In Italia il 25%della popolazione consuma il 75% del Fondo Sanitario Nazionale: si tratta delle persone che hanno più di 65 ani di età, e che vivono mediamente fino a 83 anni, ma la cui salute negli ultimi 15 anni di vita non è più buona. Essi sviluppano infatti una o più malattie croniche degenerative da invecchiamento, che sono invalidanti e necessitano di assistenza sanitaria e sociale. Negli ultimi due decenni vi è stata un’esplosione delle conoscenze e sono stati prodotti farmaci e mezzi di diagnosi e cura molto innovativi ed efficaci, ma anche molto costosi, che hanno contribuito a far esplodere la spesa sanitaria e a rendere il Servizio Sanitario Nazionale difficilmente sostenibile. Questa categoria di pazienti cronici è diventata quindi il target principale di ogni intervento di contenimento della spessa sanitaria. Ciò si può ottenere solo prevenendo o ritardando la comparsa clinica delle principali patologie legate all’invecchiamento, ossia le malattie cardiovascolari, demenze, COPD, tumori, dismetabolismo glucidico e lipidico, sarcopenia e disturbi dell’equilibrio con cadute e fratture.
La prevenzione più efficace è quella primaria, che si effettua quando le persone hanno un’età inferiore ai 65 anni e sono apparentemente sane ossia libere da malattie croniche invalidanti; queste ultime in larga misura non sono di tipo genetico, ma sono provocate da stili di vita non salutari, fattori ambientali e socio-economici. Per conoscere questi fattori e appurare i modi di vivere dei soggetti in esame è necessario disporre di una serie di informazioni accurate ed affidabili sulla loro storia medica e quindi di un’anamnesi ben fatta, che, come dicevano i vecchi maestri, è la bussola che guida il medico verso una diagnosi corretta, seguita da una visita medica esperta ed accurata. Questo incontro del medico con il paziente esige tempo e purtroppo oggi il medico dispone di un tempo limitato in quanto oberato da impegni propri e impropri. Non meraviglia quindi che l’anamnesi sia spesso frettolosa e inaccurata e quindi incapace di fornire risposte accurate e dettagliate circa le abitudini del soggetto, l’uso di tabacco e altri prodotti contenenti nicotina, l’uso di alcolici, quantità e qualità dell’alimentazione, la sua attività fisica, la sua capacità cognitiva, le sue condizioni economiche, i suoi rapporti sociali, l’inquinamento dell’ambiente in cui vive, ecc.
Per ovviare a questa fondamentale carenza, la Fondazione Il Sangue Milano ha messo a punto un Libretto della Salute personale che inizia una App “Anamnesi” scaricabile gratuitamente sul proprio telefono mobile, che il soggetto compila prima dell’incontro con il medico in tutta tranquillità ed eventualmente con l’aiuto di famigliari e personale sanitario, che aggiorna sistematicamente ad ogni incontro con il suo Medico di Medicina Interna Generale e altri specialisti e che può trasferire al medico in occasione di ogni incontro. La App “Anamnesi” è stata sperimentata presso la Casa di Comunità di via Rugabella a Milano, afferente alla ASST Sacco Fatebenefratelli, grazie all’impegno e alla aperta collaborazione della dirigenza di questa struttura regionale. La App consente di disporre di affidabili dati sugli stili di vita e consente di attuare la cosiddetta Medicina Predittiva, che ci informa sul rischio di un soggetto apparentemente sano di sviluppare nel futuro una malattia da invecchiamento. Consente inoltre di definire la Health Span, ossia gli anni che gli restano liberi da malattie croniche rispetto alla Life Span, ossia la durata media della vita. Queste ed altre informazioni possono essere utilizzate per:
- Indurre il soggetto in esame a modificare le sue eventuali abitudini di vita nocive
- valutare l’efficacia dei provvedimenti presi
- stratificare il rischio (basso, medio, alto) per fini organizzativo-gestionali (priorità di accesso ai Servizi Sanitari).
Ovviamente si tratta di programmi sanitari di durata medio-lunga in quanto strutturali, che non escludono però anche interventi a breve. Uno di questi è la moderazione della domanda (ossia prescrizione di farmaci ed esami) da parte dei Medici di Medicina Interna Generale; analizzando le loro prescrizioni e il loro costo si nota una grande diversità di pratica tra medico e medico, e questo dato mostrato al medico è spesso sufficiente a modificarne il comportamento, senza bisogno di provvedimenti sanzionatori, ma allo scopo di lavorare tutti e di collaborare ad un obiettivo di Quality Assurance, premiante sia sul piano culturale che di valorizzazione delle Best Practices. Vi sono anche altre attività che moderano gli sprechi, sia sul territorio che negli Ospedali. Si tratta ora di aiutare le Regioni a costruire un Piano di Revisione del Servizio Sanitario Nazionale ben costruito e gestito. Il Servizio Sanitario Nazionale è un grande privilegio per gli Italiani, un bene assoluto che ognuno di noi ha interesse a preservare e migliorare in quanto universale, non discriminante, gratuito al punto di erogazione anche per patologie molto onerose; pochi Paesi nel mondo possono vantare un Servizio Sanitario come il nostro. Certo non mancano alcuni difetti, ma questi sono prevalentemente di tipo organizzativo-gestionale e sono risolvibili. Tutti noi possiamo contribuire a questo miglioramento se comprendiamo il valore della nostra salute e dei modi per difenderla. La Fondazione Il Sangue Milano è disponibile a fornire tutto il supporto culturale, operativo e finanziario con i suoi quattro Gruppi di Lavoro e gli esperti che li compongono.
Girolamo Sirchia
Segretario Tesoriere
Allegati:
1) La Fondazione Il Sangue e la sua attività
2) La App “Anamnesi”
3) Chi siamo
Milano, 18 marzo 2026
