Un Movimento per un’Italia senza fumo

In un incontro organizzato dalla Società Italiana di Tabaccologia in data 26 novembre 2020 rilevavo che nei 15 anni seguiti alla promulgazione della Legge n.3 del 16/01/2003, art.51 “Tutela della salute dei non fumatori” il progresso nella lotta al fumo in Italia è stato poco significativo e anche una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità con Doxa non mi sembra indicare grandi progressi verso un’Italia libera dal fumo. Elencavo allora le ragioni di questa stagnazione, che sono fondamentalmente da riconoscere nella grande abilità e grandi disponibilità finanziarie della filiera del tabacco (a cominciare dai produttori) e nella debolezza con cui i vari Governi che si sono succeduti dopo il 2005 hanno contrastato questa forza di penetrazione. Cosicchè, malgrado i danni conclamati causati dal fumo sia alla salute pubblica, sia alla finanza pubblica, l’epidemia del fumo in Italia continua indisturbata.
Ancora di recente la letteratura scientifica statunitense ci dice che:

  • il 10% dei fumatori in USA ha una malattia correlata al tabacco (1)
  • ogni anno negli USA l’uso del tabacco determina 193 miliardi di US dollari in costi sanitari e ridotta produttività (in parti uguali) (1,2)
  • ogni fumatore costa 1.623 US dollari/anno in costi sanitari e 1.760 US dollari in produttività persa (totale = 3.383 US dollari/anno nel 1999) (3)
  • il fumatore perde 13-14 anni di vita.
    Da una decina d’anni, inoltre, hanno fatto la loro comparsa sul mercato le cosiddette sigarette elettroniche (e-cigarettes) che non bruciano tabacco, ma vaporizzano miscele di composti chimici contenenti nicotina e le IQOS, che riscaldano, ma non bruciano sigarette di tabacco. L’utilità e la nocività di questi prodotti sono ancora incerte (4,5) e alcuni ritengono che, se usate per breve tempo, possono essere utili per smettere di fumare, mentre possono fungere da strumenti di riduzione del danno se usate per lungo tempo nei fumatori incalliti che non intendono smettere di fumare. Esse però non sembrano del tutto innocue e vi è il rischio che inducano i non fumatori (specie i giovani) ad iniziare e divenire dipendenti dalla nicotina (4) e quindi affetti da una condizione cronica recidivante (6).
    Quattro anni fa abbiamo visto il Presidente del Consiglio in carica partecipare alla posa della prima pietra e poi alla inaugurazione di uno stabilimento di una Multinazionale per la produzione di prodotti del tabacco in Emilia Romagna e il Segretario di un grande partito ne ha seguito l’esempio visitando lo stabilimento due anni dopo. I produttori peraltro continuano ad investire enormi risorse per promuovere in modo occulto i loro prodotti e per bloccare qualunque iniziativa che contrasti il fumo. Televisioni e film non fanno che proporre fumo, alcol, alimenti nocivi alla salute, gioco d’azzardo, etc. L’opinione pubblica e anche la classe medica sembrano abbastanza lontani dal problema, come se combattere questa epidemia fosse compito di qualcun altro. Il risultato è che tutti noi paghiamo un caro prezzo.
    Alla luce di questa inerzia istituzionale concludevo che affinchè la lotta la fumo e ai suoi succedanei riprenda con forza, è necessario che l’opinione pubblica prema e sospinga le Istituzioni preposte a ben operare e a questo scopo proponevo che nascesse un Movimento Antifumo nel quale potessero confluire, oltre ai già impegnati soggetti istituzionali (2,6), anche attivisti di varie Associazioni e Movimenti insieme alle Società Scientifiche, alle Associazioni di persone che hanno subito danni dal fumo e ai Movimenti ambientalisti. Più precisamente:
  • ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ (GUIDA E COORDINAMENTO)
  • SOCIETÀ SCIENTIFICHE E FISM
  • MOVIMENTI AMBIENTALISTI (LEGA AMBIENTE, WWF, ITALIA NOSTRA)
  • ASSOCIAZIONI DI PAZIENTI DANNEGGIATI DAL FUMO (BPCO, CANCRO (6,7), CARDIOPATICI, ASMATICI, BAMBINI)
  • LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI E ASSOCIAZIONI CONTRO IL CANCRO (6,7)
  • AGENZIA NAZIONALE PER LA PREVENZIONE
  • SMOKE FREE EUROPE (ANTONELLA CARBONE)
  • ASSOCIAZIONI DI ANIMALISTI
  • COMUNICATORI, INCLUSI INFLUENCER
  • FINANZIATORI.

Un Movimento Antifumo quindi che potesse anche sollecitare l’attenzione di finanziatori e professionisti dei nuovi modi di comunicazione, capaci di far sapere agli Italiani quanti artifici, bugie e azioni corruttive vengano messi in atto dai produttori.
A mio avviso, questo Movimento dovrebbe iniziare la propria azione invocando iniziative che non richiedono nuove leggi, ma che utilizzano quelle già esistenti quali:

➊ Non riconoscere come diritto l’abbandono del posto di lavoro per fumare ➙ si fuma solo nell’intervallo pranzo o ricreazione.
➋ Nei gazebo o dehors dei bar e ristoranti valgono le stesse regole antifumo del locale primario.
➌ Le ASL fanno un piano di controllo sui luoghi di lavoro e le Forze dell’Ordine sui locali pubblici. I cittadini chiamano un numero verde per segnalare le situazioni irregolari e chiedere interventi.
➍ I datori di lavoro possono inserire benefit per il personale non fumatore e penalità per chi fuma. Il datore di lavoro infatti spende di più per il dipendente fumatore (malattia, rischi incendio, inquinamento).
➎ La dispersione dei mozziconi a terra deve essere oggetto di vigilanza e sanzionata senza eccezioni .
➏ Bisogna che i Comuni vengano premiati per l’estensione del divieto di fumo in aree pubbliche cittadine.
➐ E’ necessario investire per convertire le colture di tabacco.
L’incontro del 31 maggio 2021, con gli auspici dell’Istituto Superiore di Sanità e della Dr.ssa Pacifici in particolare che da anni si adopera per far conoscere la realtà italiana potrebbe essere una Assemblea Costituente del nuovo Movimento se troverà la Vostra convinta adesione e volontà di iniziare un nuovo modo di far valere la volontà del popolo italiano di tutelare la salute pubblica.

Riferimenti bibliografici

  1. MMWR. 2008;57:117-122. CDC. State Medicaid Coverage for Tobacco-Dependence Treatments – United States, 2006
  2. MMWR. 2008;57:1226-28. CDC. Smoking Attrbutable Mortality, Years of Potential Life Lost, and Productivity Losses – United States, 2000-2004.
  3. MMWR. 2002;51:300-303. CDC. Annual Smoking Attributable Mortality, Years of Potential Life Lost, and Economic Costs – United States, 1995-1999.
  4. Rigotti NA. Randomized trials of e-cigarettes for smoking cessation. JAMA 324, 1835-37, 2020.
  5. Editorial. Confusion around heated tobacco products. BMJ 2020;370:m3528.
  6. Redfield RR et al. Redoubling Efforts to Help Americans Quit Smoking – Federal Initiatives to Tackle the Country’s Longest-Running Epidemic. New Engl. J Med. 383;17, 1606-9, 2020.
  7. JAMA Patient Page. JAMA, 324;14, 1475, 2020. Matulewicz RS et al. Smoking Cessation and Cancer Survivorship.

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