Il profitto senza vincoli etici e i cambiamenti climatici

Tutti abbiamo sentito dire che è in atto un riscaldamento della Terra, e che questo fenomeno mette a serio rischio l’esistenza della vita sul pianeta. In effetti in poco più di un secolo (da fine ‘800 ad ora) la temperatura del globo è cresciuta di 1,1-1,2°C e la crescita continua incessante. Le conseguenze sono uno sconvolgimento climatico con un susseguirsi di eventi estremi, scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, crescita del livello dei mari, inondazioni, carestie, siccità e conseguenti ripercussioni sul mondo animale e sulla società umana, con migrazioni, diseguaglianze, violenza e guerre.
Io credo che sia opportuno però far capire alla gente perché e come si è arrivati a questo punto, così che tutti possano impegnarsi in prima persona a mettere un freno a questo degrado.
Alla base del fenomeno climatico vi è la liberazione nell’atmosfera dei cosiddetti gas serra, e primariamente di CO2, metano e polveri sottili che impongono un cappotto alla Terra riducendo la dispersione del calore generato dal sole. Ma da cosa dipende l’aumento atmosferico di gas serra? Due mi sembrano le principali cause.

  1. Il crescente numero di abitanti sulla Terra, che ha raggiunto quest’anno gli 8 miliardi con una crescita esponenziale, che si è raddoppiato dal 1900 (quando si stimava che il numero fosse di circa 1,6 miliardi) al 1950 (quando il numero raggiunse i 2,5 miliardi), e ha poi registrato oltre 6,1 miliardi alle soglie del 2000 e gli 8 miliardi nel 2022.
  2. Gli interessi di gruppi organizzati economicamente potenti che, seguendo il modello strategico messo in atto dai produttori di sigarette da oltre un secolo, hanno investito ingenti somme di denaro per creare modelli sociali di comportamento utili a generare consumi e profitti, anche se sganciati da vincoli etici, primariamente la salute e il benessere dell’uomo e il rispetto dei suoi diritti elementari. La grande abilità di sollecitare i desideri delle persone e di crearne dei nuovi, la collusione con numerose élite della società (politica, scienza, Università, medicina, giornalismo), la sistematica disinformazione con occultamento della realtà, il negazionismo delle conseguenze nefaste del loro operato, l’esperta difesa legale dei loro interessi e l’abile azione di lobbying tesa ad evitare che i governi possano emanare provvedimenti per loro pericolosi, il continuo giustificare il loro operato come contributo a generare posti di lavoro e benessere per i lavoratori hanno reso questi Gruppi di interesse davvero potenti e difficilmente attaccabili.
    La strategia mutuata dai produttori di sigarette, adottata nella produzione di combustibili fossili, negli allevamenti intensivi e nelle coltivazioni industriali ad uso umano ed animale, si è più recentemente estesa ad altri settori, come quello alimentare o degli alcolici. Non è certo sfuggita a nessuno l’insistenza dei media sulla “cultura culinaria”, la promozione insensata di un consumo esagerato di cibo in una popolazione nella quale l’obesità è in crescita con i conseguenti danni alla salute e all’economia. Né è certo sfuggita ad alcuno la nuova moda di sedere al bar per consumare aperitivi alcolici in una popolazione dove l’alcolismo e i suoi rischi sono in aumento; a poco servono i richiami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla tossicità dell’alcol specie nei giovani e sulla sua dimostrata capacità di contribuire a causare tumori.
    Ma anche il turismo di massa si è avviato da tempo sulla stessa strada, inserendosi a pieno titolo nella follia di un consumismo e di una globalizzazione che assorbono energie e generano grandi quantità di scorie, perché tenendo bassi i prezzi e sempre incalzando con le novità della produzione si inducono le persone a gettare i prodotti piuttosto che a ripararli e a godere smodatamente di servizi di cui non hanno necessità alcuna e da cui non traggono alcun vantaggio.

Alla luce di tutto ciò io credo che se non vengono posti limiti etici al profitto, e primariamente il rispetto assoluto del valore supremo della vita, della salute e del benessere di tutti gli esseri umani, il futuro dell’umanità non potrà che essere fosco.
Ma tutto ciò va illustrato alle popolazioni con un linguaggio comprensibile, utilizzando mezzi che raggiungano e sollecitino la loro attenzione. Iniziative come quella intrapresa recentemente da un Gruppo privato per sottolineare i danni della disinformazione sono lodevoli e andrebbero potenziate, ma nel contempo bisognerebbe che non vedessimo evidenti compiacenze dei governi verso la produzione di tabacco e il consumo di alcolici.
Se si cominciasse a rispettare veramente quella “Health in all policy” che anche l’Italia ha accettato (cioè valutare l’impatto di ogni provvedimento governativo sulla salute e bloccare quelli che la possono compromettere) faremmo già un grande passo avanti. Una Convenzione Quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su questo tema, come fu quella di contrasto al tabacco del 2004 con il coinvolgimento di ben 192 Paesi e dell’Unione Europea, potrebbe essere un primo concreto avvio al cambiamento.
E’ indubbio che se ognuno di noi non capisce fino in fondo cosa c’è all’origine di questo calamitoso cambiamento climatico e non si impegna in prima persona a contrastare il profitto amorale di alcuni a danno di tutti gli altri, non avremo via di scampo.
Per salvare il pianeta l’Organizzazione Mondiale della Sanità invita ognuno di noi ad affrontare tre sfide globali:
1) lavorare subito per un mondo in cui aria, acqua e cibi salutari siano a disposizione di tutti
2) sospingere con fermezza le economie e i governi alla salvaguardia della salute e del benessere dei popoli
3) rendere le città vivibili e indurre ogni persona a prendersi cura della salute propria e dell’ambiente.
E’ quindi necessario che l’iniziativa non venga lasciata solo alle Istituzioni pubbliche, ma coinvolga soprattutto quelle private e i singoli cittadini che devono innanzitutto essere pronti a rinunciare a prodotti e servizi non indispensabili, a rifuggire da tutti quei falsi bisogni indotti dalla martellante pubblicità, manifesta e occulta, dei Gruppi di interesse, schierandosi apertamente a favore di una vera politica a favore dell’uomo e dell’ambiente, ma anche dando un fattivo contributo a questa politica di risorgimento morale e materiale.

Assoverde per il libro di Focus 2022

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