Il Servizio Sanitario italiano. Luci ed ombre

(Riassunto del Rapporto Oasi 2013 presentato il 20 gennaio 2014 dal Cergas Bocconi)

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano:

1. è sobrio (spesa pro capite US$ 2,418, assai meno degli altri europei avanzati, inclusa la Gran Bretagna). Nel 2012 la spesa sanitaria è aumentata rispetto al 2011 di solo 0,8%; l’aumento dal 2001 al 2010 è stato solo del 4,1%.

2. con un disavanzo in calo: 1 miliardo di Euro nel 2012, pari allo 0,9% della spesa pubblica corrente.

3. è appropriato: quarto per inappropriatezza dal basso rispetto ai Paesi europei.

Quali sono i problemi?

1. Ha investito troppo poco per tecnologia e infrastrutture (€ 59 pro capite).

2. Ha investito poco nella riorganizzazione dei servizi (necessaria per i cambiamenti epidemiologici) e nella sperimentazione di soluzioni organizzativo-gestionali nuove.

3. Le Regioni in Piano di rientro hanno tagliato su personale, farmaci, servizi al pubblico, con tagli lineari che non tengono conto di merito, qualità, importanza, ma lasciano intatte le ridondanze ad ogni livello e non incidono affatto sull’organizzazione (esempio piccoli Ospedali che non vengono trasformati in strutture intermedie e inseriti in Aziende-Rete, né chiusi).

4. Continua o peggiora il divario tra le Regioni per i servizi sanitari, con relativa migrazione dei pazienti (che si riduce per mancanza di mezzi di questi ultimi). Anche il socio-sanitario è in sofferenza. In sintesi le Regioni in Piano di rientro hanno dimostrato di non sapere migliorare la performance sanitaria, e hanno speso meno a spese dei malati e del personale. Mancando gli standard di quantità, qualità e costo dei servizi erogati e di un Ministero che rilevi le inadempienze è anche difficile un vero intervento correttivo, e viene così leso il diritto alla salute di alcuni cittadini.

5. Ritardati pagamenti ai fornitori, con conseguenze gravi sull’economia delle imprese fornitrici, aumento del contenzioso, gravi ritardi del sistema giudiziario che riduce la certezza del diritto e alla fine costi maggiori per la finanza pubblica (interessi da pagare, corruzione, contenzioso, ecc.).

6. Demotivazione del personale, le cui assenze sono un poco più elevate di quelle registrate in altri ambiti della Pubblica Amministrazione.

7. Continua a mancare un vero chronic disease management con presa in carico, continuità delle cure, rete di servizi di prossimità.

8. I contratti di lavoro sono molto rigidi e la quota variabile dello stipendio è quasi inesistente.

9. Centralismo regionale. La Regione non si limita a programmazione e controllo, ma pianifica rigidamente e gestisce, svuotando di significato le Aziende sanitarie che non sono autonome. Le nomine e gli appalti hanno inoltre una contaminazione politica inaccettabile.

10. Continuano gli sprechi (spese improduttive).

Cosa ci serve

1. Ridisegnare l’Welfare, riunendo assistenza sociale e sanitaria, incluse le strutture intermedie, in una rete di servizi socio-sanitari che poggi su Case della Salute e includa Ospedale locale, RSA, medici di medicina generale nel loro studio, e domicilio, con un efficace chronic disease management.

2. Realizzazione delle ARS (Aziende Rete dei Servizi Sanitari e Sociali), vigilate dalla ASL che deve valutare i risultati di quantità, qualità e costo dei servizi e applicare azioni correttive.

3. Istituire Poliambulatori-Guardia Medica per le prestazioni urgenti (lasciando solo le emergenze al Pronto Soccorso) e le visite domiciliari nei centri molto popolari, a supporto dei medici di medicina generale che operano isolati.

4. Aggiornare e motivare il personale con contratti meno rigidi, riconoscimento dei meriti, didattica e ricerca. Potenziamnento delle capacità di management. Ripensare la libera professione dei medici in modo più liberale.

5. Investire in infrastrutture e tecnologia, ma anche in innovazione e ricerca sanitaria e in nuovi modelli di organizzazione e gestione.

6. Diminuire l’invadenza della politica in sanità, principalmente sottraendo alla politica le nomine.

Rapporto Oasi 2013 presentato il 20 gennaio 2014 dal Cergas Bocconi su www.sossanita.it/doc/2014_01_OASI_Cap9_2013.PDF

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