Le liberalizzazioni

“Liberalizzare” o “massimizzare le scelte” è diventato un mantra dei politici. Il presupposto da cui partono è che tutti gli individui, quasi sempre, sappiano compiere scelte che sono nel loro migliore interesse. Ciò è falso. I cittadini possono fare buone scelte nei contesti in cui hanno esperienza, buone informazioni e riscontro immediato, ma certamente non negli altri campi, dove per di più possono essere manipolati e influenzati da architetti delle scelte mossi da interessi organizzati (Thaler RH and Sunstein CR. Nudge: improving decisions about health, wealth and happiness. Yale University Press, 2008. Edizione italiana di Feltrinelli Editore, 2009).
Inoltre le liberalizzazioni possono causare danni. Ad esempio le restrizioni ad alcuni esercizi commerciali (cosiddetto zoning, molto usato dalle Amministrazioni Comunali negli USA) in alcune aree delle città (come tabaccai, vendite di alcolici o alimenti e bevande molto calorici e scarsi di nutrienti, vicino alle scuole) diventano difficili. Infine alcuni (quali tassisti o farmacisti) che hanno speso molto per acquisire le licenze subiscono un deprezzamento del loro capitale.

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