La prevenzione come intervento filantropico (Spigolature)

Il vero intervento filantropico, ossia quello teso a promuovere il benessere dell’umanità e ad aumentarne il grado di civiltà, è quello che tenta di curare i mali alle loro radici.
(John Davison Rockefeller, 1913. Rockefeller Archive Center. http://www.rockefeller.edu/archive.ctr/).

Si può pertanto dire che la prevenzione in sanità è un intervento di tipo filantropico.

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3 thoughts on “La prevenzione come intervento filantropico (Spigolature)

  1. Caro Prof. Sirchia, rispondo al suo commento ma lascio perdere la frase di Rockfeller, perché c’è qualcosa di molto malato sia nell’estrema povertà che nell’estrema ricchezza. Le ripeto che per la legge contro il fumo nei locali pubblici lei resta un EROE, ma… è d’accordo che lo stato vaccini tutti i bambini contro tutte le malattie terribili come vaiolo, polio, tetano e simili? Questa è prevenzione, lo stato è filantropo, ama l’uomo e lo protegge dalle infezioni del futuro. Giusto?

  2. Egregio Dottor Marcelli,
    grazie del Suo commento. E’ noto che le vaccinazioni sono uno degli strumenti di prevenzione più efficaci e meno costosi e certo il miglioramento delle nostre condizioni di salute deve loro molto. Mi dispiace solo che molta parte della popolazione non capisca i vantaggi che derivano dalle vaccinazioni e, addirittura, si opponga per ragioni inconsistenti ad un loro impiego più vasto.
    Cordialmente, Prof. Girolamo Sirchia

  3. Caro Prof. Sirchia, grazie per la sua gentile risposta. E’ vero: cerco di togliermi dal gregge, anche se non sono sicuro che riuscirò a sfuggire al macellaio.
    Parte della popolazione si oppone alle vaccinazioni perché “inconsciamente” si domanda: “Che medicina è una medicina che vuole vaccinare tutti i bambini per tutte le malattie e poi non usa lo stesso zelo, ardore e risorse umane per prevenire le morti di quegli stessi giovani che saranno vittime di motociclismo (su piste a doppio senso di circolazione!) a velocità triple rispetto ai limiti di velocità consentiti.”
    I cartelli industriali dell’auto mal gradirebbero un decreto Sirchia Due che limitasse a 130 km/ora la velocità massima, dei veicoli prodotti o venduti in Italia. Anche se è proprio quello che ci vorrebbe adesso per le auto: che consumino poco o niente, che non si guastino mai e che siano rispettose dell’ambiente e delle persone.
    Alle volte mi picco di essere chiaroveggente, e sa cosa penso riguardo al suo meraviglioso decreto? Che lei senza chiedere i permessi dovuti a chi di dovere, si è svegliato una notte, ha fatto due conti: per il fumo entrano due e se ne spendono 3, senza tenere in debita considerazione che le Big Tobacco Co. sono feroci almeno quanto le Big Pharma e Big Oil.

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