La verità clinica e i rapporti con il paziente

Il medico coscienzioso cerca di porsi nei confronti del paziente in modo autorevole aggiornando le sue conoscenze e la sua pratica. La conoscenza medica tuttavia è precaria (giacchè quello che è vero oggi può essere smentito domani) e la qualità della pratica è soggettiva e talora discutibile. Proprio questo divenire delle cose rende molto difficile al medico affermare in modo categorico la proposta clinica al paziente, se prima non spiega i limiti del suo consiglio. Ma questa onesta posizione può essere interpretata come incertezza e non conquistare la fiducia del paziente, che si avventura perciò alla ricerca di seconde opinioni o peggio di opinioni raccolte sull’web da sorgenti di vario tipo. Spesso il paziente ne risulta confuso, incerto, dubbioso, ansioso e disperato e diviene negativo verso i medici e la scienza medica. Che fare?

➊ Il medico deve migliorare continuamente le sue conoscenze e la sua pratica clinica, possibilmente partecipando a gruppi di colleghi guidati da maestri di valore e ascoltando i pazienti per capirne i problemi1.
Essendo questa la situazione, l’autorevolezza del curante e la fiducia che il paziente ripone in lui dipendono in grandissima misura dalle doti umane del medico e dalla sua capacità di rapportarsi e comunicare con il paziente. Se il medico ha empatia o meglio simpatia in senso etimologico (sym-patheia, soffro insieme), il paziente si affida a lui, altrimenti diffida di lui. Mi affido a te perché malgrado i tuoi limiti mi vuoi bene e partecipi alla mia angoscia, al mio dolore fisico e psichico, alla sofferenza dei miei cari e di quanti mi amano.

➋ L’Istituzione sanitaria più autorevole deve parlare al pubblico, raccogliere le domande, rispondere ai quesiti e ai dubbi. Il Ministero della Salute o altra Istituzione sanitaria pubblica possono essere questo soggetto e gestire un Servizio Telematico con la collaborazione di scienziati autorevoli, cogliendo il nocciolo dei problemi e dando risposte chiare, sollecite, corrette e non interessate sia ai pazienti che ai medici che lo interpellano (consulto telematico).

Perché quanto sopra possa realizzarsi è necessario un Piano mirato che inizi già dal curriculum studiorum universitario che necessita di una radicale revisione in molti ambiti2, compresi l’insegnamento della corretta comunicazione dei medici con i pazienti e la società tutta e una valutazione del comportamento del medico all’interno di un processo di rivalidazione professionale periodica.

1) Salisbury H. Patients are the best teachers. BMJ 2019;356:l4494.
2) Green M et al. Medical Education 2020. Charting a path forward. JAMA 322, 934-35, 2019.

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