Cosa vogliono gli italiani?

Alle recenti consultazioni politiche più di metà degli italiani ha votato per i partiti tradizionali, e così ha legittimato il loro operato che tanto spesso tutti noi critichiamo: incapacità, privilegi, disonestà. Proprio una bella incoerenza. Io credo però che molti di essi non si sono resi conto di incoraggiare i vecchi partiti a continuare nel loro consueto operare. Alcuni hanno sperato di scegliere il male minore (Berlusconi ci leva l’IMU!), altri hanno votato perché molti italiani pensano che votare sia un dovere civico. Altri ancora hanno votato per fedeltà al partito, cui da sempre hanno dato il voto. Solo il 45 per cento circa ha votato Grillo o non ha votato, cioè ha mandato il segnale:”Basta con questa classe politica incapace e disonesta, non vi vogliamo più, vogliamo gente nuova e degna”. Alcuni oggi vagheggiano che, se andasse Renzi alla guida del PD, si farebbe un balzo in avanti. Penso che si illudano. Renzi è figlio di questa nomenclatura, è cresciuto nelle stanze del partito, è vissuto solo di politica e non è capace di fare altro e di farla come gli è stata insegnata. Molti ritengono peraltro che Grillò non sia affidabile; è vero, ma il suo merito è quello di rompere gli equilibri e le collusioni della vecchia politica, di fare una rivoluzione non violenta. L’alternativa sarebbe la violenza e a questa si rischia di arrivare se le cose non cambieranno; in particolare, se non sapremo imporre all’Unione Europea una linea più ragionevole, che tenga conto innanzi tutto della nostra economia reale e delle sue gravi condizioni. La minaccia di ritorsioni, se non fosse accolta la nostra richiesta di poter tollerare per più tempo il nostro debito pubblico, ossia di darci più tempo per rientrare, va usata al più presto. Siamo ancora un mercato ricco ed interessante, facciamolo valere. Ma per fare questo ci vuole gente credibile, abile ed esperta, che sappia combattere senza riguardi e condizionamenti; non i pecoroni che ci governano o che ambiscono a farlo.
Non so se si tornerà a votare presto, ma è probabile. Ormai i colpi di scena (se non di Stato) sono frequenti: prima il Governo Monti, ora il Governo dei Saggi o Facilitatori. Quando si tornerà a votare dovremo decidere davvero: vogliamo legittimare ancora questa politica e assicurarle di sopravvivere o finalmente cancellarla per sempre e tentare di mandare in politica gente nuova, che abbia alle spalle un passato di capacità e di lavoro invece che di furbizie e di intrighi? Se la risposta è la seconda, smettiamo di votare per coloro che vogliamo cacciare, anche se il loro ben noto trasformismo ci mostrerà alcuni Renzi al posto dei vecchi Bersani o Berlusconi.

Girolamo Sirchia

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