Le sentenze sul fumo di Italo Svevo (Spigolature)

Italo Svevo nella “Coscienza di Zeno” nel 1923 riportava circa il fumo di sigaretta queste due sentenze che inducono a meditare:
… l’origine della sozza abitudine …
… passo da sigaretta a proposito (dismettere) e da proposito a sigaretta …

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4 thoughts on “Le sentenze sul fumo di Italo Svevo (Spigolature)

  1. Caro Prof. la più bella che abbia mai sentito sul fumo è quella di Mark Twain: “Smettere di fumare? Facilissimo, io ho smesso mille volte.”
    Ma forse il fumo di tabacco in sé, consumato nei paesi dove la pianta è autoctona, senza additivi http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10982572 e con carta ultrafine, non farebbe così male come alle nostre latitudini, pieno di additivi e con carta da pacchi. Nel mio cuore, lei resta sempre un eroe per il suo decreto blitz contro il fumo nei locali pubblici, ma ha mai pensato durante il suo mandato al dicastero della salute che il silenzio-assenso ai trapianti d’organo sia un obbrobrio di legge per un paese democratico?

  2. Egregio Dott. Marcelli,
    non vi è dubbio che gli additivi al tabacco siano tossici e contribuiscono alla sua nocività tuttavia, credo che l’assuefazione al tabacco sia in ogni caso da evitare per il bene di chi fuma e di coloro che lo frequentano (fumo passivo).
    Per quanto riguarda i trapianti, il silenzio assenso non ha dato in Italia i risultati che il legislatore si proponeva e ha sollevato molti dubbi e reazioni.
    Per questo motivo in Italia si sta passando dal silenzio assenso alla dichiarazione in vita della propria volontà di donare o non donare gli organi dopo la morte rendendo questa dichiarazione vincolante. In altri termini si dovrebbe rendere obbligatoria la dichiarazione in vita per poi rispettarla tassativamente dopo la morte.
    Questa soluzione ha avuto successo laddove è stata applicata e mi aspetto che possa averlo anche in Italia.
    Cordialmente,
    Professor Girolamo Sirchia

  3. Caro Prof. Sirchia. Grazie per la risposta. Personalmente sono contrario alla maggior parte dei trapianti, non per il trasferimento di un organo con galattiche specificità individuali (lo si riconosce sempre più), quanto per il fatto che i trapianti sono sostenuti fondamentalmente dal sadismo operatorio alla Frankenstein senza badare a spese (si darebbero laute pensioni ai familiari…). Insomma il gusto dell’esperimento prima del vero amore verso i malati. Quanto al sangue di un altro, il corpo se ne serve quanto basta per sopravvivere, poi lentamente se ne libera, quindi non vedo scientificamente né moralmente ragioni per opporsi. Ogni tanto dialogo con i testimoni di Geova, che non accettano le trasfusioni, ma assurdamente accettano il trapianto del fegato (più importazione di sangue di così…). Bisognerebbe sapere cos’è la vita… innanzitutto. Ma le religioni fingono di saperlo, le chiese coltivano e sfruttano e la paura della morte, e la scienza di fatto non sa praticamente niente della vita. Io nemmeno, ovviamente, sia chiaro. Buona giornata.

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