy diet and drink wisely to post-pone dying if you survived a myocardial infarction? Yes, but randomized clinical trials are needed. JAMA Intern Med 173, 1819-20, 2013)

Aspartame

Il 10 dicembre 2013 l’EFSA (European Food Safety Authority) ha concluso che l’aspartame e i suoi metaboliti alle dosi utilizzate sono privi di effetti dannosi per l’uomo.

(eufic@eufic-org)