Premesse
Il Servizio Sanitario Italiano, a ragione vanto del nostro Paese, è da anni in affanno e provoca crescenti disservizi e relativo malcontento dei cittadini utenti. Le cause di questo crescente malessere sono facilmente individuabili:
1) l’esplosione delle conoscenze e relativi prodotti di diagnosi e cura di cui tutti noi ci rallegriamo comporta anche una esplosione di costi e spesa pubblica
2) la prescrizione impropria da parte di medici, in molta parte giustificata dalla cosiddetta medicina difensiva e dal contenzioso con gli utenti
3) le insufficienti risorse economiche dello Stato per aumentare le retribuzioni al personale sanitario e per gli investimenti più necessari
4) vistosi difetti di organizzazione e gestione della sanità, generati da vincoli sempre più stringenti e da scarsa capacità dei decisori di cambiare e di rapportarsi con le best practices italiane e straniere.
Tralascio di commentare i punti 2, 3, 4 e mi limito a commentare il primo.
Oggi gli italiani hanno un’attesa di vita molto lunga (~84 anni), ma un’attesa di vita in salute molto inferiore (~72 anni) giacchè ben poco è stato fatto finora per prevenire nella popolazione adulta la comparsa di malattie croniche invalidanti come quella cardiovascolare, tumori, demenze, malattie polmonari, dismetabolismi, che sono responsabili di tali patologie e che sono provocate in massima parte da stili di vita inappropriati, quali fumo, alcol, alimentazione eccessiva e scorretta, sedentarietà. Se questi modi di vivere non salutari non vengono prevenuti quando le persone sono ancora apparentemente in buona salute, la spesa sanitaria, assistenziale, pensionistica continuerà a crescere in modo insostenibile. Accanto alla Medicina che cura dobbiamo quindi attivare una Medicina che previene e che si adoperi attivamente per far capire ai cittadini apparentemente sani che loro stessi devono proteggere la loro salute dagli insulti che il mondo moderno continuamente porta alla salute. Uno dei modi più efficaci è utilizzare il Libretto della Salute, che offre all’assistito di collaborare con il proprio medico a proteggere la sua salute.
Oltre a questa valorizzazione della Prevenzione Primaria Proattiva a basso costo, bisogna comunque porre mano alla buona organizzazione e alla riduzione degli sprechi, cosa peraltro possibile, con alcune iniziative quali quelle elencate di seguito.
Proposta da valutare
- Gli Ospedali dei grandi centri urbani possono inserire al proprio interno (o in prossimità)
a) una Casa di Comunità accanto al Pronto Soccorso che dopo il triage infermieristico possa accogliere i codici non urgenti o urgenti (non emergenza!), lasciando al Pronto Soccorso i codici più importanti
b) un Ospedale di Comunità per le dimissioni protette
c) un Residence per medici interni (residenti) e per assistenti sanitari non medici residenti (infermieri, psicologi medici, biologi, altri).
2) Vengono istituite nuove figure professionali dipendenti dal Servizio Sanitario Nazionale, a tempo pieno:
a) Medici Internisti di Medicina Generale (MMG) per funzioni di Responsabile Medico di Reparto nei Reparti Chirurgici specialistici (Hospitalist), dirigenti di Ospedali di Comunità (Capo Primario, Aiuto, Assistente territoriale), Promotore della Salute nelle Case di Comunità e Assistente del MMG per attività ambulatoriale e domiciliare
b) ogni Ospedale urbano può offrire una residenza gratuita e mensa alle figure professionali interne finchè prestano servizio in quelle strutture e che si rendono disponibili per servizi di guardia o altro a beneficio della buona funzionalità della struttura.
3) Queste nuove figure professionali dovrebbero essere preparate a cura delle Regioni di appartenenza con programma concordato con le Università ad eccezione della nuova Specialità di Medicina Interna Generale, di competenza universitaria, in accordo con la Regione (autonomia differenziata)
4) Alle strutture suddette (Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Ospedali per acuti) competono anche funzioni didattiche (aggiornamento del personale, tutoraggio dei giovani professionisti, ecc.) e la valutazione del personale e della qualità dei servizi esterni per i cronici (RSA, riabilitazione)
5) L’Ospedale e le strutture territoriali maggiori riattivano propri servizi interni di mensa per personale e degenti, ingegneria sanitaria, lavanderia, ecc., anche in consorzio.
6) Va ripensata la ricettazione farmaceutica degli Ospedali e il loro collegamento con i MMG del territorio. La ricettazione incontrollata è responsabile di grande spreco e ci vuole un unico responsabile MMG intraospedaliero di Reparto che funga da prescrittore per i Reparti e gli Ambulatori ospedalieri che operi in collegamento con il MMG che opera nel territorio. I prescrittori devono essere monitorati con il metodo Campari/KPMG e in bench marking predefinito.
7) Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale pubblico debbono progressivamente organizzarsi in Consorzi per gestire il personale ed evitare il ricorso a Cooperative e professionisti esterni (gettonisti).
8) Le Regioni devono finanziare il nuovo schema con avanzi di bilancio e dopo una sperimentazione triennale (autonomia differenziata)
9) Le Regioni debbono istituire un servizio ispettivo sulla qualità dei servizi erogati dalle strutture pubbliche e private accreditate, collegate coi NAS ai quali vengono segnalate le inadempienze più importanti, ma che hanno anche poteri di intervento diretto (autonomia differenziata). La buona qualità deve essere premiata come titolo di carriera e con dividendi sui risparmi.
Questi scenari devono estendersi alle RSA e alle strutture residenziali territoriali, anche al fine della proporzionalità tra qualità e retta (lavoro Sirchia-Campari).
Anche i NOC devono essere potenziati: essi hanno funzione di controllo contabile e devono riferirsi alla Guardia di Finanza.
10) Deve essere costruita una carriera per il personale che opera nelle strutture territoriali come dipendente, analoga a quella ospedaliera (Primario, Aiuto, Assistente senior e junior): il loro operato deve essere valutato per i contenuti professionali e per le soft skills (autonomia differenziata).
11) E’ tempo di prevedere anche la Prescrizione sociale, quando la patologia ha importanti cause di tipo socio-economico (solitudine, povertà, ecc.), in analogia a quanto è in atto in Gran Bretagna (prescrizione da parte del MMG su proposta del Promotore di Salute).
12) Le RSA debbono dipendere per la clinica da una Casa di Comunità e da un Ospedale di Comunità convenzionato e dipendere funzionalmente da questi.
13) Alla Casa di Comunità dovrebbero anche far capo i cosiddetti Custodi o Visitatori socio-sanitari (Health Visitors) ossia persone che con frequenza all’incirca settimanale visitano proattivamente gli anziani soli e indigenti al loro domicilio per verificarne le condizioni abitative e di salute, aiutandoli, anche con l’apporto del volontariato, a risolvere i loro problemi contingenti per quanto possibile. I Custodi socio-sanitari sono stati sperimentati con successo a Milano negli anni ’90 (vedi Sirchia Parravicini, 2010).
Girolamo Sirchia
Milano, 30 marzo 2026
